Fin quando riterremo di essere utile alla realtà in cui siamo incardinati continueremo a svolgere con dignità il nostro ruolo.

Il Giornalismo è finito

Quando saremo fuori dall’emergenza sanitaria, dovremo raccogliere, insieme a tutti gli altri cocci, anche quello che resta del giornalismo.

Attualità
Cilento mercoledì 13 gennaio 2021
di Bartolo Scandizzo
La Redazione di Unico a lavoro
La Redazione di Unico a lavoro © Unico

Il giornalismo come l’abbiamo conosciuto fino all’inizio del 3° millennio è finito! 

Lo hanno decretato i cittadini lettori ed anche acquirenti di giornali che si accontentano del minimo vitale per tenersi informati dell’informazione in rete che non tollerano intermediari o quella in TV.

Il computer ha cambiato la nostra vita immergendoci nel grande mare della comunicazione continua, molto spesso interessata e a volte menzognera che persegue scopi nascosti. 

Per questo non c’è mai stato tanto bisogno di giornalismo proprio a partire dal digitale. 

Quando saremo fuori dall’emergenza sanitaria, dovremo raccogliere, insieme a tutti gli altri cocci, anche quello che resta del giornalismo. 

L’inesorabile perdita di qualità, la mancanza di prospettiva per il futuro e la perdita della memoria storica. 

L’essenza del giornalismo è scrivere in modo comprensibile, rispettare chi legge, verificare i nomi, ricercare dati, scegliere le parole, verificare i nomi e le fonti …

Nel 1990 le copie dei quotidiani venduti erano 6 milioni 537.74; a settembre del 2020 si è scesi a 2 milioni 16 mila copie diffuse tra edicola e digitale.  

I cittadini hanno ancora voglia di informarsi per sapere, conoscere, comprendere, scegliere, giudicare?

I prodotti editoriali che si sono moltiplicati hanno allargato la platea dei lettori e dato una copertura più ampia a quanto accade nella realtà contemporanea?

I lettori, che oggi sono anche i primi “fornitori” di notizie, immagini, commenti, denunce, invettive … sono attrezzati per orientarsi nella galassia in cui si è trasmutato il mondo dell’informazione?

Non è facile destreggiarsi nel “mercato” delle notizie: è come quando ci si aggira tra gli scaffali del supermercato alla ricerca di un prodotto e si torna a casa con un carrello di cose di cui si poteva tranquillamente fare a meno. 

Nel 1999, per conto del Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni, conducemmo una ricerca sui giornali presenti nell’area protetta: erano oltre 30 le testate redatte in formato cartaceo. Oggi siamo meno di tre!

Unico, fin da quando è nato e si è sviluppato nelle varie articolazioni da 25 anni (Qui Rocca Notizie, Il Valcalore, Il Sele, Il Diano, I Piccoli, Unico Patrimonio) ha sempre tentato di restare nella stessa carreggiata: poca cronaca e tanti approfondimenti. 

Fin quando riterremo di essere utile alla realtà in cui siamo incardinati continueremo a svolgere con dignità il nostro ruolo. Molto dipenderà anche da chi ci segue e sostiene economicamente e vorrà continuare a farlo in futuro …

 

Bartolo Scandizzo

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