Il pioniere è Santo Bellina, imprenditore di Bergamo, sbarcato a Battipaglia nel 1990

EBOLI. IV Gamma, la Piana del Sele caso nazionale

Nel 2001 Bellina vende a Bonduelle. La società francese affida la produzione agricola e la valorizzazione industriale alla Op Oasi che riunisce 28 aziende locali, mentre gestisce direttamente la commercializzazione.

Economia
Cilento lunedì 04 febbraio 2019
di Oreste Mottola
Quarta gamma rago group insalate
Quarta gamma rago group insalate © Unico

L’economia della Piana del Sele (Salerno) è trainata dall’ortofrutta. E il boom di investimenti, soprattutto in IV Gamma, è stato al centro di un articolo de Il Sole 24Ore della scorsa settiamana.

Tra i sette comuni di Eboli, Battipaglia, Pontecagnano Faiano, Bellizzi, Montecorvino Pugliano, Capaccio e Serre in dieci anni sono sorte circa 3mila aziende (agricole e di trasformazione e spesso l’uno e l’altro) con un’occupazione di 9mila persone circa, che – riporta il quotdiano economico – secondo le stime di Confagricoltura realizzano un fatturato annuo di 2,5 miliardi (in crescita costante del 15% annuo), per il 30% all’estero. Qui la superficie occupata dalle serre, dove si coltivano rucola, lattuga, radicchio, scarole, e verdurine a foglia (le più pregiate), è ormai pari a circa 4mila ettari. Ed è in crescita. Qui sorge il secondo polo della quarta gamma d’Italia, nato proprio come gemmazione del primo che si estende tra Bergamo e Padova: sono numerose le imprese del Nord – come La Linea Verde, Ortoromi – o estere come Bonduelle, già affermate nel settore che, avendo scoperto le grandi potenzialità della piana a sud di Salerno, da quindici anni a questa parte hanno cominciato a investire, coltivare, produrre quarta gamma, tessere rapporti con imprenditori locali.

Nella pianura stretta fra i monti Alburni, a pochi metri sul livello del mare, le condizioni per coltivare e trasformare prodotto fresco sono infatti eccezionali. Rosario Rago, uno degli imprenditori locali parla di “un microclima ideale e di produzioni in serre non riscaldate, che fanno sì che si possano fare almeno otto raccolti l’anno contro i quattro di altri territori tra Italia e Spagna”.

Il pioniere è Santo Bellina, imprenditore di Bergamo, sbarcato a Battipaglia nel 1990. Avvia la produzione consorziandosi con agricoltori locali, poi inaugura uno stabilimento industriale. Poi nel 2001 cede la sua Ortobel che a quell’epoca fattura 120 miliardi di vecchie lire. E ritorna alla produzione primaria. Oggi la Op Maggiolina, da lui promossa, dispone di 110 ettari di terreno di proprietà e di 50 in affitto, dove produce verdure di prima gamma: coltivate, raccolte e confezionate senza lavare. Ma la novità è che per il 90% si tratta di prodotti biologici.

Nel 2001 Bellina vende a Bonduelle. La società francese affida la produzione agricola e la valorizzazione industriale alla Op Oasi che riunisce 28 aziende locali, mentre gestisce direttamente la commercializzazione. “Nei mesi invernali – spiega Andrea Montagna, direttore commerciale Bonduelle fresh Italia – la produzione della Piana del Sele per quantità e qualità è la migliore d’Europa”.

Ci sono poi aziende locali che, dopo aver rifornito quelle più grandi e venute dal Nord, si sono strutturate in modo da completare al proprio interno il ciclo di produzione. Come la Rago di Battipaglia che lavora prima gamma (verdure coltivate, raccolte e vendute), la seconda (verdure coltivate, raccolte e imbustate senza lavarle) e quarta gamma, quella delle verdure coltivate, raccolte, lavate e imbustate. Il gruppo che fa capo ai tre fratelli Rago registra un fatturato di 20 milioni, che cresce in media del 25% di anno in anno. Risultati conquistati anche grazie a consistenti investimenti in tecnologie e sostenibilità.

Le imprese esistenti crescono e altre, spesso di giovani, se ne costituiscono. Il Consorzio di bonifica nel 2017 ha rilasciato autorizzazioni per 500 ettari e da inizio 2018 ha ricevuto altre domande. Intanto cresce il bisogno di infrastrutture: canali di scarico delle acque, nuove idrovore, l’aeroporto che c’è ma non è più di una pista, e sopratutto le strade, dissestate e carenti. Gli operatori su questo tema si infuriano. Esprimono indignazione e sfiducia.

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