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Con Ronald ci scambiammo qualche “promessa” ma non era realistico che sarebbe tornato per sposarmi. Abbiamo mantenuto la promessa di rimanere in contatto scrivendoci. La corrispondenza è durata un anno. Questo accadeva nel 1967. Dopo un anno è tornato per sposarmi e portami in America.
A Piaggine sono tornata nel 1960 e abbiamo dormito a Paestum.
Al paese siamo andati e tornati come un “fulmine”: siamo entrati e usciti velocemente. Siamo stati anche ad Aversa, la città di origine di mio marito.
In Abruzzo, uno dei miei figli si è ammalato ed è stato ricoverato per 15 giorni a Pescara in ospedale.
Questo ci impedì di tornare a Piaggine perché era tempo di ripartire per l’America.
Nel 1954 i genitori decisero di tornare negli stati Uniti, dopo un primo tentativo fallito nel 1921 a causa della chiusura delle frontiere per l’emigrazione fatta dal regime fascista.
La madre che era cittadina americana, portò con sé solo i suoi fratelli Carmela, Rosa, e Pietro che erano minorenni, oltre al marito. La loro destinazione fu il New Jersey; Franco fu lasciato a Piaggine a ricercare il futuro al quale era stato destinato.
Al momento del ritiro dell’auto, una spigliata impiegata mi comunica che non c’è il navigatore sul quale avevamo riposto tutte le nostre speranze.
Purtroppo, pur avendolo chiesto e pagato, l’auto ne era dotato.
Ormai eravamo in “carreggiata” e abbiamo deciso di metterci in viaggio verso Boston come da programma.
Imbocchiamo la Interstatale 84 che punta a Nord.
Nel 2018 per salvare un palazzo storico di Felitto in decadenza ho deciso di fare un investimento altrettanto importante, rilevando il Palazzo Migliacci, meglio noto come ‘A casa re’ cientu stanz’, diventato luogo di ritrovo per artisti e scrittori. Questo sito è adatto per l’organizzazione di mostre e convegni, nonché di workshop per la conoscenza delle erbe officinali e delle nostre tradizioni.
Oltre ad aver organizzato 6 edizioni della Sagra del Fusillo Felittese, ho ideato e promosso le prime sei edizioni di “Sapori d’Autunno”, la realizzazione di corsi di inglese e di computer per formare giovani guide turistiche e realizzato numerosi incontri culturali che animassero la vita del paese.
Mia nonna era di Bologna. Quindi, mio padre è stato a Bologna tantissime volte. Però mio padre e mia mamma, i miei genitori, hanno vissuto a Vicenza, molto vicino a Verona e Venezia, perché mio padre era un membro dell’esercito
I Felittesi Sono tutti così cortesi, ti fanno sentire la benvenuta nel loro mondo e ti fanno sentire a casa.
Nostro nonno ha lavorato sodo. Quando è arrivato qui e ha firmato sul libro dell’immigrazione a New York, aveva solo 30 dollari.
Alla fine nella sua vita ha avuto due case, una al mare che si affacciava letteralmente sul mare; ha avuto tre figli che hanno avviato delle attività di successo. È praticamente partito da zero.
La mia prima laurea è in matematica, mentre la seconda è in amministrazione aziendale. All’inizio ho lavorato come insegnante presso la American Peace Corps School, un’associazione di volontariato. Sono andata in Africa ad insegnare. In seguito, sono diventata una manager di alcuni progetti all’estero. Poi ho lavorato nell’ambito della microfinanza che faceva prestiti alle piccole imprese.
Tra il 1985 e il 1986 questa area era di proprietà della diocesi. Fu proposta un’azione negatoria (una cosa legale). Alcune persone volevano comprare tutti questi lotti edificabili. Uno dei membri dell’associazione vide l’annuncio sul giornale. Quindi, qualcuno se ne accorse e disse: “Aspettate un attimo, quell’area appartiene ai felittesi: le persone che vengono da Felitto”. Molto tempo fa c’era una cappella qui, che poi è stata abbattuta. Nel 1986 questo festival si è ingrandito.
Mio nonno viveva in Italia. Forse quando è venuto qui ha lavorato nelle miniere, ma non ne sono certa perché non ero ancora nata, e non mi è stato raccontato molto. Mia nonna mi ha solo detto che scriveva articoli per un giornale.


