A cura di Luca Castagna, Alfonso Conte, Roberto Parrella, è uscito presso l’Editore Rubbettino di Soveria Mannelli un’opera meritevole e necessaria: il volume “La storia senza aggettivi. Studi in onore di Luigi Rossi” (pp. 262, 18 euro), che, in due parti, raccoglie un nutrito manipolo di contributi ad opera di valorosi studiosi e intellettuali, già colleghi e allievi ma soprattutto amici di Luigi Rossi, una figura dall’intrigante personalità, come pochi altri nel panorama non solo locale.
Questi, in linea col Maestro, si adoperano a delineare e portare avanti nella prima parte le problematiche contemporanee presenti nella sua ricchissima e variegata produzione scientifica di un quarantennio (tra cui spiccano i contributi di Giuseppe Cirillo sulle forme di sociabilità della nobiltà meridionale tra ‘800 e ‘900, e di Manlio Morra sulla formazione del vescovo Enrico Nicodemo, “giovane sacerdote nella diocesi di Capaccio-Vallo”) e nella seconda una miscellanea di contributi di varia natura, a esemplificazione della panoplia degli interessi differenti degli studiosi della Facoltà di riferimento (tra cui spicca, tra politologia e sociologia delle religioni, il saggio di Paolo Naso sull’America di Trump e sul fondamentalismo religioso su cui ha fatto leva l’avventuroso tycoon, un tema questo su cui recentemente lo stesso Luigi Rossi si è soffermato con un saggio, edito dal dinamico Editore D’Amato, in cui si mette esplicitamente a confronto Trump e Prevost).
Come si vede, il volume costituisce uno sfaccettato panorama intellettuale che può ben riflettere gli interessi del vasto ed articolato orizzonte illustrato da Luigi Rossi, che della Facoltà di Scienze Politiche dell’Università di Salerno è stato dapprima docente e poi anche Preside (tra il 2009 e il 2013), e rappresenta un tentativo di testimoniare la fecondità del suo magistero, oltre che un’attestazione di riconoscenza da parte di chi ha avuto la fortuna di incontrarlo.
Con un punto importante: l’aver sempre privilegiato, con lodevole convinzione, particolare rilevanza alla dimensione pubblica dell’intellettuale, attraverso anche numerose iniziative culturali sul territorio, grazie ad una peculiare sensibilità verso la missione pedagogica e, perché no?, insita nel mestiere di storico, ancorché tacitianamente “sine ira et studio”; così come l’aver contribuito a ripensare metodi e paradigmi, stimolando allievi e studenti a percorrere con curiosità i sentieri di Clio, aprendosi alla dinamica complessità del sociale e rifiutando di auto-confinarsi nelle presunte certezze della turris eburnea accademica.
ANTONELLA CASABURI





1 commento
Degno omaggio a un autentico Maestro, intellettuale della Magna Grecia nel senso più nobile del termine, quale è don Luigi Rossi. Complimenti compiaciuti e convinti alla giornalista e scrittrice Antonella Casaburi…