Isaia 55,1-3; Romani 8,35.37-39; Matteo 14,13-21
Con i tempi che corrono, vedersi offrire gratis vino e latte, come proclama il profeta Isaia nella prima lettura, è una proposta accattivante: nulla da perdere e grandi vantaggi!
Se si considera che latte e vino sono i simboli dei frutti della Terra Promessa, vale a dire il Regno dei cieli, allora cosa si attende? Abbiamo tutto da guadagnare!

Lo ha sperimentato Paolo: nonostante le traversie di decenni, alla fine egli conclude che niente e nessuno lo può separare dall’amore di Dio. Infatti, ha bevuto, rafforzandosi, quel latte ricevuto gratuitamente; si è inebriato di quel vino, il migliore.
Come e dove avviene tutto questo? Qual è il luogo, la circostanza che ci mette in condizione di appropriarci di questi doni?
Ai quesiti risponde il Vangelo: l’episodio della moltiplicazione dei pani evoca la situazione attuale. Anche noi siamo in un deserto. L’aridità quotidiana, fatta di preoccupazioni e delusioni, attanaglia la nostra esistenza.
La reazione, tra tanto disagio, somiglia a quella dei discepoli: increduli, evidenziamo problemi per i quali non ci sarebbe soluzione. Nonostante ciò, Gesù opera, concede nuove opportunità, moltiplica i doni perché tutti possano saziarsi.
L’episodio descritto nel passo del Vangelo avviene in un deserto, tra una folla estasiata dalle parole di Gesù al punto da dimenticare la routine della giornata.
L’evangelista cita un particolare, del quale è testimone oculare, per ricordare che quanto avviene con la moltiplicazione è a portata di mano per tutti.
Infatti, Matteo nel testo afferma che, prima di procedere a sfamare la folla, «alzati gli occhi al cielo, pronunciò la benedizione, spezzò i pani e li diede ai discepoli…»
Sono gli stessi gesti dell’Ultima Cena, quando Gesù istituisce l’Eucaristia.
Perciò, il nostro incontro domenicale con chi gratuitamente distribuisce i doni di salvezza illumina la nostra vita, nonostante il deserto.
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