Solo Giuseppe Tarallo, tra gli ex, ha avuto l’onore di essere citato. Di Vincenzo La Valva e Domenico Nicoletti, di Domenico De Masi, Amilcare Troiano e Angelo De Vita … nessun cenno!

Tommaso Pellegrino lascia il Parco del Cilento, Vallo di Diano e Alburni

L'uscita di scena all’altezza della sua entrata a palazzo Mainenti avvenuta 6 anni fa quando definì “medagliette” il  “Man and the Biosphere – MAB; il World Heritage; il Geoparco; la Dieta Mediterranea; la cattedra UNESCO

Ambiente
Cilento martedì 03 gennaio 2023
di Bartolo Scandizzo
Tommaso Pellegrino
Tommaso Pellegrino © Unico Settimanale

Tommaso Pellegrino lascia il Parco del Cilento, Vallo di Diano e Alburni con una uscita di scena all’altezza della sua entrata a palazzo Mainenti avvenuta 6 anni fa.

Chi c’era può ricordare i “proclami” con i quali si insediò alla guida dell’ente che usciva dalla gestione di Amilcare Troiano assistito nella carica di direttore da Angelo De Vita, entrambi in scadenza, il primo dall’incarico di Presidente – Commissario, il secondo che aspirava alla riconferma o almeno una breve proroga per un ordinato passaggio di consegne.

Il piano di Pellegrino, invece, non prevedeva deroghe alla sua “illusione” di voler rivoltare l’ente parco come un calzino per dare un segno concreto di forza e determinazione della sua volontà di andare oltre ciò che l’area protetta era stata fino a quel momento.

L’allora vicedirettore, Romano Gregorio, si eclissò e si allontanò avendo capito l’antifona del ripulisci generale annunciato dall’ex parlamentare del gruppo verde che con questa nomina rientrava nei giochi politici regionali e nazionali.

Per cui, via De Vita; via Gregorio; Pellegrino puntava a scegliersi un direttore che fosse un alter ego più che un funzionario a capo della macchina operativa dell’ente. Nominato Giovanni Ciao, dirigente responsabile della comunicazione alla testa della gestione, il neopresidente parte, lancia in resta, alla conquista dello spazio “politico” che la nomina a presidente dell’ente gli concede.

Nel discorso di insediamento già dà la cifra di come intende muoversi ironizzando perfino sui riconoscimenti internazionali che l’area protetta aveva ottenuto definendo “medagliette” …

 “Man and the Biosphere – MAB; World Heritage; Geoparco; Dieta Mediterranea; cattedra unesco;

Inoltre, si impegna a ridisegnare e ad aggiornare la cartellonistica; dare soluzione della problematica legata ai danni da fauna selvatica; responsabilizzare e valorizzare il ruolo dei dipendenti …

Intanto, apre uno scontro senza esclusione di colpi con Gregorio che rivendicava, a pieno titolo, il diritto di essere indicato come direttore pro tempore in attesa di l'espletazione dell’iter che avrebbe condotto alla scelta del sostituto di De Vita.

Gregorio l’ebbe vinta! A quel punto comincia il lavoro di riavvicinamento tra i due che sfocia con l’indicazione proprio di Gregorio da parte del consiglio del più votato tra i tre da sottoporre al ministro dell’Ambiente per la nomina.

Persa la “guerra” di posizione Pellegrino “vince” la “pace!”. Da questo momento tra i due scoppia una sintonia che ben presto si rivela granitica e duratura. Tanto che è proprio Gregorio, emozionato fino alle lagrime, che siede al suo fianco nell’ultimo atto della sua presenza a Palazzo Mainenti il 30 dicembre del 2022. Qui si conclude l’esperienza di Pellegrino di presidente e commissario.  

Non è dato sapere se la decisione di lasciare, anche in assenza della designazione e della nomina del nuovo presidente, è stata sua oppure “richiesta” dal ministero. Resta il fatto che nelle more della nomina del nuovo presidente sarà il proprio Romano Gregorio a prendere su di sé la gestione dell’ente.

Il nuovo presidente, in ogni caso, dovrà scaturire da un accordo tra il presidente della regione Campania, Vincenzo De Luca, e il ministro dell’Ambiente che quasi certamente sarà, in questo momento hanno altro a cui pensare! Un esponente proveniente dall’area di Centro Destra: il sindaco di Roscigno Pino Palmieri, l'ex sindaco di Castellabate Costabile Spinelli, Giovanni Fortunato e l'ex assessore ai lavori pubblici della Provincia di Salerno, Marcello Feola, di Fratelli d'Italia. 

Alla conferenza stampa convocata il 30 dicembre per congedarsi, Pellegrino dà il meglio di sé …

Un lungo preludio con i colleghi delle TV e delle Radio locali, una relazione su quanto fatto altrettanto ricca di particolari di quanto fatto nei sei anni di esercizio del potere e un bagno di applausi tributatogli dai dipendenti dell’ente accorsi in massa per salutare il presidente uscente.

Il lungo elenco di cose fatte sarebbe interessante poterla leggere sul sito dell’ente che, in genere, è sempre “parco” di elementi utili a chi fa informazione di svolgere il proprio lavoro in modo approfondito. (Sarebbe anche bastato che una copia del documento “stilato di notte” fosse stata distribuita ai giornalisti!)

Ma il presidente (guerra e pace) rivendica di aver rilanciato l’immagine del Parco Nazionale del Cilento Vallo di Diano e Alburni (PNCVDA). Lo fa dettagliando fino agli “spiccioli”: aver indotto milioni di turisti a venire nell’area protetta, aver valorizzato prodotti tipici e aziende del territorio, aver favorito la mobilità e la conoscenza degli studenti sul territorio, aver tenuto aperti musei e fatti visitare musei (virtuali e reali), aver messo a reddito decine di strutture acquisite dal parco nel tempo, realizzato sentieri e creato Cammini, aver addestrato oltre 300 sele-controllori che avrebbero abbattuto oltre 5000 cinghiali, aver rimborsato decine di contadini per i danni causati … aver lasciato in dote al suo successore qualche milione di euro per metterlo in condizione di spenderli per continuare sulla strada tracciata!

Pellegrino ringrazia il consiglio (composto da 5 sindaci, tre esperti nominati dai vari ministeri), saluta il presidente della Comunità del Parco, Salvatore Iannuzzi, la cui assemblea è rimasta afona per 6 anni rispetto a tutto ciò che l’ente ha fatto o ha mancato di fare; ha elogiato i dipendenti che hanno svolto il loro lavoro con abnegazione assoluta (gli stessi delle precedenti gestioni), rimarca il fatto che non c’è settore non toccato dal suo agire!

Il fragoroso applauso che ha salutato la fine dell’intervento dà l’indice di come Pellegrino sia stato il presidente più ben voluto tra quanti hanno avuto l’onore di sedersi precedentemente sulla poltrona occupata da lui: solo Giuseppe Tarallo, tra gli ex, ha avuto l’onore di essere citato. Di Vincenzo La Valva e Domenico Nicoletti, di Domenico De Masi, Amilcare Troiano e Angelo De Vita … nessun cenno!

Chi verrà dopo Pellegrino potrà raccogliere un testimone prestigioso e gli basterà solo gestire l’ordinaria amministrazione per far avanzare ben oltre la considerazione che il Parco si è guadagnata negli ultimi 6 anni e che certamente non potrà che crescere e prosperare solo se andrà nella direzione indicata proprio da lui.

Magari portando a compimento la revisione del Piano del Parco affidato al prof. Moccia che langue da qualche anno nei cassetti dell’ente! Ma anche su questo l’ex presidente- commissario ha necessità di mettere un segno: “è a buon punto e sarà all’altezza delle sfide future ...” 

Lascia il tuo commento
commenti