Per la Bcc di Aquara si apre una nuova era dopo l'addio del direttore che l'ha fatta nascere

Bcc di Aquara, Antonio Marino annuncia il suo pensionamento

Tra le consorelle presenti sul territorio salernitano, Tonino ha avuto ed ha tuttora un rapporto speciale con Michele Albanese, direttore della Bcc Monte Pruno. Per per lungo tempo si è parlato di fusione tra le consorelle

Attualità
Cilento martedì 30 gennaio 2024
di Bartolo Scandizzo
Antonio Marino e Rocco D'Urso
Antonio Marino e Rocco D'Urso © Settimanale Unico

Per quanto previsto, l'annuncio fatto dal palco dell'hotel Ariston da Antonio Marino che entro la primavera del corrente anno lascerà la carica di direttore generale della BCC di Aquara, non ha potuto che destare sorpresa nella platea e, di riflesso, l'intero mondo economico, sociale e politico della provincia di Salerno.

È facile immaginare che negli attimi che hanno seguito l'annuncio "Tonino" abbia visto passare davanti a sé l’intero “film” della sua esistenza lavorativa spesa nel far nascere, crescere e consolidare l’esistenza in vita della “creatura” che deve a Lui e al Prof. Rocco D’Urso.

La prima realtà bancaria di Aquara nasce come “Cassa Agraria di Prestiti di Risveglio Agricolo” trasformata in “Cassa Rurale ed Artigiana” nel 1938 ed operativa fino al 1975.

Ricordo con un pizzico di emozione l’intervista che feci a Rocco D’Urso nella sua casa di Aquara. Si fece trovare con un socio fondatore e ci sedemmo intorno ad un tavolo e cominciammo a parlare. Era un docente di scuola media in pensione. Parlammo prima un po’ di argomenti legati alla scuola e poi entrammo nel merito dell’incontro: ricordare insieme la storia della banca che aveva fondata, anzi rifondata, con Antonio Marino un giovane figlio di questa terra. Rifondata perché Rocco partì dalle esperienze tedesche di credito sociale, continuò con l’esperienza di cooperazione avviata e poi stroncata sotto il periodo fascista; e infine, riportata a nuova vita nel 1977 con l’iniziativa di 200 soci che versano la quota di € 75 al valore di oggi. Rocco D’Urso ha lasciato un’impronta forte su di me. Mi resi conto che, pur spendendo la propria vita in una piccola realtà, si può mirare a realizzare grandi progetti.

Da allora la banca ha vissuto una fase ininterrotta di crescita che l’ha portata fino ai giorni nostri: dopo la fondazione che fu “accompagnata”, dalla Cassa Rurale e Artigiana di Capaccio, fu aperto lo sportello di Castel San Lorenzo, Roccadaspide, Capaccio Paestum, Eboli, Oliveto Citra, Felitto, Pellezzano, Capaccio Capo di fiume, Salerno, Pontecagnano, San Gregorio Magno, Battipaglia, 2^ filiale di Salerno, Sicignano degli Alburni …

È storia che Antonio Marino sia stato l’artefice della crescita e della gestione attenta degli equilibri interni, costruendo una squadra sempre pronta ad “assecondare” le sue intuizioni; Senza mai trascurare di "attenzionare" cosa bollisse in pentola all'esterno: stando sempre con un “piede” sull’uscio della filiale ad annusare l’aria politica, economica e sociale che pervade l’ambiente in cui i “preposti” operano.

Tra le consorelle che condividevano la gestione del credito sul territorio salernitano, Tonino ha avuto ed ha tuttora un rapporto speciale con Michele Albanese, direttore della Bcc Monte Pruno di Roscigno. Per la verità e per lungo tempo nessuno dei due ha mai negato il progetto di fusione per alzare l’asticella del valore economico e dell’impatto sociale sul territorio dell’area compresa nel perimetro del Parco Nazionale del Cilento Vallo di Diano e Alburni.

Ma la necessità di “sgomitare” per accaparrarsi nuovi “mercati” dove le imprese sane avevano necessità di accedere al credito consentendo di impiegare la grande mole di raccolta fatta da soci e clienti, ha eroso alle fondamenta il progetto sempre rinviato e poi, con la scissione in due tronconi del mondo del credito Cooperativo in “Cassa Centrale” e “ICCREA Banca”, il piano è stato messo da parte definitivamente.

È inutile dire che il rapporto tra Antonio e Michele, i due “gemelli del credito”, che hanno fatto la storia nel nostro territorio e poi hanno migrato atteggiamenti, competenze ed esperienze in altri “mondi”, è tuttora vivo e vegeto.

Il futuro di A. Marino che, come ha dichiarato durante la “festa” dell’Ariston, “è e sarà legato per sempre al fianco della Bcc di Aquara”, sarà speso ad Aquara il paese dove tutt’ora è sindaco per la seconda volta! Ma anche quello di Michele Albanese sarà intrinsecamente correlato al futuro di Roscigno dove ha da poco insediata la Fondazione Monte Pruno.

La sintesi del percorso fatto dalla Banca di Aquara può apparire semplice nella sua “linearità” … infatti, i successi conseguiti sia per numero di soci sia per capitale sociale accumulato, sia per il fatturato dichiarato … non sarebbero stati possibili se alla sua guida non ci fosse stato Antonio Marino.

La sua forte personalità, affiancata alla rigorosa dirittura morale e alle riconosciute competenze professionali, sono state linfa vitale iniettata con continuità, pazienza e con l’atteggiamento del “padre di famiglia” che si è sempre preoccupato in prima persona di ogni aspetto delle relazioni sociali all’interno della compagine amministrativa e della platea dei soci.

Inoltre, Marino ha sempre prestato molta attenzione alla comunicazione verso e dentro le realtà che man mano sono andate ad aggiungersi alla base territoriale di competenza della Bcc.

Carta stampata, radio, TV locali ed ogni altro strumento in grado di aprire “varchi” nella società sono stati “toccati” dalla linfa che la Banca di Aquara ha immesso nel circuito pubblicitario che tiene in piedi la quasi totalità della stampa locale.

Anche con la nostra esperienza editoriale la Bcc di Aquara è stata molto disponibile fin dal primo momento della nostra “discesa in campo” nel 1995 con “Qui Rocca Notizie”, poi diventato “Il Valcalore” che anticipò la Banca nella sua “discesa” a Capaccio Paestum.

Ci seguì anche nella nostra decisione di editare “il Sele” distribuito tra Eboli e Battipaglia e con pubblicazione del nostro giornale per bambini “I Piccoli”. Non si oppose alla nostra scelta di sbarcare nel Vallo di Diano con “il Diano” e asseconda la nostra decisione di avventura di riunire “il Valcalore, “il Sele” e “il Diano” sotto un’unica testata che sarebbe arrivata nelle edicole della provincia a sud di Salerno con il “Settimanale Unico”.

Il 2022 è stato il 27° anno ininterrotto di pubblicazioni che hanno raccontato storie, descritto paesaggi, immaginato il futuro, scavato nel passato, animato dibattiti, sostenuto progetti, formato giornalisti …

Sono stati ventotto anni di avanzamenti compiuti sempre in sintonia con la Bcc di Aquara di Antonio Marino che non è mai stato avaro di consigli né di critiche … da noi sempre accettati con la consapevolezza che venivano da un uomo che non parlava invano ma a ragion veduta.

Il 2023 è stato l’anno in cui le strade tra le nostre testate e la BCC di Aquara si sono “divise” per scelte aziendali del nostro maggiore sponsor.

 Ma non possiamo non ricordare che, se non ci fosse stato Antonio Marino che nel 1995 credette all’idea di poter fare informazione indipendente nella Valle del Calore, oggi non saremmo ancora in pista con nuove idee e con la determinazione di sempre proiettati verso il futuro prossimo a venire.

Ecco perché diciamo grazie a lui, alla banca, al personale e alla platea dei soci che, ancora oggi, ci seguono leggendo ciò che periodicamente pubblichiamo.

Finché saremo consapevoli che il nostro impegno è apprezzato dai lettori e accompagnato dai tanti sponsor che ci sostengono economicamente, noi ci saremo ...

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