"È brutto denunciare ma è l’unica soluzione"

Vallo di Diano, riapertura centri estetici: “troppo lontano il primo giugno”

Malcontento e preoccupazioni sono sentimenti diffusi, soprattutto tra chi già da tempo è pronto a ripartire con le necessarie precauzioni. Si chiedono aperture differenziate e lotta all’abusivismo.

Economia
Cilento sabato 16 maggio 2020
di Angela Cimino
Zaira e Siria Orlando, titolari del centro “Al Settimo cielo”
Zaira e Siria Orlando, titolari del centro “Al Settimo cielo” © Unico

Rimane il 1° giugno, per il momento, la data di riapertura in Campania di alcuni esercizi commerciali, come i centri estetici, per i quali non si intravede ancora la fase 2. Malcontento e preoccupazioni sono sentimenti diffusi tra i titolari di centri estetici, soprattutto tra chi, già da tempo, è pronto a ripartire con le necessarie precauzioni. Si chiedono aperture differenziate.

‹‹I decreti all’inizio non ci hanno classificato in nessuna data, ci siamo sentite abbandonate. Il 1° giugno è una data davvero lontana, hanno riaperto delle categorie più rischiose. Adesso, grazie alle nostre associazioni di categoria, possiamo intravedere una piccola luce di speranza››. È il commento di Zaira Morena, giovane estetista di Buonabitacolo, piccolo paese del Vallo di Diano nella provincia a sud di Salerno, che aggiunge: ‹‹non trovo giusta la chiusura in Campania con gli stessi tempi e modalità delle zone più colpite poiché da sempre e non solo per via del virus, abbiamo adottato tutte le normative per garantire alle nostre clienti il massimo della sicurezza, siamo pronte a riaprire il prima possibile››.

Zaira e Siria, sorelle gemelle e la loro mamma, Maria Orlando, da cui hanno ereditato la medesima passione per l’estetica e la cura della persona, sono le titolari del centro “Al Settimo cielo”, in cui da venti anni, prima la signora Maria da sola, poi con l’aiuto delle figlie, si occupano di estetica e di benessere, nelle due sedi di Buonabitacolo e Sanza (SA).

La loro è una bella storia di realizzazione di un sogno che avevano fin da bambine, di passione e dedizione per il proprio lavoro, di voglia di fare sempre meglio. E di distinguersi, portando novità. Infatti, nei loro due centri, oltre alle consuete pratiche legate alla cura del corpo e della pelle, viene effettuata la Skin’s Best Brazilian Waxing - ‹‹il nostro jolly, siamo le uniche nel Vallo a lavorare l’originale cera brasiliana›› - afferma con fierezza Zaira.

Era l’8 marzo quando hanno abbassato le saracinesche. A breve, si spera, potranno riaprire anche loro, ma dovranno applicare tutte le misure necessarie al contrasto e alla diffusione del Coronavirus rigidamente: ‹‹potrà entrare solo una cliente per volta. All’ingresso, troverà i calzari per le scarpe, box con disinfettanti, guanti, non incontrerà la cliente successiva; aumenteranno i tempi tra una cliente e l’altra per poter garantire la sanificazione di tutte le superfici››.

Tutto ciò, se da un lato è assolutamente necessario, dall’altro avrà dei risvolti negativi per i mancati ricavi e per i costi aggiuntivi dovuti alla messa in sicurezza, oltre al conseguente dimezzamento del numero dei clienti all’interno di una giornata lavorativa. ‹‹Questo periodo, tra l’altro, prevedeva l’organizzazione dei matrimoni, dietro i quali, come potete immaginare, vi lavorano diverse categorie: estetisti, parrucchieri, fotografi, ristoranti, gruppi musicali ecc. tutte categorie che quest’anno, insieme a noi, non potranno lavorare››.

Un ulteriore e grave problema per il settore è poi la concorrenza sleale delle estetiste abusive, come confermano anche i dati di Confartigianato: ‹‹Sfidando le norme professionali e fiscali, (e adesso anche sanitarie per l’emergenza Coronavirus) una fetta bella grande di abusivi operano, spesso a domicilio, mentre acconciatori ed estetiste in regola languono con le loro attività ancora chiuse e con il serio rischio di non riaprire più››.

E rivolgono un appello ‹‹quando apriremo i nostri saloni vogliamo che ci siano molto più controlli. Abbiamo perso già tanto, perché devono rovinarci? È brutto denunciare ma è l’unica soluzione. A Buonabitacolo come in altri paesi ce ne sono tantissime. Non possiamo continuare così››.

Di Angela Cimino

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