Sfoglia: Vallo di Diano

Viviamo in anni di profonde trasformazioni sociali, economiche e culturali. In un tempo segnato da instabilità, paure diffuse e ricerca di punti fermi, anche il panorama della classe dirigente spesso non offre esempi rassicuranti. Astuzia, arroganza, pretesa impunità e senso di superiorità sembrano talvolta prevalere sul servizio autentico al bene comune. Nella società dell’immagine, dominata da slogan e leadership effimere, cresce il successo di presunti “guru” ai quali si delega persino il compito di pensare.

Un percorso semplice, accessibile, utilizzato ogni giorno da centinaia di persone per correre, camminare o andare in bicicletta. Il Dandenong Parkrun Trail, lungo circa 5 chilometri, dimostra come una rete di sentieri possa diventare infrastruttura pubblica e spazio di comunità. Un modello che fa emergere, per contrasto, alcune criticità nella gestione dei percorsi naturalistici del Cilento.

Dovevano portare sviluppo, servizi, futuro.
Hanno lasciato strade dissestate, cantieri infiniti, edifici chiusi e milioni spesi senza ritorno.
Il progetto di metanizzazione Vallo di Diano–Laurino, la Fondovalle Calore e il Centro per l’Impiego di Roccadaspide sono tre simboli di una stessa deriva: infrastrutture pensate senza visione, realizzate male, abbandonate peggio.
Il risultato è un territorio più fragile, più isolato e più disilluso.
Un viaggio nelle ferite aperte dell’entroterra cilentano che chiede finalmente responsabilità, non nuovi annunci.