Questa Epistola ideata, stesa e verseggiata da Gaetano Ricco, intende di lodare il canto solenne di Colui che per il suo Innominato dell’Eterno mi accese il fuoco.
Autore: Gaetano Ricco
Nelle altre opere — dal De vulgari eloquentia al Convivio, fino alla Monarchia — emerge un rapporto assai più complesso con il mondo federiciano.
Ricco richiama innanzitutto la grande stagione della Scuola siciliana, che Dante stesso riconobbe come momento fondamentale della nascita della poesia volgare italiana, sviluppatasi intorno alla corte di Federico II, capace di raccogliere «uomini eccellentissimi».
Gaetano Ricco costruisce la figura di un discepolo immaginario di Bernardo di Chartres per riflettere sul rapporto tra fede, ragione e natura. Adelardo di Nogent non compare in alcuna cronaca, non è ricordato da alcun manoscritto e non ha lasciato opere autentiche
Una epistola visionaria conduce il lettore nel cuore della Scuola Pitagorica di Poseidonia. Protagonista è Cranao, legislatore e maestro, figura centrale tra i 218 pitagorici citati da Giamblico. Attraverso un antico manoscritto ritrovato, il racconto intreccia mito, archeologia e filosofia, rivelando il Tempio dorico come santuario del Numero sacro e dell’armonia universale. Un viaggio che restituisce voce a una civiltà che fondava la giustizia sulle proporzioni del cosmo.
Il testo è una epistola letteraria dedicata a Simo di Poseidonia, uno dei pitagorici citati da Giamblico. L’autore ricostruisce poeticamente la figura del musico, la sua vita ascetica e il suo contributo alla teoria musicale e alle proporzioni armoniche. Simo viene celebrato come inventore della decima medietà, ingiustamente attribuita ad altri. L’epistola ne difende il nome, ne esalta il ruolo nella scuola pitagorica e ne restituisce la dignità storica. Chiude come omaggio personale scritto nel 2020.
La Scuola di Atene – Tavola XLVII – LXXXI
Questa Epistola ideata, stesa e verseggiata da Gaetano Ricco intende di lodare un filosofo che affermando che soli gli “individui” sono reali degli “universali” ne fece scatola vuota.
Questa Epistola ideata, stesa e verseggiata da Gaetano Ricco intende di lodare un vescovo ed un filosofo, Giovanni di Salisbury, che tenendo di Dio in alto il suo potere, del re sulla terra cantò il buongoverno.
Questa Epistola ideata, stesa e verseggiata da Gaetano Ricco intende (ahimè) di dire di quel Dio ineffabile, indicibile et unico in tre diviso che fu già dei nostri Padri e che non fu misericordia ma…Magistero!
La pace nella quale prosperano i popoli e si mantiene il benessere delle nazioni, dev’essere certo desiderabile per ogni Stato. Poiché è la nobile madre delle arti; e, permettendo il costante incremento del genere umano, ne estende il potere e migliora i suoi costumi.
Tutti i simboli sacramenti contenuti nelle pagine della rivelazione di Dio ci stillano la convinzione dei tre stadi il primo stato è quello durante il quale Noi fummo sotto il dominio della legge, il secondo è quello durante il quale Noi fummo sotto il dominio della grazia, il terzo è quello che noi attendiamo da un giorno all’altro nel quale ci investirà la più ampia e generosa Grazia.
EPIGRAFE
Voi tutti che vivete rinchiusi entro le mura del monastero osservate, pertanto, sia le regole dei Padri sia gli ordini del vostro superiore e portate a compimento volentieri i comandi che vi vengono dati per la vostra salvezza… Prima di tutto accogliete i pellegrini, fate l’elemosina, vestite gli ignudi, spezzate il pane agli affamati, poiché si può dire veramente consolato colui che consola i miseri.



