Pizza, cinema e sogni condivisi: una storia di famiglia, lavoro e radici costruita tra Italia e Australia
Julia e Antonio sono i protagonisti di questa storia.

I genitori di Antonio sono calabresi, ma lui è nato in Sardegna. È lì che affondano le sue prime radici, prima della partenza per l’Australia, dove arriva nel 2012.
Ed è proprio a Melbourne che la sua vita prende una direzione nuova.
Qui incontra Julia.
«Ci siamo conosciuti in una pizzeria… e poi il resto è storia».
Una frase semplice per raccontare l’inizio di un percorso che nel 2017 li porta al matrimonio. Per l’occasione tornano in Sardegna, insieme alla famiglia di Antonio, ancora profondamente legata all’isola.
Da quel momento la storia di Julia e Antonio diventa anche la storia di una famiglia costruita tra due mondi.
Una famiglia tra Italia e Australia
Dalla loro unione nasce Piero Giovanni.
Un nome che racchiude già un ponte tra generazioni.
«Piero perché mio suocero si chiama Piero, Giovanni perché mio padre si chiama Giovanni».
Due nomi, due famiglie, due continenti.
Dentro quel nome c’è il desiderio di non spezzare il filo con le origini, anche quando la vita si è ormai spostata dall’altra parte del mondo.
Resta però ancora un viaggio da fare.
«Speriamo di tornare presto in Italia. Dobbiamo portare Piero a conoscere il nonno e tutti i cugini».
È una frase semplice, ma dentro c’è una delle caratteristiche più profonde dell’emigrazione contemporanea: si può costruire una nuova vita lontano senza cancellare quella da cui si è partiti.
Per Julia e Antonio l’Australia è il presente.
L’Italia resta una parte importante della memoria, degli affetti e dell’identità.
Dalla delicatessen a “La Pizzeria Italiana”
Oggi Julia e Antonio gestiscono a Melbourne “La Pizzeria Italiana”.
Ma il percorso è iniziato prima.
«Avevamo una delicatessen italiana in un’altra zona di Melbourne. L’abbiamo portata avanti per sei anni, poi ci siamo trasferiti qui, in un locale più grande, dove possiamo fare più cose».
È una storia che ricorda quella di tante attività italiane nate all’estero: si parte in piccolo, si lavora, si conquista una clientela e, quando arriva il momento, si prova a crescere.
Dietro una pizza, un prodotto italiano o un banco di gastronomia c’è spesso molto di più di un semplice esercizio commerciale.
C’è una parte di cultura trasferita altrove.
Un gusto.
Un’abitudine.
Un modo di accogliere.
Una forma di identità che cambia Paese senza perdere completamente le proprie radici.
Un locale capace di attirare il mondo
Con il tempo “La Pizzeria Italiana” è diventata anche un punto di riferimento per una clientela molto particolare.
«All’inizio abbiamo cominciato a servire calciatori, cantanti, attori… poi è arrivato il preparatore atletico di Novak Djokovic e da lì, negli anni, si è creato un rapporto fino a diventare amici».
Da quel momento una presenza dietro l’altra.
Nel locale sono passati Lorenzo Musetti, Coco Gauff e altri protagonisti del tennis internazionale.
Ma non soltanto sport.
«È venuto anche Steven Bauer, l’attore di Scarface. Lo avevo conosciuto quando vivevo a Los Angeles e, quando è tornato a Melbourne, è passato nel nostro locale».
Poi Natalie Imbruglia.
E ancora Ricky Martin, arrivato quasi in incognito.
«All’inizio non lo avevo riconosciuto… poi ho fatto anche una figuraccia», racconta Julia sorridendo.
Ma ciò che resta non è il nome famoso.
È il rapporto umano.
«Tutte persone in gamba, davvero».
Ed è forse proprio questo il segreto del locale: far sedere allo stesso tavolo mondi apparentemente lontani e riportarli alla semplicità di un incontro.
Un piatto.
Una conversazione.
Una sera tra amici.
Julia, il cinema che non si abbandona
Accanto alla ristorazione, Julia continua anche a coltivare un’altra passione.
Quella per il cinema.
«Io faccio ancora l’attrice, non come prima. Qui in Australia l’industria è più piccola, ci sono meno produzioni, però continuo».
Una passione che non è stata accantonata, ma che oggi convive con il lavoro nel locale, con la famiglia e con la quotidianità costruita insieme ad Antonio.
Anche questo racconta bene il loro percorso.
Trasferirsi dall’altra parte del mondo non significa necessariamente scegliere una sola vita.
A volte significa imparare a tenerne insieme diverse.
La famiglia.
Il lavoro.
Il cinema.
Le radici italiane.
La vita australiana.
Tra mare e città
Oggi “La Pizzeria Italiana” si trova in una zona più vicina al mare, a circa mezz’ora dal centro di Melbourne.
Una posizione apparentemente periferica che non ha però allontanato la clientela.
«Anche se siamo fuori dal centro, continuano a venire tutti, anche i tennisti».
E così quella pizzeria diventa qualcosa di più di un’attività commerciale.
È un luogo nel quale si incontrano migrazione, cucina, cinema, sport e famiglia.
Un piccolo pezzo d’Italia cresciuto in Australia senza trasformarsi in una semplice cartolina nostalgica.
Perché Julia e Antonio non vivono rivolti soltanto al passato.

Hanno costruito una nuova storia.
Una casa.
Un figlio.
Un’impresa.
E continuano a tenere aperto il ponte con ciò che hanno lasciato dall’altra parte del mondo.
Il viaggio continua
La loro è una storia di migrazione, famiglia, impresa e passione.
Una vita costruita lontano senza perdere il legame con ciò che si è stati.
Prima di salutarci rimane una promessa semplice:
«Grazie per l’opportunità di raccontare la nostra storia. Speriamo di rivedervi presto in Australia, oppure noi in Italia».
Poi un gesto che vale più di tante parole:
«Un bacio».
E forse è proprio questo il modo migliore per chiudere, almeno per ora, la storia di Julia e Antonio.
Una storia cominciata tra Sardegna e Melbourne, passata attraverso una pizzeria, il cinema e tanti incontri, e destinata ad avere ancora molti capitoli da scrivere.
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