“Importante è sapere da dove partiamo”

Cesare Guariniello, ingegnere aereospaziale da Sala Consilina agli States

"Importante è sapere da dove partiamo, essere determinati a centrare gli obiettivi ma restare sempre ben piantati coi piedi per terra"

Attualità
Cilento lunedì 22 novembre 2021
di Antonella Citro
Cesare Guariniello
Cesare Guariniello © Unico Settimanale

Cesare Guariniello, ingegnere aerospaziale di Sala Consilina ma vive da anni in America, dove compie ricerca. Impegnato sotto tantissimi punti di vista negli States, lo abbiamo incontrato nel corso del suo soggiorno nel Vallo di Diano. “Finalmente sono potuto ritornare dopo quasi due anni e mezzo per motivi Covid - ci racconta – sono in Italia adesso dopo essere passato in Germania e il motivo per cui sono stato in Germania è che sono stato invitato alla seconda fase di sei della nuova selezione dell’Ente Spaziale Europeo per Astronauti. La prima dal 2008 in cui furono selezionati la Cristoforetti e Parmitano. Abbiamo iniziato in 22.500 candidati e, per questa fase due, l’Ente Spaziale Europeo ha deciso di invitarne circa 1500. Io sono stato invitato a inizio ottobre e quindi mi sono recato in Germania per fare un po’ di test, dedicando una giornata intera ai test, e sperare che a gennaio arrivi la notizia che sono passato alla fase tre”. Le origini salesi di Guariniello e tanta strada fatta laggiù, nel continente americano, ha significato aprirsi a tante strade e a tante occasioni e opportunità. “I miei nonni paterni hanno vissuto per tanti anni a Sala Consilina come anche mio padre e parte della mia famiglia, io sono nato a Sant’Arsenio pochi mesi dopo il terremoto del 1980, così come tutte le persone della mia generazione sono nato in quell’angolo del Vallo di Diano. Poi ho viaggiato molto, ho vissuto per tanti anni a Roma, adesso negli Stati Uniti viaggio molto soprattutto per lavoro. Ritornare qui fa scoprire le origini ed è sempre piacevole anche fare una passeggiata intorno. È bello vedere il resto del mondo, aprirsi e conoscere tante nuove cose, è bello portare in giro la nostra cultura e confrontarla con altre culture e cercare di prendere il meglio di qua e di là”. Il curriculum di Cesare Guariniello, maturato e arricchito nel corso degli ultimi anni, farebbe invidia, positiva, a chiunque lo leggesse. Simpatico, schietto e sincero, un professionista apprezzato e molto scrupoloso, si è fatto tanto apprezzare in America. Ne ha fatta di strada il 40enne del Vallo di Diano che non ha mai dimenticato le sue origini e la sua terra. Guariniello racconta le ultime missioni che ha compiuto e di cosa si è occupato con entusiasmo e dedizione. “Data la mia passione per lo spazio, faccio ricerca in ambito spaziale per la Difesa statunitense, solo che cerco anche di coltivare altre passioni al di fuori dell’ambito accademico e lavorativo. E oltre a sport e a tante attività ho iniziato a partecipare a missioni cosiddette Analog, si tratta di simulazioni di missioni spaziali fatte in ambienti particolari, in vari luoghi della terra dove per motivi ambientali o di isolamento o del modo in cui viene condotta la missione possiamo simulare alcune delle caratteristiche delle missioni spaziali. Per esempio, la missione in cui parteciperò tra un mese per il quarto anno consecutivo, viene fatta nel deserto dello Utah che geologicamente è simile a Marte e in più siamo in un luogo talmente isolato in cui sei membri dell’equipaggio sono a quasi un’ora di distanza dal centro abitato più vicino che ha solo trecento abitanti e siamo a circa tre ore dalla città più vicina. Siamo in totale isolamento, siamo nel deserto e facciamo ricerca sempre in ambito spaziale, ma anche sulle interazioni sociali tra noi membri dell’equipaggio. Possiamo uscire solo indossando tute spaziali, respiratori per compiere ricerche nel deserto e facciamo anche tantissime attività all’interno. A volte buffe. Per qualche motivo, sono sempre la persona che deve cucinare il cenone di Capodanno, mi hanno assicurato che non è perché sono italiano, ma ho i miei dubbi!”. Cesare Guariniello ha i piedi per terra ma la testa tra le stelle: “Decisamente! Ma sono sicuro che qualcuno direbbe che ho i piedi per terra e la testa tra le nuvole! Ma sì occorre tenere sempre i piedi per terra perché comunque è importante sapere da dove partiamo, è importante non disperdersi ed è importante, come nel mio caso, sapere come la selezione alla quale sto partecipando in cui siamo partiti in 22.500 con sei posti disponibili, però tutto quello che sto facendo fa parte della mia vita e della mia passione per lo spazio che mi porterà ad effettuare ricerca e qualcosa che nel mio ambito penso che possa aiutare le persone qui sulla terra”.

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