I dati del primo Bilancio di esercizio hanno già superato le previsioni del Piano Industriale di fusione

Bcc Magna Grecia, la fusione a caldo tra la Banca 2021 e Buccino e Comuni Cilentani

Indicatori soddisfacenti: Gross NPL 4,14%, Texas Ratio Netto 12,31%, Sofferenze Nette/Impieghi Netti 0,10%. l’esercizio 2023, anno della fusione, si chiude con un Utile Netto consolidato di 11,1 milioni di euro

Economia
Cilento mercoledì 21 febbraio 2024
di Bartolo Scandizzo
Il direttore Salvatore Angione intervistato dai giornalisti
Il direttore Salvatore Angione intervistato dai giornalisti © Settimanale Unico

Decido di accettare l’invito del mio amico Orlando Di Scola di recarmi a Vallo della Lucania per una conferenza stampa convocata dalla Bcc Magna Grecia, la nuova “nata” tra le Banche di Credito Cooperativo dell’area del Parco del Cilento Vallo di Diano e Alburni che ha trovato spazio nella vicina Lucania ed anche in uno spicchio di Calabria.

Prima di giungere a Vallo, decido di fermarmi nel sito dove fu insediato il Centro Fieristico di Vallo, luogo dove, quando ero presidente di Cilento Incoming, divenni parte in causa  per organizzarvi il 1° salone della Dieta Mediterranea che fu l’ultima manifestazione che vi si tenne. Poi, il nulla!

La desolazione e il disagio di vedere una grande opera, che era stata destinata a diventare un motore di sviluppo imponente per l’area cilentana, hanno quasi azzerata la sensazione di piacere che mi prende ogni volta che ritorno nella città adagiata ai piedi del monte Gelbison. Vallo riesce a farmi tornare quel bambino vi visse per tre anni quando negli anni ’60 frequentai le scuole medie nel seminario diocesano.

Quando raggiungo a piedi l’avveniristica sede degli uffici da dove si dirige la BCC Magna Grecia, nata dalla fusione tra la BCC Buccino Comuni Cilentani e di Banca 2021, ho subito l’impressione di trovarmi in un luogo che, al contrario del polo fieristico, avrà modo di fare del bene al territorio che la fusione ha deciso di accomunare in un unico progetto di sviluppo.

Infatti, è più che positiva la chiusura del primo Bilancio di esercizio della neo costituita Banca di Credito Cooperativo. I dati del primo Bilancio di esercizio hanno già superato le previsioni del Piano Industriale di fusione, dimostrano e confermano la validità e la forza del progetto messo in essere.

La conferma viene dal fatto che il valore della nuova Banca va ben oltre la somma dei valori delle singole Entità partecipanti alla fusione: un solido profilo patrimoniale, un elevato livello di liquidità, un basso profilo di rischiosità e un ottimo profilo reddituale. Inoltre, l’indicatore patrimoniale CET1 (patrimonio di elevata qualità) raggiunge il 21,80% rispetto al 19,61% previsto.

Anche il profilo di rischiosità, benché in un periodo storico che ha riproposto il tema della qualità del credito, mostra indicatori soddisfacenti: Gross NPL 4,14%, Texas Ratio Netto 12,31%, Sofferenze Nette/Impieghi Netti 0,10%.

A questo va ad aggiungersi il fatto che l’esercizio si chiude con un Utile Netto consolidato di 11,1 milioni di euro.

Sul lato degli Impieghi, numerosi sono stati gli interventi indirizzati a contenere gli impatti negativi, soprattutto sui mutui a tassi variabili della Clientela più “vulnerabile”; e gli incrementi dei tassi sui nuovi finanziamenti erogati nel corso del 2023.

Sul lato del Risparmio, per assicurare un maggiore rendimento degli investimenti, la clientela è stata indirizzata verso prodotti di raccolta indiretta (in crescita di 93 milioni di euro rispetto all’esercizio precedente).

Il presidente Lucio Alfieri e il direttore Generale Salvatore Angione ricordano che la raccolta complessiva, a fine esercizio, è pari a 1,5 miliardi di euro con un incremento negli ultimi sei mesi dell’anno di 58 milioni di euro e i dati di Bilancio confermano la solidità della Banca.

Intorno al tavolo sono seduti i colleghi giornalisti delle testate locali che, a turno, intervistano i protagonisti della mattinata che non fanno altro che confermare quello che sta scritto nella cartelletta stampa consegnata a tutti.

Non ho potuto fare a meno di chiedere ad Alfieri, a Lucibello e ad Angione cosa hanno intenzione di fare per rivitalizzare il polo fieristico e come hanno intenzione di programmare le azioni della neonata Fondazione della banca rifondata.

Il direttore conferma il fatto che si ha intenzione di prendere in mano le sorti dell’area fieristica investendo risorse a fronte, però, di garanzie da parte del comune di Vallo ad impegnarsi a fare altrettanto mettendo in campo un piano di rilancio in grado di farne un polmone culturale ed economico per l’intera area. Relativamente alla fondazione di cui la banca si è dotata ritengono che dovrà essere in grado di fare “leva” affinché le nuove generazioni possano incontrare le imprese disposte ad investire sui migliori assumendoli e consentendo loro di non dover allontanarsi dal territorio per andare incontro ad un futuro che soddisfi la loro voglia di essere protagonisti.

P.S. Solo prendendo in mano il comunicato stampa mi sono reso conto che il nome della neonata Bcc Magna Grecia non ha il dittongo inserito e al quale siamo abituati dal tempo delle elementari: Graecia!

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