Alburni, Motola e Cervati innevati uno spettacolo da non perdere anche se si ripete ogni inverno

Alburni, Motola e Cervati innevati ... è sempre uno spettacolo da non perdere

L’arrivo sulla piazzola situata davanti alla cappella della Madonna del Vivo ci fa tirare un sospiro di sollievo: facciamo il giro intorno alla chiesetta, ritorniamo con lo sguardo a guardare la Valle del Calore

Turismo
Cilento martedì 23 gennaio 2024
di Bartolo Scandizzo
Sul sentiero che sale al Monte Motola
Sul sentiero che sale al Monte Motola © Settimanale Unico

Tanto tuonò che non nevicò come le previsioni predicevano da tempo ... Ma un po' di neve è scesa comunque utile ad imbiancare le cime dei monti e a ricoprire le chiome degli alberi che hanno l'ardire di arrampicarsi fino a 1650 m di altitudine. Con il mio spirito che si esalta ogni qualvolta al mio paese, Piaggine, si abbassa la temperatura vicino allo zero, eccomi in viaggio verso il paese sul cui territorio si alza a, fino a toccate il punto più alto del cielo sopra la Campania, il monte Cervati (1899 m).

Con Gina, risaliamo la Valle del Calore lungo la solita strada, ci indichiamo le cime imbiancate degli Alburni; poi del Cucuzzolo delle Puglie, che si alza tra il passo della Sentinella e quello del Corticato; infine, del monte “bambino” che si frappone tra il Cervati e Sacco …

Lungo la strada, in alcuni punti, vediamo la cima del Cervati “imbottita” nel manto di neve che ne esalta le “curve” ben visibili del versante Nord. Ma solo quando “scapoliamo” sul pianoro che ci immette in Villa Littorio, ci rendiamo conto che la neve è caduta copiosa e che sarà difficile intraprendere la risalita verso il monte senza scarponi e indumenti adatti.

Ecco perché decidiamo di andare a godere la prima esperienza di camminare sulla neve sulle pendici del Monte Motola, raggiugendo il pianoro che si stende ai piedi della cappella della Madonna del Vivo situata a 1239 m di altitudine.

Lasciamo l’automobile non appena incontriamo la neve che è stata depositata nella notte sulla striscia di asfalto della strada che risale verso il monte.

Man mano che si sale, lo strato di neve ghiacciata aumenta e rende difficile il mantenimento dell’equilibrio nonostante entrambi ci aiutiamo con due bastoncini a testa.

All’imboccatura del sentiero che taglia obliquamente il versante sud del monte, decidiamo di prenderlo perché, pur essendo ripido, sul tratturo la neve non ha avuto modo di indurirsi in modo omogeneo e questo facilita l’andare, sia pur con un po’ di fatica in più!

Certo, per Gina, che soffre un po’ di vertigini, è dura dover camminare su una “striscia” di terreno che si alza con una pendenza importante su uno strapiombo senza protezioni. Ma, concentrandosi più su dove deve mettere i piedi che nel guardare il “panorama” che si apre sotto i suoi piedi, riesce ad avanzare fino in cima.

Io le faccio strada precedendola, controllando che non ci siano punti critici … ne approfitto per scattare foto, fare delle riprese e godermi il singolare “palcoscenico” che mi si para davanti: a destra, l’intera Valle del Calore che accompagno con lo sguardo fino al mare e poi risale fino ai monti Lattari che dominano la Costiera Amalfitana; di fronte la cima del monte Cervati, “assediato” dalla immensa faggeta che si stende ai suoi piedi; Di fronte, le cime Lucane e  di Calabria innevate che pungono il cielo …

L’arrivo sulla piazzola situata davanti alla cappella della Madonna del Vivo ci fa tirare un sospiro di sollievo: facciamo il giro intorno alla chiesetta, ritorniamo con lo sguardo a guardare molti dei punti che abbiamo toccato nel recente “camminare” lungo la “Via Istmica” e, infine, scendiamo sull’ampio pianoro dove troviamo una comitiva di persone che sono arrivati davanti al rifugio e si apprestano ad accendere il fuoco per riscaldarsi e poi utilizzare al brace per rendere commestibili carne e formaggi.

Anche noi, seduti su una panchina irrorata dal sole, consumiamo un frugale panino, un po’ di frutta e ci dissetiamo con acqua di fonte di cui abbiamo fatto scorta in una delle tante fontane corredate di abbeveratoi per mucche e pecore al pascolo.

Il sole è ancora alto nel cielo quando cominciamo la discesa a valle seguendo, questa volta, la stradina che porta ai piedi del monte. La neve e il ghiaccio che vi si è formato in fase di scioglimento ma, in alcuni punti, ancora abbastanza solido per rendere problematico il cammino.

Con l’aiuto dei bastoncini e facendo molta attenzione, raggiungiamo l’automobile felici della bella esperienza vissuta e soddisfatti per aver assaporato il piacere di muoverci sulla neve che, solo per il fatto di esserci, rende l’aria frizzante di bello, mette allegria nell’animo e fa risaltare la luce del sole che si specchia sul suo tappeto di “cristalli”.

Quando passiamo per i “Purcili” solo un vecchietto è seduto su una delle tante panchine situate sui marciapiedi che circondano l’ovale della piazza deserta. Il freddo ha fatto “rintanare” tutti nelle case intorno al fuoco.

Più tardi, l’istinto di uscire a fare un giro, a scambiare pareri, confrontare previsioni, immaginare sviluppi … gli argomenti non mancano ma, soprattutto, ci parlerà di previsioni del tempo e di dove si assesterà lo zero termico …

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