Sul caso Moro, Grassi: “Non si muore quando gli ideali sono postivi”

A due giovani salesi il premio Giacumbi 2019

Un’emozione palpabile sul volto e nelle voci dei due giovani valdianesi, figli di agenti appartenenti alle forze dell’ordine, che quest’anno sono saliti sul palco per ricevere l’ambito riconoscimento.

Attualità
Cilento mercoledì 15 maggio 2019
di Antonella Citro
Premio Giacumbi 2019
Premio Giacumbi 2019 © Unico

Al magistrato Nicola Giacumbi ucciso dalle Brigate Rosse nel 1980 è dedicato il premio che è stato consegnato venerdì 3 maggio ad Antonio Molinari studente dell’Itis di Sala Consilina e a Valentina Lomonte studentessa del liceo classico, entrambi diciassettenni. Un’emozione palpabile sul volto e nelle voci dei due giovani valdianesi, figli di agenti appartenenti alle forze dell’ordine, che quest’anno sono saliti sul palco per ricevere l’ambito riconoscimento. A organizzare l’evento è stato il Rotary Club Sala Consilina Vallo di Diano presieduto da Antonello Rivellese che ha inaugurato la giornata, presentata dal giornalista e socio del Club Geppino D’Amico, portando i saluti e un ricordo di Giacumbi da tramandare alle giovani generazioni. Sono giunti poi i saluti della preside del “Marco Tullio Cicerone” Antonella Vairo e del sindaco Francesco Cavallone. <<Sono molto contento del fatto che abbiano scelto me per questo premio – ha detto il giovane Antonio Molinari – credo che il concetto di legalità sia molto importante ed è fondamentale ricordare tutte quelle persone che hanno dedicato la propria vita per la nostra Nazione>>. <<Sono contentissima di aver ricevuto questo premio – dice anche l’altra premiata Silvia Lomonte – ringrazio il Rotary per avermi dato la possibilità di partecipare. I destinatari di questo premio sono anche i miei professori che mi hanno indirizzato e guidato nella scelta di questo mio percorso. È importante lanciare a tutti il messaggio di legalità, soprattutto in questi giorni>>. Era presente tra gli ospiti anche Giuseppe Giacumbi figlio del compianto magistrato: <<I ricordi sono sia quelli personali che servo maggiormente per me e quelli dell’esempio che penso siano anche adatti ad essere trasmessi - dice - anche per mezzo di un premio come questo. Occorre trasmettere ai ragazzi la strada del bene da seguire in tutte le cose da quelle piccole a quelle grandi, e ciò può costare sacrifici anche estremi ma vale sempre la pena di essere fatto>>. È intervenuto poi Gianfranco Donadio Procuratore della Repubblica di Lagonegro e l’onorevole Gero Grassi funzionario della Regione Puglia e componente della Commissione Parlamentare d’inchiesta sul rapimento e l’uccisione di Aldo Moro. <<A distanza di 41 anni, nonostante tutti gli omicidi che ha subito: l’omicidio fisico del 9 maggio 1978 ma l’omicidio morale di quanti hanno obnubilato la verità e nascosto la verità e, tra questi pezzi dello stato, della criminalità, qualche magistrato qualche giornalista, alcuni politici, non sono riusciti ad ucciderlo - afferma – oggi Giacumbi e Moro rivivono in una platea giovanile a testimonianza che le idee e le azioni positive non muoiono mai. Sul caso Moro le verità sono al 90%, il problema è che il potere dell’informazione tutto coinvolto nel caso Moro non le fa emergere. Se si legge la relazione approvata dal Parlamento, è tutto chiaro>>.

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