Dopo un'estate gestita con quello che c'era, in autunno presenta il suo programma triennale di opere pubbliche: si tratta di "un elenco dei bisogni della Città". La spesa prevista è di oltre 350 mln di Euro.

Il programma triennale di Franco Alfieri fa sentire gli effetti sulla Città dei Templi

L'uomo che è stato capace di farsi eleggere sindaco in tre comuni diversi nella stessa provincia ha preso il largo dispiegando tutte le sue vele per portare Capaccio Paestum oltre l'orizzonte dell'ordinaria amministrazione.

Politica
Cilento giovedì 19 novembre 2020
di Bartolo Scandizzo
Il sindaco di Capaccio Paestum, Franco Alfieri
Il sindaco di Capaccio Paestum, Franco Alfieri © Unico

Non è dato sapere quando effettivamente Franco Alfieri ha maturato la convinzione di candidarsi a sindaco di Capaccio Paestum.

C'è chi fa risalire l'idea già prima che si concretizzasse quella di Franco Palumbo, sindaco in carica a Giungano. Ma la prematura caduta e la repentina scomparsa proprio di Palumbo, ha reso realistica la possibilità di tentare il colpo perché era stato evidente la disaffezione da parte degli elettori della Città dei templi verso la classe politica che si era alternata alla guida della città da diversi anni.

La schizofrenia delle scelte fatte negli ultimi venti anni, dopo il cambiamento del sistema elettorale per i comuni, ha precluso la possibilità di riuscita di ogni progetto lungimirante di ammodernamento della città: grandi promesse ma poca concretezza! Anche solo nella gestione dell'ordinaria amministrazione ci si è sempre affidati all'improvvisazione!

Siamo nella seconda metà degli anni '90 quando Pasquale Marino completa il primo mandato (1995-1999) e viene rieletto per il secondo (1999-2004) con il programma ambizioso: dare il piano regolatore generale alla città. Sceglie l'architetto Francesco Forte per redigerlo. In quel tempo, il "sindaco della gente" racconta sotto i portici di Capaccio Scalo che aveva ricevuto molte chiamate da Agropoli perché lo vogliono come sindaco in quella città! Marino arriva alla fine del secondo mandato stiracchiando la sua maggioranza fino allo spasimo finale.

Nel 2004 sale al potere, a furore di popolo in piena crisi dei rifiuti, Enzo Sica, medico di base. Sembra destinato a grandi successi, ma viene defenestrato dalla sua stessa maggioranza (2004-2007).

Ritorna in campo Marino che riprende il filo da dove lo aveva lasciato battendo Gigi Di Lascio che non riesce a mobilitare i suoi concittadini su una proposta politica alternativa. Ma anche Marino cade per mano dei suoi prima della fine del mandato (2007- 2011).

Sale alla ribalta l'ex vicesindaco dimissionario di Sica, Italo Voza, che arriva stremato alla fine del suo mandato (2012-2017). Tant'è vero che Palumbo riesce ad espugnare il comune con la sola "freccia" del buon governo dimostrato nel piccolo comune limitrofo di Giungano. Lo stesso Palumbo, però, viene defenestrato da una "congiura" di suoi 4 consiglieri il giorno prima di Natale del 2018!

Questo è il "brodo" nel quale è maturata la candidatura di Alfieri che arrivava da una bocciatura come candidato al Parlamento nel collegio del Cilento ed aveva voglia di rifondare la sua carriera politica su basi nuove.

Si racconta che fu proprio Palumbo, nella primavera del 2019, sul letto di morte, ad incoraggiare l'ex sindaco di Agropoli a candidarsi a Capaccio Paestum per portare avanti il suo progetto politico.

Alfieri, dal momento della decisione, si muove come un ariete annunciando, nella sua prima uscita pubblica a Ponte Barizzo, che saranno 8 le liste (128 candidati) che lo accompagneranno nell'avventura della sua rinascita a nuova vita politica. Come era già successo con Palumbo, sono in pochi a credere che Alfieri riuscirà a costruire 8 liste che abbiamo tutte un loro peso specifico al di là dei simboli e dei motti sui manifesti.

Ma l'uomo, che è già stato capace di farsi eleggere sindaco in due comuni diversi, sa come si organizza la macchina elettorale e, dopo poco tempo, tutti si rendono conto che intorno a lui c'è consenso vero. I suoi avversari sono Voza, Enzo Sica, il redivivo Marino ...

Ognuno prende la rincorsa con quello che ha in attesa di una semplificazione del quadro che arriverà solo al ballottaggio, fatto salvo la scelta di Marino che, anche per problemi di salute, si apparenta con Sica.

Alfieri sente che può farcela al 1° turno e spinge forte sull'acceleratore della campagna elettorale battendo a tappeto il territorio arrivando in ogni contrada e incontrando ogni istanza dei gruppi di interesse. Promette che renderà possibile a Capaccio Paestum tutto quello che gli altri hanno solo immaginato: Lungomare, Sottopasso ferroviario a Paestum, Acqua al capoluogo, acquisizione del Cinema Miriam con abbattimento e ricostruzione, le due stazioni, viabilità, delocalizzazione del mercato ortofrutticolo ...

Un'indagine giudiziaria con relativa perquisizione al comune di Agropoli "azzoppa" la sua corsa verso la vittoria al primo turno!

Il momento è difficile non tanto per la differenza di voti che gli manca (meno di 1000 voti) per vincere, quanto per la possibilità che i suoi due avversari e nemici giurati fra loro, Voza e Sica, si accordino per dargli la spallata in nome della non capaccesità dello straniero. Infatti la somma dei voti che hanno ricevuto i suoi due avversari supera quelli raccolti da lui.

Infatti, l'accordo viene siglato e si riparte con la campagna. Senza l'esperienza più che ventennale di campagne elettorali di Alfieri, i "nativi" avrebbero potuto farcela: la somma dei voti contabilizzati da Voza e Sica è lì a dimostrarlo.

Dal ballottaggio esce la conferma che, anche in questa occasione, Franco Alfieri ha avuto la meglio e subito si mette all'opera per dare inizio alla "campagna" elettorale per le prossime elezioni, quelle che si terranno nel 2024.

L'uomo politico sa bene che solo se riesce a concretizzare tutto ciò che ha promesso Capaccio Paestum lo adotterà definitivamente confermandolo. Fino a quel momento sarà un sindaco con i poteri di "console": quasi un commissario venuto da fuori!

Dopo un'estate gestita con quello che c'era, in autunno presenta il suo programma triennale di opere pubbliche: si tratta di "un elenco dei bisogni della Città". La spesa prevista è di oltre 350 mln di Euro, tutte risorse da trovare con progetti che già ha incaricato di redigere all'ufficio tecnico comunale.

Motiva i dipendenti comunali dando fiducia, ma chiedendo lealtà rispetto al programma di lavoro immaginato.

Nomina gli assessori e incarica i consiglieri di maggioranza di seguire da vicino la realizzazione effettiva dei progetti messi in campo.

Turismo e Agricoltura sono i settori ai quali dedica particolare attenzione, come promesso in campagna elettorale.

Si concede tempo per rivedere i punti critici del progetto relativo al rifacimento della via Magna Grecia, che vale quasi 7 milioni di Euro, per evitare intoppi nella fase di realizzazione: i lavori sono iniziati a novembre 2020.

Allarga il suo raggio d'azione alla Kora Pestana sottoscrivendo protocolli di intesa e programmatici con diversi soggetti istituzionali: il Parco archeologico di Paestum, l'unione dei comuni, il Consorzio di bonifica, il comune di Agropoli e Castellabate, il Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni. La scommessa è se lui sarà capace di riempire di contenuti le scatole vuote che, di solito, sono i protocolli d'intesa a futura memoria.

La pandemia da Coronavirus19 ha impedito il dispiegamento a pieno delle capacità di manovra di Alfieri soprattutto nel settore turistico. Ma i Capaccesi possono stare tranquilli che sotto l'aspetto della progettualità e dei lavori pubblici previsti nel piano triennale l'amministrazione della Città dei Templi non "riposa" ma sta solo "agguattandosi" per prendere la rincorsa e sprigionare ogni energia possibile per giungere alla fine del mandato con le carte in regola per ripresentarsi a testa alta al giudizio dei cittadini elettori.

Tutto questo dinamismo ha provocato anche delle fibrillazioni nella maggioranza, ma anche il sostegno di parte dell'opposizione consiliare. È fatale che accada ma è anche certo che il sindaco venuto da fuori sa come muoversi e navigare nel mare procelloso della politica anche nei confronti delle correnti carsiche che si muovono nei coni d'ombra della politica.

Intanto, Alfieri si gode il record di essere riuscito a farsi eleggere sindaco in tre comuni diversi nella stessa provincia ...


TUTTI I SINDACI DI CAPACCIO PAESTUM DAL DOPO GUERRA AD OGGI:

Santomauro Amleto da Marzo 1946 al 20.01.1947

Paolino Salvatore da Gennaio 1947 al 1952 – 1956-1960

Ferrentino Roberto 1952-1956

Spirito Raffaele 1960-1964

Rubini Antonio 1964-1965

Fasolino Gaetano 1966-1969 1990-1991 1993-1994

De Palma Giacomino 1970-1974 1974-1974 1985-1985

Barlotti Vincenzo 1974-1975 1977-1978

Gorga Luigi 1975-1977

Rubini Vincenzo 1979-1980

Patella Amodio Francesco 1980-1981

Pace Giuseppe 1981-1985

Desimone Pietro 1985-1986 1986-1990

Scariati Giovanni 1991-1993

Paolino Paolo 1994-1995

Sica Vincenzo 2004-2007

Marino Pasquale 1978-1979 1995-1999 1999-2004 2007- 2011

Voza Italo 2012

Palumbo Francesco 2017

Alfieri Francesco 2019

Bartolo Scandizzo

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