Il pittore è stato per lungo tempo sconosciuto alla realtà cilentana ed ignorato dalla critica d’arte locale. Al contrario, negli Stati Uniti sono stati stampati francobolli in suo onore.

Le opere di Paolo De Matteis in mostra a Villa Marchesa

“Al calare della notte, tra un morso di Ammaccata e di un buon vino cilentano, ci si è immersi nella sua arte, fino a farlo rivivere”

Cultura
Cilento giovedì 30 luglio 2020
di Anais Di Stefano
Paolo De Matteis, l'esposizione
Paolo De Matteis, l'esposizione © Unico

Si è appena conclusa la tre giorni dedicata a Paolo De Matteis, pittore nato a Piano Vetrale. La mostra pittorica della scuola di Luca Giordano, Paolo De Matteis e i suoi allievi si è tenuta a Villa Marchesa, a cura di Nicola Capo. Così, al calare della notte, tra un morso di Ammaccata e di un buon vino cilentano, ci si è immersi nella sua arte, fino a farlo rivivere.

Paolo De Matteis, nato nel 1662, è stato un pittore italiano, attivo in particolare nel Regno di Napoli tra Sei e Settecento. La sua famiglia era molto legata ai monaci del convento di San Francesco, a Gioi, dove Paolo aveva condotto i suoi primi studi. I suoi disegni su pietre – agnelli, pecore, caprette – furono notati da un monaco. Sarà proprio quest’ultimo ad adoperarsi per inserire De Matteis nell’ambiente napoletano, così da affinare le sue tecniche. All’età di quindici anni, infatti, si trasferì nella bottega di Luca Giordano, grande pittore del Barocco napoletano.

Nel 1682 sarà Giovanni Maria Morandi ad introdurlo negli ambienti dell'Accademia di San Luca. Proprio a Roma conobbe il marchese di El Carpio, Gaspar Méndez de Haro y Guzmán, al seguito del quale tornò a Napoli dal 1683, quando il marchese fu nominato Viceré di Napoli.

Fu un pittore girovago: dal 1703 al 1705 lavorò a Parigi sotto la protezione di Luigi XIV, quindi in Calabria e a Genova. Ritornato a Napoli, dipinse schemi decorativi per chiese napoletane, tra cui le decorazioni della volta della Cappella di Sant'Ignazio, nella Chiesa del Gesù Nuovo nell'omonima piazza di Napoli. Tra il 1723 e il 1725, De Matteis visse a Roma, dove ricevette una commissione da Papa Innocenzo XIII.

Conobbe, poi, Rosolena Perrone, che divenne sua moglie e musa ispiratrice. Morì a Napoli nel 1728 ed è sepolto nella Chiesa della Concezione al Chiatamone.

Il pittore è stato per lungo tempo sconosciuto alla realtà cilentana ed ignorato dalla critica d’arte locale. Al contrario, negli Stati Uniti sono stati stampati francobolli in suo onore. Solo negli ultimi anni l’artista è stato riscoperto e riconosciuto. Una piccola parte delle opere, esposte a Villa Marchesa (Castelnuovo Cilento) provengono da una collezione privata di Nicola Capo. Il quale oggi – con la collaborazione del Comune di Orria e della Pro Loco – raccoglie notizie sulla vita e sulle opere del pittore. Ma ancor più nelle sue iniziative desidera rendere fruibile a tutti l’arte. Cristian Santomauro – promotore dell’Ammaccata, antica pizza cilentana e nativo di Piano Vetrale – ha fortemente voluto omaggiare il grande artista cilentano, stavolta portandolo a cena per promuovere le nostre eccellenze: «Dovrebbe essere il nostro esempio. De Matteis è partito a fine ‘600 da un paesino di contadini e oggi vive in eterno sui muri delle cattedrali più belle del mondo, compreso il Santo Sepolcro di Gerusalemme e la basilica di Santa Maria sopra Minerva (Roma)». Da settembre sarà attivo un tour per tutto il Sud, con lo scopo di far conoscere le opere di De Matteis.

Anais Di Stefano

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