L’ideatore Vincenzo Di Maio: “Grandi e piccoli si trovano insieme davanti a questa rappresentazione che può essere catartica”

Sala Consilina: “Vurricchio”, festa dei burattini

Dal dialetto salese “vurrichiare”, giocare, scherzare, impiegare il tempo giocherellando

Spettacolo
Cilento sabato 18 giugno 2022
di Antonella Citro
“Vurricchio”, festa dei burattini
“Vurricchio”, festa dei burattini © n.c.

“Vurricchio”, dal dialetto salese “vurrichiare”, giocare, scherzare, impiegare il tempo giocherellando è il nome della prima edizione della Festa dei Burattini nata dalla collaborazione tra l’associazione “Benvenuto Cellini” e “Teatrino Pellidò”. L’evento, accolto favorevolmente dalla locale comunità, si è svolto in alcune piazze, vicoli e cortili del centro storico di Sala Consilina e, ha vantato in primis, la presenza di protagonisti burattinai provenienti da tutta Italia con i loro spettacoli, rivolti ad un pubblico dai 4 ai 104 anni. “L’arte, quella dei burattini, da sempre schietta, libera e popolare, si fonde con il sogno di chi vuol restituire identità e cuore al proprio centro storico, esso stesso teatro pregno di vita e di storia - ha detto Vincenzo Di Maio, burattinaio salese, da tempo impegnato in questo settore e  ideatore della kermesse - abbiamo portato per due pomeriggi nel centro storico specialità, arte e persone proprio in questa parte di Sala Consilina perché abbiamo creduto che il centro storico sia bellissimo e che appartenga alla nostra storia abbastanza recente. Prima molto più abitato ora è semiabbandonato e con Benvenuto Cellini che da il nome anche a una strada dove risiede la prima casa che ci è stata donata, ci siamo riproposti di sistemarla e di restaurare il tetto in parte crollata. Vurricchio ha raccolto anche offerte spontanee delle persone che si sono affacciate alla manifestazione unitamente ad altri gruzzoletti che abbiamo tirato su sinora. La due giorni è servita anche a raccogliere nuove idee, ad avviare nuove iniziative nel futuro e tirare giù nuovi progetti. Siccome il teatro dei burattini è molto agile, abbiamo quindi pensato di impiegare tre luoghi diversi del centro storico dove svolgere i quattro spettacoli”. Il primo spettacolo “Michelina la strega” a cura di Teatrino dello Sguardo (Modena) si è tenuto sabato 11 giugno in piazzetta Gracchi e poi in via Grammatico presso il Palazzo Boezio è andato in scena lo spettacolo “Pulcinella molto mosso” di Enrico Francone (Bari). Domenica 12 giugno, è stata la volta di “Pulcinella” di Bruno Leone (Napoli) in piazzetta Gracchi e a seguire “Cervelli di plastica” di Teatrino Pellidò in via Benvenuto Cellini. Dopo lo spettacolo sono stati consumati pane, caciocavallo e musica. “I burattini vengono da una lunga tradizione di teatro popolare perché questi non sono mai entrati a corte come il teatro colto – dice ancora Vincenzo Di Maio – vengono però da un teatro povero che era quello della commedia dell’arte con Pulcinella, Arlecchino, Balanzone, Pantalone che poi è entrata a corte e, quando questi artisti sono stati visti dai Francesi, nel 1500, li hanno coperti di soldi e si sono trasferiti lì in massa. È rimasto però un vuoto dal 1600 in poi e alcune persone si sono ingegnate per riproporre quelle farse, quelle storie, quei personaggi con i burattini. Il burattino ti semplifica la vita perché basta un attore, una persona capace per avviare una intera compagnia, puoi dare vita a due personaggi alla volta o quattro se sei in due. I burattini hanno poi dato luogo a uno sviluppo regionale, molti sono nati da quello e si sono sviluppati a livello locale, tra i burattinai recenti c’è chi ancora si serve di personaggi di quella tradizione classica riproposta fino a qualche anno fa anche durante il Carnevale e, cuciono su di loro, storie contemporanee. La mia rappresentazione “Cervelli di plastica” parla di un industriale che ha aperto una fabbrica di plastica che produce tutto, ma soprattutto, da quando è arrivato in paese, dalle sue ciminiere esce un odore particolare eppure tutti gli abitanti del posto sono andati a lavorare in questo suo edificio. Quando tornano a casa corrono a comprare oggetti di plastica che subito si romperanno e dunque stanno riempiendo il paese di rifiuti. Ogni cosa è di plastica, il burattino trasforma tutto e rende tutto surreale e grottesco, esaspera le cose, è la parodia dell’uomo, non lo imita come le marionette che hanno anche i piedi e i fili ma ha movimenti e capacità espressive e fisiche meditate. L’arte, insomma, manda messaggi ai nostri sensi”. 

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