L’8 e il 9 ottobre 2026 Salerno diventa la capitale della storia della salute mentale con un appuntamento scientifico che traccia una linea di continuità ideale lungo tutta la penisola. Dopo il successo del precedente congresso tenutosi a nord, nella città di Treviso, la Società Italiana di Storia della Psichiatria sposta i suoi lavori nel Mezzogiorno, scegliendo Salerno come sede per fare il punto sulle grandi trasformazioni cliniche e sociali che hanno segnato gli ultimi tre secoli della disciplina.
L’evento scientifico si inserisce in un percorso di approfondimento accademico e istituzionale volto a ridefinire le tappe metodologiche che hanno guidato la medicina della mente dal Settecento fino all’era contemporanea.
La prestigiosa due giorni intitolata “Eventi e protagonisti nella storia della psichiatria dal XVIII al XX secolo e oltre” trova la sua collocazione ideale nella sede dell’Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri della Provincia di Salerno, situata in via Santissimi Martiri Salernitani. Questa importante iniziativa nasce dal coordinamento scientifico della Società Italiana di Storia della Psichiatria in sinergia con l’OMCeO Salerno e con il Centro Studi di Storia, Documentazione e Ricerca della Salute Mentale del Dipartimento di Salute Mentale dell’ASL Salerno.
I lavori accademici prendono il via nel pomeriggio della prima giornata con i saluti istituzionali dei vertici della sanità locale e nazionale, tra cui i dottori Giovanni D’Angelo e Guido Di Sciascio, rispettivamente presidenti dell’Ordine salernitano e della Società Italiana di Psichiatria, affiancati dal direttore generale dell’ASL Salerno Gennaro Sosto e da Fernando Chiumiento per l’Associazione Eutopia. Il dibattito si concentra sulla ricerca clinica ed epistemologica, alternando letture magistrali che collegano l’antica tradizione della Scuola Medica Salernitana allo studio moderno dello spettro catatonico e all’evoluzione delle nosografie internazionali.
Il taglio medico e storiografico dell’incontro permette di analizzare figure cardine della psichiatria italiana ed europea, come Vincenzo Chiarugi, Enrico Morselli e Giuseppe Corberi, quest’ultimo fondamentale per comprendere la nascita dell’assistenza neuropsichiatrica rivolta ai minori. Accanto alle sessioni puramente scientifiche e alla revisione dei documenti d’archivio legati a Sergio Piro e alla psichiatria democratica, il convegno offre un’importante opportunità di riflessione sociosanitaria attraverso la mostra documentaria intitolata «Cose di Pazzi. Memorie di vite poi recluse». L’esposizione, integrata nel programma e realizzata con il supporto della Società Salernitana di Storia Patria, del Museo Diocesano San Prisco e dell’Archivio di Stato, offre ai professionisti sanitari una testimonianza tangibile dell’evoluzione delle istituzioni totali e del concetto di cura nel tempo.
Antonella Casaburi




