La polemica ha penalizzato o favorito la conoscenza di Teggiano?

L’ironia sui “Cono” e la scoperta del territorio

Rudi Zerbi ironizza su Radio Deejay sul nome del Santo Patrono della città. I teggianesi scatenano una vibrante protesta.

Cultura
Cilento domenica 16 gennaio 2022
di Cono D'Elia
San Cono
San Cono © Unico Settimanale

“Scherza con i fanti, ma lascia state i santi”. Potrebbe riassumersi così lo ‘scontro’ che ha visto protagonisti il conduttore radiofonico Rudi Rudi Zerbi e gli abitanti di Teggiano.

I fatti in questione risalgono al periodo fra Natale e Capodanno, quando lo speaker di Radio deejay, in occasione di un appuntamento dedicato ai nomi strani e particolari, ha ironizzato e fatto battute sul nome Cono e sul santo patrono di Teggiano e della Diocesi di Teggiano-Policastro.

Il tutto a seguito di una segnalazione fatta di un cittadino del vicino centro di Auletta, in merito all’esistenza “dei Cono” nel Vallo di Diano e non solo.

L’ironia di Zerbi ha scatenato la vibrante reazione di fedeli e non, residenti a Teggiano e in altri paesi del comprensorio.

E’ prontamente arrivata, infatti, una fitta pioggia di proteste, insulti ed accuse al conduttore radiofonico, manifestatasi soprattutto sui social.

C’è chi si è sentito ferito nell’orgoglio, chi (in particolare i Cono) non ha gradito l’eccessiva ironia sulla particolarità del nome e chi, come il consigliere comunale di Teggiano Conantonio D’Elia, ha dichiarato che quanto accaduto non l’ha irritato, ma semplicemente fatto riflettere. Ed ha invitato Rudy Zerbi a Teggiano.

Lo speaker di Radio deejay qualche giorno dopo è tornato sull’argomento e pur senza scusandosi formalmente, si è detto dispiaciuto ed ha sottolineato che si era trattato di una chiacchierata scherzosa. Lo stesso ha poi manifestato la disponibilità a recarsi nel Vallo di Diano, per “toccare con mano” il legame fra i teggianesi ed il santo protettore.

Armonia ritrovata e pace virtuale fatta, dunque? Non proprio. E si, perché la “toppa” di Zerbi non ha convinto tutti. Ad alcuni, infatti, è sembrato più un chiarimento di circostanza e senza troppa convinzione.

Si vedrà se seguiranno sviluppi e se magari il presentatore si recherà davvero a Teggiano, magari in estate, in occasione de “Alla Tavola della Principessa Costanza” (Covid permettendo), o per la festività di San Cono, o ancora magari per l’inaugurazione dell’obelisco del santo, attualmente interessato da lavori di ristrutturazione.

Il legame tra San Cono e i teggianesi è atavico ed indissolubile, trattandosi di un santo nato nel paese ed a cui sono attribuiti diversi interventi miracolosi. Allo stesso modo è stretto il collegamento tra il nome Cono e la Città Museo.

Chi porta tale nome (e posso testimoniarlo direttamente) è abituato, da Salerno in poi, ad incontrare sguardi sorpresi ed ad accettare ironie e collegamenti scherzosi, nel momento in cui rivela di chiamarsi Cono.

A fare da contraltare, tuttavia, c’è il fatto di non passare inosservati, di stimolare curiosità e/o interesse e di essere messo istantaneamente in relazione con il proprio territorio.

Alla fine cosa resta di quanto successo?

Non molto a livello di scia polemica. È indubbio, però, che quanto accaduto, anche se avviato sulla base di elementi non positivi per il territorio, ha, indirettamente, fatto conoscere Teggiano, il nome Cono e San Cono a radioascoltatori ed a diversi utenti dei social che, fino a quel momento, non ne avevano alcuna consapevolezza.

 

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