Il Distretto Agroalimentare di qualità avrà il compito di candidarsi a Distretto del Cibo

Agricoltura ben piantata a terra

Il 5 marzo 2018 è stato rinnovato il Contratto Provinciale di Lavoro operai agricoli e florovivaisti valido sul territorio amministrativo della Provincia di Salerno, che prevede un incremento salariale del 2,6% sulle retribuzioni.

Economia
Cilento lunedì 04 febbraio 2019
di Domenico Pelegalli
Comitato promotore Distretto Agroalimentare
Comitato promotore Distretto Agroalimentare © Unico

Il 2018 per Confagricoltura Salerno è stato un anno di intensa attività sindacale, caratterizzata da tre eventi forti: la firma del rinnovo del Contratto provinciale di Lavoro operai agricoli e florovivaisti, l’avvio concreto del progetto di “Distretto Agroalimentare di Qualità della Piana del Sele, Irno-Picentini e del territorio del Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni” e l’inizio del confronto con le istituzioni per contrastare i furti di mezzi agricoli sul territorio della Piana del Sele, resisi sempre più frequenti negli ultimi tempi.

Il nuovo contratto provinciale di lavoro agricolo

Il 5 marzo 2018 è stato rinnovato il Contratto Provinciale di Lavoro operai agricoli e florovivaisti valido sul territorio amministrativo della Provincia di Salerno, che prevede un incremento salariale del 2,6% sulle retribuzioni lorde a decorrere dal primo gennaio 2018, la riduzione da 4 a 2 livelli di contrattazione delle qualifiche ricomprese nell’area 1 (operai specializzati) e l’istituzione di una fase sperimentale dedicata esclusivamente all’area 3 (operai non specializzati) per i quali è stato istituito un secondo livello di contrattazione, più basso, in deroga al minimo tabellare nazionale e sottratto all’incremento salariale, valido per tutte le altre figure previste dal contratto. In questo specifico caso, la retribuzione lorda oraria sarà poi comunque agganciata al minimo di euro 42,65.

L’applicazione della fase sperimentale per gli operai di più bassa qualifica, raccoglitori e incassettatori, è soggetta ad almeno una condizione particolare degna di tutela, individuata dall’accordo. Fondamentale nella stesura dell’accordo è stata la parte sulla fase sperimentale per il secondo livello dell’area 3 (operai semplici) che è soggetta ad alcune condizioni, comportando la deroga al minimo tabellare del Contratto collettivo nazionale. In particolare, sarà applicabile solo se ricorra una di queste condizioni: a lavoratori assunti per almeno 51 giornate lavorative, a quelli assunti per la prima volta nel settore agricolo, ai lavoratori che generino un incremento occupazionale rispetto all’anno precedente. Possono chieder le assunzioni in fase sperimentale, a prescindere dalla condizione dei lavoratori, le aziende agricole in difficoltà individuale o colpite da calamità naturale, o problematiche fitosanitarie.

Il contratto è stato sottoscritto a Salerno, presso la sede Ebat dalle rappresentanze sindacali territoriali dei lavoratori di Flai Cgil, Fai Cisl e Uila Uil e dalle organizzazioni datoriali agricole Confagricoltura Salerno, Coldiretti Salerno e Cia Salerno.

“Alla luce del decreto sul contrasto al caporalato è stato particolarmente difficile chiudere questo accordo, ci sono voluti quasi tre anni e che tutto si è sempre svolto in casa Confagricoltura con piena e responsabile partecipazione di tutte le rappresentanze – sottolinea il presidente di Congricoltura Salerno, Antonio Costantino.

Varato il Distretto agroalimentare di qualità

Il 27 luglio 2018, nella sede di Confagricoltura a Battipaglia, si è insediato il Comitato promotore del “Distretto Agroalimentare di Qualità della Piana del Sele, Irno-Picentini e del territorio del Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni”. E’ il primo passo verso la realizzazione di un progetto ambizioso che servirà ad identificare i percorsi virtuosi di larga parte della Provincia di Salerno.

In questa prima fase il gruppo dei promotori, ristretto ad alcune delle componenti pubbliche e private dei territori interessati, avrà semplicemente il compito di presentare la richiesta di riconoscimento del distretto alla Regione Campania. Una volta ottenuto il riconoscimento, il Distretto sarà aperto a tutte le componenti, pubbliche e private dei territori coinvolti, nessuno escluso e senza alcuna preclusione.

Il Distretto Agroalimentare di qualità avrà il compito di candidarsi a Distretto del Cibo, seguendo l’iter stabilito dal Ministero per le Politiche agricole, che ha dichiarato il 2018 anno del cibo. L’attestazione di Distretto del Cibo servirà ad identificare le peculiarità di territori vasti, attraverso le eccellenze eno-gastronomiche e le loro tradizioni, senza trascurare anche la parte innovativa dei processi.

I firmatari dell’accordo, tra cui spicca il Parco Nazionale del Cilento, che ha tra i suoi tanti riconoscimenti quello di essere il custode di quel Patrimonio Immateriale dell’Umanità che è la Dieta Mediterranea, ed intorno alla quale verrà costruita la mission del Distretto, hanno dato avvio ad un percorso che porterà all’elaborazione della documentazione da consegnare alla Regione per il riconoscimento.

L’apporto delle associazioni di categoria, delle aziende e di tutti gli aderenti sarà funzionale allo studio dei territori, delle ricchezze ambientali, eno-gastronomiche e naturali che rappresentano la vera ricchezza del futuro distretto.

La sede del Comitato è stata stabilita presso Confagricoltura Salerno e vi sarà un comitato di indirizzo che vedrà protagonisti i GAL Terra è Vita e Colline Salernitane, coadiuvati dagli altri attori coinvolti che avranno il compito di elaborare un piano d’azione del Distretto.

“Il progetto è ambizioso, ma siamo attrezzati, grazie al supporto del Parco Nazionale del Cilento e degli altri attori coinvolti, per arrivare all’obiettivo. Abbiamo già cominciato a lavorare ad un piano di azione e per settembre saremo in grado di presentare una prima parte della documentazione utile ad ottenere il riconoscimento del distretto. Per questo ringrazio sin da ora tutti coloro che hanno creduto in questa idea e coloro che successivamente vorranno accompagnare il progetto del Distretto”, sottolineail presidente di Confagricoltura Salerno Costantino.

La lotta contro i furti di mezzi agricoli

Sarà una rete di telecamere con centro di controllo presso il Comando provinciale dei Carabinieri di Salerno a fare da sentinella alle aziende agricole della Piana del Sele, vittime di continui furti, consistenti nella sottrazione nottetempo di trattori ed altri mezzi agricoli, al punto da diventare - tra Eboli, Battipaglia e Paestum - uno stillicidio quotidiano. La rete costerà circa 160mila euro, cifra che sarà richiesta alla Camera di Commercio di Salerno.

E’ questo l’esito più significativo dell’incontro tenutosi il 13 dicembre 2018 in Prefettura a Salerno tra i rappresentanti di tutte le sigle datoriali agricole ed i vertici di Prefettura e Questura di Salerno. L’appuntamento era stato richiesto il 21 novembre dal presidente di Confagricoltura Salerno, Antonio Costantino. Presenti all’incontro sua eccellenza il prefetto di Salerno, Francesco Russo, il questore di Salerno, Maurizio Ficarra e rappresentati dell’Arma dei Carabinieri e della Guardia di Finanza.

Sarà ora compito delle forze dell’ordine individuare i punti nodali dove installare le sentinelle digitali, poiché la Piana del Sele è sempre vicina a vie di grande traffico come l’Autostrada A3, la provinciale litoranea Aversano e la statale 18 Tirrena Inferiore, da dove gli autori dei furti possono facilmente darsi alla fuga. Una strategia a tenaglia insomma, per avere ragione di furti sempre più spesso condotti da ladri molto professionali ed attrezzati: i mezzi agricoli spariscono nel ventre di autotreni piombati, che poi viaggiano indisturbati.

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