Un viaggio agli antipodi che diventa incontro di storie, affetti e radici mai spezzate
L’Australia ci accoglie con una bella giornata di sole.
Melbourne si stende davanti a noi rilassata e distesa, in tutta la sua larghezza, con le strade che ne disegnano la geometrica forma e accompagnano dolcemente la grande baia che ha fatto la sua fortuna perché strategica.
Ad attenderci c’è la casa di Zia Maria e Zio Filippo: lei con origini a Gizzeria, in Calabria; lui nato a Rofrano, nel cuore del Cilento.
Arriviamo dopo essere stati prelevati all’aeroporto di Tullamarine. Sono Daniele e Tom a venirci incontro, pronti ad accoglierci con il calore di chi aspetta da tempo.
I padroni di casa ci attendono sul terrazzino davanti alla porta d’ingresso della loro villa, schierata come tante altre lungo una strada che scende verso il fondo della valle. Con loro ci sono Daniela e Maria, compagne di vita di Daniele e Tom.
La tavola è già apparecchiata.
Subito compaiono vivande e pietanze che ci ripagheranno del lungo viaggio e del cibo precotto con cui la compagnia aerea Etihad Airways “coccola” i passeggeri.
E allora iniziano a intrecciarsi le storie.
I ricordi corteggiano i tanti “passati” che si sovrappongono nel tempo. Il programma del viaggio, che avevamo immaginato, deve fare i conti con la volontà dei nostri ospiti di trattenerci il più possibile a Melbourne.
La notte porterà consiglio: proveremo a conciliare la nostra voglia di andare oltre con il desiderio di chi ci ospita di riservarci spazio all’interno della grande famiglia allargata che hanno costruito negli anni.
Il secondo giorno è una vera e propria carrellata di emozioni.
Tutto si consuma intorno a una tavola imbandita dove si alternano familiari e amici venuti a “vedere” come siamo diventati e a “mostrare” come anche loro sono cambiati.
I sorrisi si mescolano ai ricordi;
i ricordi si intrecciano con i luoghi;
i luoghi si fondono con le storie.

Arriva Rosmery con John, poi fanno spazio ad Amelia e Sabino, quindi Tony ed Elvira, Cony e Caterina. Infine arriva Antonia, nipote dei padroni di casa.
È stata una cascata di emozioni, condita da ricordi che hanno lasciato segni capaci di resistere al tempo.
Non è soltanto un rimpasto di tempi andati che risalgono a galla.
Sono pezzi importanti della storia di persone che il destino ha disperso in mondi lontani, quasi impossibili da tenere uniti. Eppure, come per miracolo, quei pezzi riemergono dai sottoscala della memoria dove il tempo li aveva stipati.
Per quanto sia forte la consapevolezza di trovarci in una dimensione che la geografia ha posto agli antipodi, è altrettanto forte la sensazione di non sentirsi completamente estranei.
Anzi, si rafforza la convinzione che decenni di lontananza, tra mondi collocati ai capi opposti del pianeta, siano in realtà strettamente connessi tra loro.
In fondo, al di là della corteccia dura da penetrare, restano intatti i rumori di fondo di quel mondo che ci ha generati, direttamente o indirettamente.
Solo la volontà, unita alla capacità di ricordare, può dare un senso compiuto a esistenze che si ritrovano lontane eppure vicine.
E alla decisione di non dimenticare mai chi siamo stati e da dove siamo partiti.



