Risaliamo la costa lungo la stradina che corre parallela mare che è situato alla nostra sinistra a valle di seconde, case, residence e villaggi turistici che lo hanno “privatizzato”.

Il Cammino del Parco: Ogliastro Marina - Santa Maria di Castellabate

Stiamo camminando nella seconda delle Aree Marine Protette situate nel Parco Nazionale del Cilento Vallo di Daino e Alburni.

Il cammino del parco
Cilento venerdì 27 agosto 2021
di Bartolo Scandizzo
Il Cammino del Parco: Ogliastro Marina - Santa Maria di Castellabate
Il Cammino del Parco: Ogliastro Marina - Santa Maria di Castellabate © Unico

Ripartiamo da Ogliastro Marina, un luogo incantato che ci sorprende sempre. È una goduria per la vista in quando è il mare ti immette nello spazio che sullo sfondo ha il borgo marinaro che sembra quasi un’isola visto che davanti ha il mare che l’abbraccia e alle spalle sale alto il monte Licosa.

Il sole continua ad affacciarsi tra la nuvolaglia e, non appena ha un po’ di spazio, si fa sentire con il suo calore mentre ci incamminiamo risalando le strette vie che ci porteranno sulla strada panoramica che ci condurrà all’ingresso della tenuta “Belmonte” dove può accedere solo grazie alla concessione che la proprietà fa a chi si sposta a piedi e rispetta l’ambiente. I 5 Km che ci separano da Punta Licosa si possono percorrere sia a ridosso del mare lungo uno stretto sentiero che sale e scende dalla riva del mare fatta di acciottolato e la pineta che la sovrasta da un’altezza di circa 2 metri. 

Stiamo camminando nella seconda delle Aree Marine Protette situate nel Parco Nazionale del Cilento Vallo di Daino e Alburni. 

Ci si può fermare a fare il bagno o a godere del sole primaverile che già si fa sentire sulla pelle. All’interno della pineta corre uno sterrato che offre la possibilità di camminare con più speditezza e all’ombra. Ancora più a destra, parallelamente, c’è la stradica di servizio per i residenti, per chi è diretto alle varie strutture ricettive ricavate nel tempo e per ogni emergenza

L’arrivo a Punta Licosa comporta una doverosa sosta per ammirare, dallo spartiacque costituito dal porticciolo ricavato tra la punta e l’isolotto dove è istallato il faro, il profilo della costa che ci lasciamo alle spalle, e quello che avremo di fronte dominato dall’alto dal borgo medioevale di Castellabate. 

Da qui parte la stradina di circa 4 Km che, di fatto, è uno sterrato che porta a S. Marco e che serve le numerose abitazioni poste a monte e a valle del sentiero. Ed è proprio di un sentiero che si tratta! Forse è questa la tratta il più frequentata del Cammino in quanto non periodo dell’anno che lo abbiamo percorso senza incontrare compagnia. 

Riconosciamo ogni zona, ci soffermiamo ad ammirare tutte le insenature, allunghiamo lo sguardo fino alla linea dell’orizzonte dove incrociano i traghetti che collegano la Sicilia a Salerno e Napoli …  salutiamo chi cammina in senso opposto al nostro e ci avviciniamo così a San Marco. 

Entriamo nel borgo che è un tutt’uno con il porto situato a sinistra, oltre l’Hotel L’approdo. Mentre a destra sbirciamo nella hall della Spa dell’omonimo Hotel che ha segnato un punto di svolta in tema turistico nel nostro territorio.  

Dopo aver fatto rifornimento alla fontana posta proprio all’imbocco della scala e sostato per una visita alla nostra ex compagna di viaggio sulle tratte tra Morigetati a Villammare, Angela Di Matteo, entriamo nella stradina pedonale che collega San Marco  a Santa Maria. 

Proseguiamo sulla passerella che passa dietro i lidi fino all’ingresso di Santa Maria dove entriamo passando sotto l’arco che immette davanti alla bella chiesa di Santa Maria del Mare. Riguadagniamo gradevole lungomare che prosegue a ridosso della spiaggia fino all’inizio della contrada Lago.

Grazie ad una passerella di legno posata sulla spiaggia evitiamo un noioso rientro sulla statale passando per un ampio parcheggio dove si svolge il raduno della prima gara del Circuito Cilento di Corsa. 

Risaliamo la costa lungo la stradina che corre parallela mare che è situato alla nostra sinistra a valle di seconde, case, residence e villaggi turistici che lo hanno “privatizzato”. 

La chiesa di San Antonio a Lago ci compare all’improvviso dietro l’ennesima curva! Ecco la nostra meta di oggi.

Bartolo Scandizzo

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