Antonio Santomauro: 'C’è molta voglia di mettersi in proprio.'

​Grande spazio espositivo per salvare il commercio. Del 15/02/2003

"Bisognerebbe creare strutture per incontri internazionali, per lo sport, un ente fiera. Creare un turismo invernale, alternativo a quello balneare."

Economia
Cilento lunedì 01 febbraio 2021
di Paola Desiderio
Resti di Paestum innevati
Resti di Paestum innevati © Unico

Tanti nuovi negozi aprono, ma spesso chiudono dopo pochi mesi. Il commercio a Capaccio-Paestum vive una fase strana. Molta voglia di mettersi in proprio, molti giovani che cercano nell’attività commerciale il proprio futuro, ma qualcosa non va. Abbiamo chiesto un opinione ad Antonio Santomauro, presidente dell’associazione commercianti Capaccio-Paestum, da 6 anni presente sul territorio.

Come si spiega l’apertura di tante nuove attività commerciali a Capaccio negli ultimi tempi?

Sicuramente è dovuto al fatto che il posto fisso diventa sempre più una chimera e ciascuno pensa di trovare in un’attività propria la soluzione.

Quanto hanno contribuito gli incentivi statali?

Potrebbero avere inciso, ma in misura minima.

Molti aprono e dopo poco tempo chiudono. Secondo lei, perché?

Chiudono perché mancano i supporti di fondo. Se c’è un mercato ha ragione di esistere un’attività, altrimenti no. Se inizia una nuova attività, ed altri commercianti vedono che ha successo, aprono la stessa attività. Ma non è quello il filone da seguire. Noi paghiamo la scarsa programmazione del passato. Non bisogna dimenticare che d’inverno diminuisce l’utenza: e che le attività che possono andare bene d’estate, d’inverno languono. Bisognerebbe domandarsi cosa serve alla gente.

Il comune come potrebbe aiutare il commercio?

Attraverso uno snellimento della burocrazia. Questo è un momento importante, in quanto si sta lavorando al nuovo piano regolatore generale. La programmazione urbanistica deve essere studiata in modo che si possono sviluppare nuovi settori. Basti pensare alla carenza di alloggi, che non favorisce il flusso commerciale. Quel poco che c’è è arrivato a prezzi esorbitanti. Bisogna tenere conto di un’utenza media, non solo di chi può spendere molto.

Quali settori dovrebbero essere sviluppati?

Quelli che vanno dal turismo al terziario. Bisognerebbe creare strutture per incontri internazionali, per lo sport, un ente fiera. Creare un turismo invernale, alternativo a quello balneare. Basta guardare l’esempio di altre città dove il turismo si svolge anche d’inverno, attraverso l’organizzazione di meetting e di manifestazioni. Capaccio-Paestum ha il vantaggio di avere spazi enormi e di trovarsi nella posizione geografica ideale. Oggi chi va in Costiera, dal personaggio famoso al semplice visitatore, fa un salto a Paestum. Bisogna invertire la tendenza. Un ente fiera sarebbe l’espediente ideale per unire commercio e turismo. Un esempio: il commerciante verrebbe a Paestum per proporre il suo prodotto e la sua famiglia, nel frattempo potrebbe visitare la zona.

Paestum non è penalizzata per il fatto di trovarsi a sud?

Il sud non può vivere di pianti greci. Deve iniziare a muoversi!


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