“L’unione finirà per compattare l’animo patriottico dei capaccesi creando un fronte locale unito e forte”

“Sicarino” vs Alfieri

L’incontro tra i candidati sindaco Sica, Voza e Marino pare abbia avuto esiti positivi e anche se, per il momento, Voza pare abbia ancora delle riserve al riguardo, gli altri due hanno finalmente raggiunto l’intesa.

Politica
Cilento martedì 02 aprile 2019
di Arturo Sica
“Sicarino” vs Alfieri
“Sicarino” vs Alfieri © Unico

Sembra che il quadro politico di Capaccio Paestum stia per avere l’ennesima metamorfosi. L’incontro tra i candidati sindaco Sica, Voza e Marino pare abbia avuto esiti positivi e anche se, per il momento, Voza pare abbia ancora delle riserve al riguardo, gli altri due hanno finalmente raggiunto l’intesa: Sica sarà candidato sindaco mentre Marino coordinatore delle liste e candidato capofila nella lista “Nuovi Orizzonti”. Forse i 2 hanno sondato il terreno e hanno capito che la mole di elettori disposti a votare l’ex sindaco di Agropoli è davvero importante mentre quelli disposti a riabbracciare la “solita” politica locale sono sempre meno. E’ proprio per questo motivo che l’unione è stata possibile e anche logicamente comprensibile, in considerazione del fatto che andare divisi, e dunque disperdere il proprio consenso, avrebbe regalato un buon abbonamento per il ballottaggio ad Alfieri.

Una scelta coraggiosa quella di unirsi e di presentarsi insieme al cospetto dei cittadini in campagna elettorale. Proprio loro che tanto sono stati avversari in questi ultimi 20 anni, hanno deciso di superare le divergenze e di compiere un atto estremamente rischioso, e dunque ammirevole, poiché una eventuale sconfitta di Sica, decreterebbe la sua definitiva uscita di scena dalla politica locale. La strada più comoda sarebbe stata quella di mandare Marino avanti e riprovarci la prossima volta…

Ma, appunto, queste elezioni sembrano essere lo scontro finale tra i big del cilento e di Capaccio. Una sorta di gran finale della prima e della seconda repubblica all'ombra dei templi. E gli elettori di Capaccio saranno i giudici di questo scontro…

Certamente questa unione finirà per compattare l’animo patriottico dei capaccesi creando un fronte locale unito e forte. Ma , probabilmente, genererà mal di pancia tra i rispettivi staff e fedelissimi che, in alcuni casi, sono avversari politici da sempre.

Voza pare sia rimasto fuori dalla coalizione anche se la candidatura di Sica, anziché quella di Marino,potrebbe suggestionarlo a tornare al “Paterno Ostello”; dato che Voza è già stato vicesindaco proprio con Sica nel 2004. E restare fuori dal “fronte locale” vorrebbe dire uscire dai Top Player e rischiare di non accedere ad un eventuale ballottaggio. Inoltre, la corsa sui carri più forti e dunque sul sostanziale bipolarismo (Sica - Alfieri), rischierà seriamente di isolare il fronte voziano e quindi di entrare in quella spirale elettorale che lui stesso ha già assaggiato il 25/giugno 2017.

“Il tutti contro tutti” è controproducente sia per gli stessi candidati che difficilmente sostenibile sul piano elettorale. Dunque abbracciare il “Sica-rino” per Voza potrebbe rivelarsi una opportunità per riprovarci la prossima volta; in virtù di quella legge non scritta dell’alternanza.

Ovviamente queste sono solo alcune variabili di quello che potrebbe accadere se l’accordo con Voza si concretizzerà e unione sarà fatta. Non avrebbe senso, inoltre, accordarsi solo per un eventuale ballottaggio già adesso perché questo finirebbe per smorzare l’anima della campagna elettorale e del confronto che da amichevole può tramutarsi in ipocrita o opportunista. Risparmiarsi in campagna elettorale per un accordo al ballottaggio significherebbe perdere altri voti e non dire assolutamente nulla di interessante e di accattivante; il solito politichese sterile e mai incalzante. Ecco perché l’unione è necessaria, e ufficializzarla prima avrebbe un impatto sicuramente più coerente e corretto nei confronti di un elettorato già di per se disorientato. Insomma se “Mar-Sic-oza” deve essere che lo sia dall’inizio.

Dal canto suo, Alfieri, nonostante le cronache giudiziarie che echeggiano da Agropoli da qualche anno, sta racimolando terreno e sta costruendo la propria compagine, composta da 8 o addirittura 9 liste, con un discreto assortimento di vecchi, nuovi, dissidenti, palumbiani ed ex voziani. Un groviglio di personalità e di ideologie da destare imbarazzo persino al Pentapartito o alla Bicamerale. Forse sarà stato il programma a mettere tutti d’accordo o la personalità e il carisma di Alfieri. Comunque sia la suggestione di riproporre un primo cittadino “straniero” sta cominciando a prendere piede in modo vertiginoso e si ha l’impressione che in qualche modo Alfieri sia riuscito a compattare anche la vecchia guardia palumbiana che solo pochi mesi fa si era rovinosamente disgregate.

Nonostante il clima thriller che caratterizza l’inizio di questa campagna elettorale, vedere così tanti leader e così tante componenti in campo sottolinea la voglia che c’è di partecipazione e di confronto; e vedere così tanti giovani mettersi in gioco come Mattia Tarallo, Fernando Mucciolo, Elio D’Angelo o Ulderico Paolino (per dirne alcuni che hanno palesato la propria candidatura) è davvero incoraggiante per una società che a poco a poco sta cominciando ad affacciarsi sul nuovo orizzonte della politica proiettata al futuro.

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