Autore: Gaetano Ricco

Nasce e vive ad Albanella nel Cilento.

Correva l’anno del Signore 1230, quando l’Imperatore del Sacro Romano  Impero e Re di Sicilia, Federico II di Svevia con un “capitolo” imperiale, conservato nel “Codice diplomatico Salerniatano”, ordinava che: Il castello di Capaccio deve essere riparato dai suoi stessi uomini della baronia di Fasanella e per l’abbazia di San Benedetto di Salerno, per l’abbazia di San Lorenzo de Stricta, insieme a Persano e con la baronia di Corbella, per la baronia di Monteforte, per la baronia di Cometo, per gli uomini di Trentinara, per l’abbazia di Cava. Per quello che possiede nel Castello dell’Abate del Cilento, per la baronia…

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Epistola XLIX – LXXXIV Si vanti pure e gridi alto di Tommaso la magnifica città di Roccasecca il nome! A Tommaso (Roccasecca,1225 –Abbazia di Fossanova, 7 marzo1274) figlio di Landolfo della città di Roccasecca, che“Aristotele conciliò con Cristo”, il mio saluto! EPIGRAFE Sebbene la verità della fede cristiana superi la capacità della ragione, tut­tavia i principi naturali della ragione non possono essere in contrasto con codesta verità.                                                      (Tommaso d’Aquino, “Summa contra gentiles”)   Ed anche per te, maestro Tommaso, figlio di Landolfo della città di Roccasecca, che Aristotele conciliasti con Cristo, canterò il mio canto … stava per scendere…

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E’ vero i “grandi”quando vengono chiamati rispondono sempre e con la loro vita e le loro opere ci soccorrono e ci sostengono, ma in questa “polemica” che vede al centro la statua della “Spigolatrice di Sapri”, invocarli e spesso da chi“ne ultra crepidam” dovrebbe tenersi, come ho letto in questi giorni, a iosa e sempre troppo scontatamente scomodando ora i soliti nudi di Michelangelo ora le troppo popolari Madonne di Caravaggio o ancora la sottile sensualità del Bernini con la troppo abusata “trasgressione” di Oscar Wilde, per giustificare invece un “accidente” che non ha nulla a che vedere con l…

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 EPIGRAFE Intra due cibi, distanti e moventi/ d’un modo, prima si morria di fame, / che liber’omo l’un recasse ai denti;/ sì si starebbe un agno intra due brame/ di fieri lupi,igualmente temendo;/sì si starebbe un cane intra due dame.                                                                 (Dante, “Paradiso” canto IV 1-6) Ed anche per te, maestro Giovanni, figlio della città di Bethune che “all’asino legasti la tua fama” … canterò il mio canto e se, come già a quel tal grande di Cirene, famoso non per avere stupito, in quella lontana ambasciata a Roma, il pubblico il giorno prima, elogiando la giustizia ed il giorno…

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