La Società Italiana di Salvataggio ha pubblicato il vademecum con le norme alle quali si devono attenere i bagnini

Bagnini: Niente respirazione bocca a bocca! Ma pocket-mask e pallone autoespandibile

Gli stabilimenti balneari dovranno adeguare il Piano di Emergenza che dovrebbe includere procedure su come fronteggiare una potenziale infezione da COVID-19

Attualità
Cilento venerdì 22 maggio 2020
di Arturo Sica
Personale da spiaggia, unità di salvataggio
Personale da spiaggia, unità di salvataggio © Unico

La fase due dell’emergenza guarda al periodo estivo ma le disposizioni che disciplineranno le attività turistiche sono ancora molto vaghe e sembrano disattendere le esigenze in alcuni settori. Per i balneari e i ristoranti un quadro completo lo si avrà soltanto il 25 maggio dalla regione che a in questo momento sembra essere più prudente del governo. Le regole sul distanziamento sociale in spiaggia saranno l’argomento più importante sul quale esistono diverse teorie che variano a seconda del territorio e della conformazione costiera. Tenere conto delle situazioni specifiche che variano da comune a comune sarà di vitale importanza per ridurre ai minimi termini l’impatto della crisi economica. Una realtà come quella di Capaccio Paestum con i suoi 12km di spiaggia è una realtà diversa da quella di Agropoli o di Palinuro. Gli spazi diventano la materia prima per eccellenza in questo periodo storico; considerando il fatto che gli ombrelloni dovranno occupare uno spazio di minimo 10 metri quadrati l’uno dall’altro. Per molti concessionari potrebbe essere una grave perdita in termini economici e molti stanno pensando ad una soluzione che dia, lì dove ci fosse la possibilità, pezzi di spiaggia libera per sopperire alla perdita di postazioni. Questa soluzione sarebbe assolutamente condivisibile lì dove possibile e senza depredare eccessivamente gli spazi pubblici. Per una realtà come Capaccio Paestum, appunto, non sfruttare l’enorme spazio demaniale per salvare il salvabile in un settore vitale per la nostra economia, sarebbe un errore. Ma sarebbe un errore anche ridurre eccessivamente le spiagge libere che rappresentano quest’anno un problema grandissimo sul punto del distanziamento; siccome anche sul tema dei controlli c’è molta incertezza.

Intanto la Società Italiana di Salvataggio ha pubblicato il vademecum con le norme alle quali si devono attenere i bagnini per

IL PRIMO SOCCORSO E RCP MODIFICATO IN PERIODO EMERGENZA PER COVID-19

E’ consigliato un aggiornamento delle procedure operative tenendo in considerazione le raccomandazioni presenti in questo documento e le normative vigenti al livello locale e nazionale. In particolare, il Piano di Emergenza dovrebbe includere procedure su come fronteggiare una potenziale infezione da COVID-19 che interessi tanto i frequentatori dell’area di balneazione quanto il personale della struttura balneare.

Raccomandazioni utili per intervenire, proteggendo sia gli infortunati che i soccorritori da potenziale contagio:

  1. assicurarsi che il soccorritore, l’infortunato e le persone presenti sul posto siano in sicurezza (valutazione della sicurezza dello scenario per il pericolo immediato e rischio evolutivo della contaminazione);
  2. indossare tutti i Dispositivi di Protezione Individuali (DPI) ed utilizzare ogni barriera a disposizione tra quelle già in dotazione agli stabilimenti balneari secondo l’ordinanza della Capitaneria di Porto;
  3. valutare la coscienza chiamando, scuotendo e stimolando l’infortunato senza avvicinarsi frontalmente al suo volto;
  4. valutare il respiro tramite la sola osservazione dei movimenti del torace, evitando di accostare il volto a quello della persona da soccorrere per la manovra G.A.S., fare indossare la mascherina chirurgica al pericolante;
  5. se l’infortunato è incosciente e non respira, fare allertare il Dipartimento di Emergenza (118 e/o 112 – Numero di emergenza Unico Europeo) descrivendo la situazione e iniziare con le compressioni toraciche senza effettuare le insufflazioni in mancanza di pocket-mask e pallone autoespandibile;
  6. pocket-mask e pallone autoespandibile possono essere utilizzate per ventilare attraverso la mascherina chirurgica, appena possibile somministrare ossigeno ed utilizzare un DAE, se disponibile;
  7. continuare nelle manovre di soccorso finché l’infortunato non avrà ripreso a respirare normalmente, finché non si è esausti o fino all’arrivo del Soccorso Medico di Emergenza;
  8. una volta concluse le attività di soccorso, rimuovere correttamente i DPI e smaltirli secondo le specifiche indicazioni locali. Lavare con estrema cura le mani;
  9. i dispositivi utilizzati sull’infortunato vanno igienizzati dopo l’uso o eliminati seguendo le corrette procedure.

Il soccorritore non sanitario dopo aver effettuato l’intervento di soccorso, per due settimane deve eseguire la sorveglianza di ogni possibile sintomo di infezione da SARS-CoV-2 che, eventualmente, andrà segnalato tempestivamente al proprio Medico di Medicina Generale (per telefono).

SALVATAGGIO IN ACQUA ADATTATO IN PERIODO EMERGENZA PER COVID-19

E’ consigliato un aggiornamento delle procedure di salvataggio tenendo in considerazione le raccomandazioni presenti in questo documento e le ordinanze locali della Capitaneria di Porto per il servizio di salvataggio in acqua. In particolare, il Piano di Emergenza dovrebbe includere procedure su come fronteggiare una potenziale infezione da COVID-19 che interessi tanto i nuotatori quanto i bagni di salvataggio nell’area di balneazione.

Raccomandazioni utili per intervenire, proteggendo sia i pericolanti che i bagnini da potenziale contagio:

– ogni volta che sia possibile utilizzare le dotazioni di salvataggio (pattino di salvataggio, rescue board, rescue can, rescue tube) vanno impiegate per garantire il trasporto in sicurezza del pericolante

– se mancano dovrebbe essere implementato l’uso della tavola da soccorso (tipo surf) o del rescue SUP, soprattutto su quelle spiagge che, per l’altezza dei frangenti in prossimità della battigia, rendono l’uso del pattino di salvataggio quasi impossibile a mare mosso o molto mosso.

– Il bagnino non può esimersi dal fare un salvataggio, se necessario, anche a nuoto. L’unico attrezzo in grado di garantirgli una buona sicurezza in tal caso – evitandogli di entrare in immediato contatto fisico con un pericolante – è un salvagente tipo rescue-can (baywatch) o ancora meglio il siluro (rescue tube).

– durante il salvataggio in acqua si possono presentare pericolanti che respirano o non respirano spontaneamente – nel primo caso ci si protegge attivamente con le dotazioni individuali previste dall’ordinanza – nel secondo caso si interviene velocemente con minor rischio potenziale

– tra le diverse tecniche di trasporto in acqua vanno privilegiate quelle che garantisco una presa sicura senza affiancare o fronteggiare il viso del pericolante

– durante il trasporto in acqua le vie aeree superiori del bagnino di salvataggio sono in netta e costante emersione e nel nuoto precedono quelle del pericolante senza mai accostarle

– nel trasporto e nell’uscita dall’acqua il bagnino di salvataggio viene dilavato dall’acqua di mare ed è protetto perché il contagio avviene principalmente attraverso bocca, naso ed occhi che sono protetti

– ovunque sia possibile prefigurarsi di intervenire con tecniche idonee a mantenere il «distanziamento personale» indossando la maschera di salvataggio (prevista per ordinanza nelle dotazioni) a protezione di occhi e naso

SALVATAGGIO, SOCCORSO E TEORIA DELLE SCELTE RAZIONALI

Ogni volta che ci si trova a fronteggiare un’emergenza il bagnino di salvataggio deve operare delle scelte in brevissimo tempo sulla base delle proprie conoscenze, competenze ed esperienze pregresse. In questi casi il bagnino si comporta da «decisore esperto» in base alle sue conoscenze, da «decisore razionale» per le diverse situazioni da affrontare, da «decisore immediato» per la velocità delle soluzioni da mettere in pratica.

La soluzione migliore è sempre attenersi ad un piano di emergenza precedentemente concordato e metterlo in pratica, perché esistono tanti modi per effettuare un soccorso, ma solo uno sarà il migliore in assoluto da mettere in pratica.

Quando il bagnino interviene per un’emergenza (in acqua o a terra) si trova nella condizione di operare delle scelte:

quando interviene da solo cercherà di mettere in pratica tecniche che producano effetti immediatamente positivi, influenzati fondamentalmente dalla percezione di condizioni di certezza od incertezza dell’azione

quando si interviene in squadra soggetti diversi devono creare strategie collaborative con azioni che influenzano gli altri per massimizzare i loro risultati

per questo esistono piani di soccorso e normative specifiche come la NORMA UNI 11745 – 2019

La norma fornisce un metodo per valutare e qualificare sotto il profilo della sicurezza le Aree di Balneazione marine, lacustri e fluviali, per consentire ai cittadini la loro fruibilità in termini di sicurezza e di informazione. Essa è applicabile sia alle Aree di Balneazione di libero accesso, sia a quelle dotate di strutture ricettive turistico-ricreative, quali gli stabilimenti balneari.

La norma intende il termine “sicurezza di un’area di balneazione” come insieme di misure preventive e protettive tese a ridurre la probabilità di conseguenze negative per la salute dei bagnanti originate dalla loro interazione con le Aree di Balneazione.

NORMA UNI 11745 – 2019 E GESTIONE DEL RISCHIO DA CORONAVIRUS

Genericamente “rischio” significa la probabilità che accada un evento, connesso a circostanze prevedibili, in una distanza variabile di tempo.

Arturo Sica

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