Il punto di rottura, dove la roccia sottoposta a pressioni è meno resistente, si chiama faglia.

Come si verificano i terremoti

Il rilascio di energia meccanica, e quindi i movimenti del suolo, sono dovuti all’accumulo di stress sulle rocce tra una placca tettonica e l’altra.

I Piccoli
Cilento martedì 01 dicembre 2020
di Gina Chiacchiaro
Come si verificano i terremoti
Come si verificano i terremoti © web

Durante un terremoto può verificarsi una scossa principale, seguita da una serie di repliche di minore intensità o scosse di assestamento, un termine ingannevole, perché non assestano affatto il terreno e possono durare per settimane, o addirittura mesi. Quando le serie di scosse sono più o meno della stessa entità di parla di sciame sismico.

Il rilascio di energia meccanica, e quindi i movimenti del suolo, sono dovuti all’accumulo di stress sulle rocce tra una placca tettonica e l’altra. Il punto di rottura, dove la roccia sottoposta a pressioni è meno resistente, si chiama faglia. Nel tempo, l’energia che di norma farebbe scivolare l’uno contro l’altro i margini della faglia si accumula, finché lo stress è tale che va rilasciato.

A quel punto, l’energia stipata viene liberata tutta insieme: ecco perché i terremoti possono risultare anche molto violenti. La superficie sulla quale i due blocchi di crosta sottoposti a pressione scivolano l’uno sull’altro, è detta piano di faglia.

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