La giustizia non si fa da remoto, bisogna guardare in faccia i testimoni, i magistrati per poter spiegare le situazioni.

Emergenza giudiziaria post-Covid

Angelo Paladino – Unione Giuristi Cattolici Italiani: “Date le limitazioni a Lagonegro, proponiamo la riabilitazione di una parte dell’ex tribunale salese. Improponibile per i valdianesi il tribunale del Parco”

Attualità
Cilento sabato 27 giugno 2020
di Antonella Citro
La conferenza stampa del presidente Paladino
La conferenza stampa del presidente Paladino © Unico

Con Angelo Paladino, presidente dell’Unione Giuristi Cattolici Italiani sezione di Sala Consilina abbiamo fatto il punto sull’attuale situazione pandemica legata agli uffici giudiziari e alla ripartenza post Covid. “Stiamo fortunatamente superando la crisi e l’emergenza sanitaria grazie agli addetti ai lavori però resta una grandissima emergenza giudiziaria - afferma – allo stato non abbiamo possibilità di accedere al tribunale di Lagonegro. Vi sono fortissime limitazioni nel poter frequentare le cancellerie, si lavora da remoto, si possono utilizzare soltanto due aule, una delle quali è pure priva di un importante ricambio d’aria quindi è veramente ridottissima l’agibilità. Credo che si impongano delle soluzioni temporanee con una diversa distribuzione degli uffici anche utilizzando di nuovo la struttura dell’ex tribunale di Sala Consilina. Discutiamo di questo nell’interesse dei cittadini perché che gli avvocati non vadano in tribunale e che non possano discutere davanti il magistrato delle cause, ciò significa limitazioni dei diritti dei cittadini. La giustizia non si fa da remoto, bisogna guardare in faccia i testimoni, i magistrati per poter spiegare le situazioni. È una crisi in tutta Italia ma qui ancora di più perché sappiamo che il tribunale di Lagonegro è molto più ridotto di Sala Consilina. Una capienza ridotta di un terzo rispetto a Sala Consilina. Proponiamo allora che venga abilitata una parte dell’ex tribunale salese. Il primo piano andrebbe subito liberato perché in maniera impropria è utilizzato dal centro per l’impiego ma questo ha una sede tutta sua in via Pisacane, ampia 300 metri quadrati, con parcheggio e deposito ma inutilizzata dal 2007 e non si capisce perché. La Provincia non ha provveduto a rendere disponibile e adeguare quella struttura. I soldi c’erano, per il fondo Por furono stanziati finanziamenti sia per l’acquisto che per l’adeguamento che non è mai avvenuto. Allora chiedo con una lettera indirizzata al presidente della Provincia di Salerno Michele Strianese e alla Regione che oggi è competente, che finalmente i locali propri del centro per l’impiego siano abilitati e si provveda immediatamente a liberare il primo piano dell’ex tribunale per potervi allocare, in prospettiva di una normalizzazione, alcune cancellerie e alcune aule di udienza del settore civile e rendere la possibilità di riprendere le attività giudiziarie che oggi sono ferme, con un pericolo per il cittadino di vedersi prescritti i reati e vedere i processi protrarsi all’infinito. In questo caso, la situazione è dovuta al Covid19 e chi determina queste scelte sono i dirigenti delle strutture giudiziarie mentre gli avvocati e i cittadini le subiscano. Speriamo allora che anche una parte degli uffici di Lagonegro venga trasferita seppur temporaneamente a Sala Consilina”. Paladino nella missiva rimanda ad un serio interrogativo sulla coerenza dei comportamenti da parte della Pubblica Amministrazione e parla di una soluzione obbligata oltre che opportuna perché rispondente così alle esigenze di corretta amministrazione e di adeguato uso delle risorse pubbliche. Angelo Paladino definisce il Vallo di Diano ancora una volta “donatore di sangue” rispondendo alla proposta avanzata dall’onorevole Federico Conte circa la istituzione di un tribunale del Parco che sposterebbe definitivamente l’asse a Vallo della Lucania. “Considerate le obiettive difficoltà che noi abbiamo - chiarisce – senza fare guerre di territorio, Vallo della Lucania, storicamente è divisa dal Vallo di Diano da una situazione geomorfologica difficile da superare, i collegamenti non esistono, abbiamo due direttrici: una quella costiera della ferroviaria e l’altra che è quella dell’autostrada e non ragionano tra di loro. Quindi questa mi pare proprio una proposta improponibile. Un cittadino di Sala che deve andare a Vallo per una causa troverebbe molte difficoltà. Conte pensa di salvare Vallo della Lucania da una chiusura. Per salvaguardare la Corte d’Appello di Salerno bastava mantenere Sala Consilina, con quattro tribunali, nessuno avrebbe mai messo in discussione la Corte d’Appello. Ciò non è stato fatto all’epoca e adesso stiamo scontando questa disattenzione della classe politica. La proposta del tribunale del parco non ci vede assolutamente d’accordo ma perché è improponibile per la gente. Il problema è quello di non far perdere a tutto il comprensorio della Campania e della provincia di Salerno ciò che è stato ingiustamente soppresso, quello di Sala Consilina. Adesso spero che gli onorevoli riaprano il discorso delle carceri perché devono e possono essere riaperte. Quindi mi aspetto che nella prossima campagna elettorale si parli della esigenza di limitare questa ulteriore chiusura e questo gravissimo danno che è stato fatto alla collettività valdianese”.

Antonella Citro


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