Il volume dedicato all’isola, formato da 186 pagine e arricchito da numerose illustrazioni a colori, verrà presentato il 16 settembre alle ore 10,00 nella Sala del Refettorio del Museo e della Certosa di San Martino, a Napoli

Un‘isola che guarda al futuro: Procida

L’auspicio, come recita il sottotitolo del volume, è che passato e presente non restino l’unica dimensione della bella Procida, a cui spetta un futuro ancora più ricco di progresso e benessere

Cultura
Cilento venerdì 16 settembre 2022
di Italo Abate
Procida. Gabriele Carelli. Acquerello S. Maria delle Pietà
Procida. Gabriele Carelli. Acquerello S. Maria delle Pietà © n.c.

L’ entusiasmo che ha accompagnato l’attribuzione di Capitale Italiana della Cultura 2022 alla piccola isola flegrea di Procida ha generato ed alimentato una nutrita serie di iniziative, di diversa matrice culturale, tendenti ad evidenziare e rivalutare gli innumerevoli ambiti paesaggistico-culturali che rendono Procida ben degna di una storia e di una tradizione che non tutti conoscono.  Il volume dedicato a Procida, formato da 186 pagine e arricchito da numerose illustrazioni a colori, che verrà presentato il 16 settembre alle ore 10,00 nella Sala del Refettorio del Museo e della Certosa di San Martino, a Napoli, nasce come progetto ideato e sostenuto dalla tenacia e dalla qualità organizzativa di Italo Abate, “Presidente della Associazione “Ambiente e Cultura mediterranea”, e di Maria Grotta, Vice Presidente della stessa Associazione. Il volume ha una sua prima e significativa qualità: fonde con grande armonia di parole, forme e colori sia numerosi scritti specialistici sulla storia e le caratteristiche di Procida sia un gran numero di opere artistiche, pittoriche e statuarie, che esaltano le bellezze dell’isola e ne interpretano le diverse realtà con originale spirito artistico. Così dall’impegno appassionato e altamente qualificato di docenti, studiosi e professori universitari è nato un prodotto altamente omogeneo, segno di una collaborazione e di una convergenza culturale che si è maturata a distanza, per magica simbiosi. Il lettore e l’ascoltatore potranno così ripercorrere il grande viaggio storico e culturale che accompagna la secolare vitalità dell’isola, dall’epoca dei commerci di età micenea fino alle moderne mitologie culturali che ne hanno fatto l’isola di Graziella e di Arturo.    Gli editoriali analizzano tutti gli aspetti della mediterraneità di Procida: cosi si spazia dal resoconto delle ricerche archeologiche alle strutture policrome dell’architettura procidana. E in controcanto gli incanti naturalistici e faunistici dell’isolotto di Vivara, perla nello scrigno più ampio della madre maggiore. Né poteva mancare uno studio sui prodotti tipici della agricoltura procidana, il carciofo e il profumato e splendente limone, frutti di una terra che conserva una sua ritrosa ed intatta verginità. L’appendice iconografica fa da controcanto e da supporto all’indagine culturale e ne esalta in un caleidoscopio di originali forme e colori il mistero di una bellezza che appare sempre nuova, prodiga di rinnovati prodigi. Italo Abate e Maria Grotta parleranno della genesi del libro e presenteranno gli autori mentre Angelo Cerulo, già Direttore Ansa Campania modererà la discussione animata dagli interventi dei professori della Università degli Studi di Napoli “Suor Orsola Benincasa” Silvio Mastrocola, autore anche della Prefazione, e Carlo DI lieto, e di Cesare Azan, già docente presso la Nunziatella di Napoli. Porgerà i saluti istituzionali l’architetto Dottor Francesco Delizia, Direttore della Certosa e del Museo di San Martino, a cui va il sentito ringraziamento degli autori per aver concesso una sede di così alto prestigio alla presentazione del libro, in linea con le iniziative culturali di qualitativo spessore che l’Istituzione sempre propone. Un doveroso e sentito ringraziamento va infine alla dottoressa Marta Ragozzino, che è a capo della Direzione Regionale dei Musei della Campania, per la sua squisita e competente disponibilità. L’auspicio, come recita il sottotitolo del volume, è che passato e presente non restino l’unica dimensione della bella Procida, a cui spetta un futuro ancora più ricco di progresso e benessere.  

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