La SP 418, nel tratto Roscigno–Bellosguardo, attraversa una parte del territorio degli Alburni e rappresenta molto più di una semplice infrastruttura viaria, perché per chi vive ogni giorno in questi paesi significa collegamento, mobilità, accesso ai servizi, possibilità di raggiungere il lavoro e, soprattutto, diritto a muoversi in condizioni dignitose e sicure.
Il 5 settembre 2026 ho percorso ancora una volta la SP 418, nel tratto Roscigno–Bellosguardo, e osservando le condizioni di alcuni punti della strada viene spontaneo chiedersi fino a quando dovremo continuare a considerare normale ciò che, in un territorio che vuole parlare seriamente di sicurezza, sviluppo, turismo, qualità della vita e lotta allo spopolamento, normale non dovrebbe essere affatto.
La domanda, in fondo, è molto semplice: ci meritiamo davvero una strada provinciale in queste condizioni?
Io credo di no, e non perché si voglia trasformare ogni problema in una polemica o cercare necessariamente qualcuno contro cui puntare il dito, ma perché chiedere che una strada provinciale venga curata e sottoposta con continuità alla necessaria manutenzione ordinaria dovrebbe rappresentare una delle richieste più normali che una comunità possa rivolgere agli enti competenti.
Una strada, infatti, non è soltanto asfalto, perché sulla SP 418, nel tratto Roscigno–Bellosguardo, ogni giorno transitano persone che devono andare al lavoro, ragazzi che devono raggiungere la scuola, anziani che devono recarsi dal medico o in ospedale, famiglie che devono spostarsi per le necessità quotidiane, attività economiche che dipendono dai collegamenti, mezzi di soccorso che devono poter intervenire rapidamente e visitatori che raggiungono questa parte del territorio degli Alburni.
Ed è proprio per questo che la manutenzione ordinaria della SP 418 nel tratto Roscigno–Bellosguardo non può essere considerata una questione secondaria, perché controllare periodicamente la carreggiata, verificare il fondo stradale, mantenere efficienti le opere di raccolta e deflusso delle acque, controllare e ripristinare quando necessario la segnaletica orizzontale e verticale, garantire condizioni adeguate di percorrenza e intervenire tempestivamente sulle piccole criticità significa prevenire problemi più seri e contribuire concretamente alla sicurezza delle persone.
Non servono sempre grandi opere per dimostrare attenzione verso un territorio, perché molto spesso la qualità della gestione di una strada si misura proprio nella capacità di garantire con continuità quella manutenzione ordinaria che raramente finisce nei titoli dei giornali, che non richiede inaugurazioni o cerimonie, ma che incide ogni giorno sulla vita di chi quella strada deve percorrerla.
La manutenzione ordinaria dovrebbe significare soprattutto prevenzione, cioè intervenire su un problema quando è ancora limitato, controllare la pavimentazione prima che una piccola criticità peggiori, verificare con regolarità le opere di drenaggio, mantenere efficiente e ben visibile la segnaletica orizzontale e verticale e controllare complessivamente lo stato della strada senza aspettare che una situazione diventi tanto evidente da trasformarsi in un’emergenza.
La sicurezza stradale si costruisce proprio attraverso una manutenzione ordinaria continua, programmata e puntuale, capace di anticipare i problemi invece di rincorrerli soltanto quando diventano più gravi, più costosi e più difficili da risolvere.
È questo il punto sul quale bisognerebbe soffermarsi quando si parla della SP 418 nel tratto Roscigno–Bellosguardo: non tutti gli interventi richiedono grandi finanziamenti, non tutto necessita di procedure straordinarie e non tutto può essere rinviato, perché esiste una manutenzione ordinaria che dovrebbe essere programmata, eseguita e controllata con regolarità proprio per impedire che piccole criticità si accumulino nel tempo.
Esiste inoltre un importante intervento finanziario che interessa anche la SP 418, ma proprio la presenza di un progetto di tale rilevanza rende legittima un’altra domanda che i cittadini hanno il diritto di porre con chiarezza: quando partiranno concretamente i lavori previsti dal finanziamento milionario nel tratto Roscigno–Bellosguardo?
È una domanda che non sostituisce quella sulla manutenzione ordinaria, perché le due questioni devono restare distinte: da una parte ci sono gli interventi strutturali e i lavori più importanti, che richiedono finanziamenti, progettazione e procedure amministrative, dall’altra esiste la manutenzione ordinaria, che deve continuare a essere assicurata nel frattempo, perché la SP 418 nel tratto Roscigno–Bellosguardo viene percorsa oggi, ogni giorno, e non soltanto quando aprirà un futuro cantiere.
I cittadini hanno quindi diritto sia a una manutenzione ordinaria continua sia a conoscere con precisione lo stato dell’intervento finanziato, i passaggi ancora necessari e soprattutto quando i lavori potranno effettivamente cominciare, perché un finanziamento diventa realmente importante per un territorio quando dagli atti amministrativi passa ai cantieri e dai cantieri agli interventi concretamente realizzati.
La manutenzione ordinaria, intanto, non dovrebbe dipendere soltanto dalle segnalazioni dei cittadini o dalla comparsa di un problema ormai evidente, ma dovrebbe essere il risultato di una programmazione costante, di controlli periodici e di una presenza continua dell’ente competente sul territorio.
È questa continuità che fa la differenza tra una strada semplicemente utilizzata e una strada realmente curata.
E forse il rischio più grande per le nostre comunità è proprio quello di abituarsi, accettando progressivamente una strada che avrebbe bisogno di maggiore attenzione e convincendosi che una manutenzione ordinaria non sempre puntuale debba inevitabilmente far parte della quotidianità, fino al punto in cui ciò che dovrebbe provocare una domanda finisce per essere semplicemente accettato.
Quando una comunità si abitua a ciò che non funziona, infatti, rischia progressivamente di abbassare le proprie aspettative e di cominciare a considerare quasi straordinario ciò che dovrebbe essere semplicemente normale.
Ed è proprio qui che entra in gioco il diritto alla normalità, perché vivere a Roscigno, a Bellosguardo o in questa parte del territorio degli Alburni non dovrebbe significare accettare standard inferiori nella manutenzione delle strade soltanto perché ci troviamo lontani dai grandi centri urbani.
Chi vive qui lavora, paga le tasse, cresce una famiglia, utilizza i servizi pubblici e contribuisce alla vita della propria comunità esattamente come qualsiasi altro cittadino e dovrebbe quindi poter pretendere che la SP 418, nel tratto Roscigno–Bellosguardo, venga controllata e mantenuta con continuità, senza dover aspettare che un problema diventi sufficientemente grave da richiamare l’attenzione.
Chi vive nei piccoli paesi non vale meno di chi vive nelle grandi città, e questo principio dovrebbe trovare una concreta applicazione anche nella qualità della viabilità e nella manutenzione ordinaria delle infrastrutture che consentono alle nostre comunità di rimanere collegate.
Non possiamo continuare a parlare di sviluppo delle aree interne senza considerare anche questi aspetti, perché lo sviluppo non comincia soltanto dai grandi finanziamenti, dai progetti o dagli annunci istituzionali, ma nasce anche dalla capacità di assicurare quotidianamente ciò che dovrebbe appartenere alla normale amministrazione.
Non possiamo parlare di turismo se i collegamenti non ricevono la necessaria attenzione, non possiamo parlare di nuove opportunità economiche senza una viabilità adeguatamente mantenuta e non possiamo soprattutto parlare di combattere lo spopolamento senza comprendere che anche la qualità delle strade e dei collegamenti contribuisce alla qualità della vita delle persone che decidono se restare, partire o tornare a vivere nei nostri paesi.
Lo spopolamento, infatti, non nasce soltanto dalla mancanza di lavoro, ma anche dalla sensazione progressiva che vivere in un’area interna significhi dover accettare servizi più difficili da raggiungere, collegamenti meno efficienti e una minore attenzione alla manutenzione ordinaria, perché quando ogni spostamento quotidiano diventa più complicato anche la distanza tra un piccolo paese e il resto del territorio sembra aumentare.
Per combattere seriamente lo spopolamento bisogna quindi restituire fiducia alle comunità, e la fiducia nasce anche quando un cittadino vede che una strada viene controllata con regolarità, che un problema viene affrontato quando è ancora piccolo, che la segnaletica orizzontale e verticale viene mantenuta efficiente e leggibile e che la manutenzione viene programmata senza dover aspettare continuamente segnalazioni, proteste o emergenze.
La manutenzione ordinaria della SP 418 nel tratto Roscigno–Bellosguardo non è quindi una questione minore, ma rappresenta una forma concreta di rispetto nei confronti del territorio e soprattutto delle persone che ogni giorno utilizzano questa strada.
Segnalare condizioni che meritano maggiore attenzione non significa essere contro il proprio territorio, perché amare un luogo non vuol dire raccontarne soltanto le bellezze, ma significa anche avere il coraggio di osservare ciò che non funziona, porre domande e chiedere che venga garantito ciò che dovrebbe essere normale.
Chi percorre la SP 418 nel tratto Roscigno–Bellosguardo ha quindi tutto il diritto di chiedere una manutenzione ordinaria più continua, puntuale e programmata e, nello stesso tempo, ha anche il diritto di domandare quando partiranno i lavori legati al finanziamento milionario, quali passaggi siano ancora necessari e quali siano i tempi previsti, perché trasparenza e partecipazione dei cittadini rappresentano elementi fondamentali di una buona gestione del territorio.
E allora ritorna una domanda che continua ad avere senso: le cose non dovevano cambiare?
Non è necessariamente una domanda contro qualcuno, ma un interrogativo che dovrebbe servire a ricordare che i problemi non scompaiono soltanto perché diventano abituali e che, proprio quando una situazione comincia a essere considerata normale, diventa ancora più importante avere il coraggio di parlarne.
Il vero pericolo, infatti, non è soltanto osservare una manutenzione ordinaria che appare insufficiente, ma arrivare al punto di pensare che debba necessariamente essere così, come se vivere in questa parte del territorio degli Alburni significasse dover accettare condizioni che altrove verrebbero considerate semplicemente problemi da affrontare attraverso una normale e regolare manutenzione.
Non dobbiamo rassegnarci a questa idea.
La normalità dovrebbe significare una SP 418, nel tratto Roscigno–Bellosguardo, controllata con regolarità, con una carreggiata mantenuta in condizioni adeguate, opere di drenaggio efficienti, segnaletica orizzontale e verticale verificata e mantenuta e piccole criticità affrontate quando sono ancora tali, perché proprio attraverso questa continuità è possibile prevenire problemi più importanti, contenere i costi e soprattutto tutelare la sicurezza di chi viaggia.
Lo sviluppo di questa parte del territorio degli Alburni comincia anche da qui, da una cultura della cura che non aspetta sempre l’emergenza o il grande intervento, ma considera la manutenzione ordinaria della SP 418 nel tratto Roscigno–Bellosguardo una parte essenziale della gestione del patrimonio pubblico.
Il 5 settembre 2026, percorrendo questo tratto della SP 418, la risposta che viene spontanea è semplice: non ci meritiamo una strada provinciale in queste condizioni.
Dirlo non significa voler male al territorio degli Alburni, ma esattamente il contrario, perché chi ama davvero un territorio non si limita a celebrarne le bellezze, ma pretende che venga curato, rispettato e mantenuto in condizioni dignitose.
Una SP 418 sicura e regolarmente sottoposta alla necessaria manutenzione ordinaria nel tratto Roscigno–Bellosguardo, con una carreggiata controllata e una segnaletica orizzontale e verticale efficiente e ben visibile, non dovrebbe rappresentare una conquista eccezionale e non dovrebbe richiedere ogni volta fotografie, segnalazioni o proteste.
Dovrebbe essere semplicemente normalità.
Ed è proprio questo il diritto che dobbiamo continuare a rivendicare anche in questa parte del territorio degli Alburni: il diritto alla normalità.




