il Mezzogiorno si conferma un serbatoio di cervelli e di talenti al servizio dell'Italia e del Mondo

L'autonomia differenziata e lo scambio diseguale

Nel libro "Ingrati: sindrome rancorosa del beneficato", si racconta un sentimento ingiustificato, il rancore,  che coglie come una malattia coloro i quali hanno ricevuto un beneficio

Attualità
Cilento sabato 27 gennaio 2024
di Egidio Marchetti
Pagina del Sole 24 ore
Pagina del Sole 24 ore © Settimanale Unico

L'interessante articolo de Il Sole 24 Ore, che racconta la carriera ed i successi della manager di Prysmian, la cilentana Cristiana Scelza, nativa di Vallo della Lucania, offre molti spunti di riflessione.

Una vicenda umana e professionale, fatta di valori, di sacrifici e di caparbietà, rivela un trend oramai consolidato, dove il Mezzogiorno si conferma un serbatoio di cervelli e di talenti al servizio dell'Italia e del Mondo.

Sono lontani i tempi in cui i meridionali fornivano prevalentemente le braccia, quali insostituibili maestranze nell'industria e nell'artigianato, dando un supporto decisivo negli anni del boom economico.

Indubbiamente la scolarizzazione di massa è stata un volano di emancipazione culturale e sociale che ha irrobustito le fondamenta della nostra giovane e gracile società, uscita distrutta dalla guerra mondiale.

Una Nazione con una coscienza civile diffusa, avrebbe dovuto rendere il giusto tributo alla parte geografica più debole, in ragione di questo costante travaso di cervelli che da decenni arricchisce la parte più ricca del Paese, ricevendo in cambio giusto quel poco per far crescere e studiare i propri figli.

Uno scambio disuguale che oggi qualcuno vorrebbe addirittura incrementare con la cosiddetta riforma della "autonomia differenziata".

C'è qualcuno che sia in grado di calcolare quanti punti di PIL siano costati alle famiglie meridionali per portare alla laurea i propri figli? E quale valore aggiunto sia stato apportato al Nord a danno del Sud?

Non occorre essere un eccelso economista per fare due conti ...

Certamente, avallare una riforma con la quale verrebbe incrementato il divario economico tra le regioni prospere e quelle più povere, oltre ad essere una misura iniqua e poco intelligente, avrebbe il sapore dell'egoismo.

Se non proprio quello di un  libro, "Ingrati: sindrome rancorosa del beneficato", dove si racconta un sentimento ingiustificato, il rancore,  che coglie come una malattia coloro i quali hanno ricevuto un beneficio che non riescono ad accettare.

Non si spiega altrimenti la ratio di una riforma scellerata che verrebbe a creare ulteriori ingiustizie e fratture, rompendo quel patto di solidarietà che, seppure tra tante contraddizioni, ha consentito all'Italia di diventare una potenza economica.

Piuttosto, il Mezzogiorno dovrebbe avere maggiori aiuti per compensare la costante emorragia di giovani, tale da generare quello  spopolamento che rischia di desertificarlo.

Manca un pensiero forte ed unitario, che faccia da collante e che si ponga degli obiettivi, non solo di alto profilo, ma di semplice buon senso.

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