Incontriamo Antonio Viscovo, originario di Napoli, uno dei tanti italiani che negli ultimi anni hanno scelto di costruire la propria vita in Australia.
Antonio è arrivato a Sydney circa tredici anni fa.
«Sono arrivato tramite un amico di Milano, Roberto, che era stato qui per fare un’esperienza. Io sono venuto con lui, ma poi lui è tornato in Italia e io sono rimasto».
L’idea iniziale era semplice: fare un’esperienza e vedere il mondo.
«Sono arrivato con un Working Holiday Visa, un visto che ti permette di lavorare per un anno. All’inizio ho viaggiato molto: sono stato nel Queensland, poi a Melbourne, e alla fine sono arrivato a Sydney».
I primi tempi, come spesso accade a chi arriva dall’altra parte del mondo, non sono stati facili.
«Non è stato semplice trovare lavoro, sia per la lingua, sia perché non ero australiano».

Alla fine però il lavoro è arrivato, e nel settore che sarebbe diventato la sua strada definitiva: la ristorazione.
«Ho sempre lavorato nei ristoranti. Per molti anni ho fatto il manager».
Poi, come succede a molti italiani che portano con sé la cultura del cibo, è arrivata la svolta imprenditoriale.
«Un giorno abbiamo deciso di aprire il nostro ristorante pizzeria».
Il locale si trova a Sydney e porta un nome semplice e diretto: Trovasi Mania.
«Lo abbiamo aperto quattro anni fa. Non mi posso lamentare, lavoriamo bene».
La clientela è varia, ma gli italiani non mancano.
«Vengono molti italiani, ma anche tanti italo-australiani e ragazzi italiani che arrivano qui per lavorare o fare un’esperienza».
Nel frattempo, la vita privata ha preso una direzione importante.
Antonio si è sposato due anni fa con Adriana, con la quale era già insieme da sei o sette anni.
Dal loro amore è nato anche un figlio, Raffaele.
Il matrimonio ha risolto anche la questione burocratica della permanenza in Australia, permettendo ad Antonio di stabilirsi definitivamente.
Ma nonostante gli anni passati dall’altra parte del mondo, il legame con l’Italia resta forte.
«Torno spesso in Italia per trovare la famiglia».
E quando gli si chiede se la sua vita ormai sia definitivamente australiana, la risposta è prudente, quasi filosofica.
«Mai dire mai nella vita. Magari un giorno torneremo».

Perché, anche a migliaia di chilometri di distanza, qualcosa di Napoli resta sempre dentro.
«Mi mancano gli amici. Le radici sono sempre lì».
Prima di salutarci, gli lanciamo un invito: tornare nel Cilento, magari a Piaggine, tra mare e montagna.
Antonio sorride.
«Non ci sono mai stato, ma torneremo a trovare gli amici».
Perché, in fondo, per chi parte dall’Italia, la distanza cambia la vita, ma non cancella mai l’origine.



