Tra talk pomeridiani, concerti serali e riscoperta delle tradizioni, la quinta edizione del festival cilentano si conferma un presidio di resilienza culturale che accende nuovi visioni
Il RUFRA Festival torna ad animare il cuore del Cilento il 21 e 22 agosto, trasformando il borgo di Rofrano in un vibrante laboratorio di note, idee e incontri. La storica manifestazione, nata nel 2011 e svoltasi per tre edizioni consecutive fino al 2013, rinata lo scorso anno giunge alla sua quinta edizione sotto il segno del “Divenire“, un tema che guiderà una fitta serie di appuntamenti gratuiti pensati per valorizzare la musica indipendente italiana e l’identità del territorio.
L’iniziativa, curata dall’associazione Cilento Youth Union, celebra lo spazio pubblico come luogo di condivisione culturale accessibile a chiunque.
Oltre all’offerta artistica, l’evento rappresenta l’occasione ideale per scoprire Rofrano, un gioiello medievale arroccato tra le vette dell’Appennino Campano-Lucano, un borgo che conserva una pianta urbana suggestiva fatta di vicoli stretti, ripide scalinate e antiche case in pietra che testimonianza del profondo legame del paese con il monachesimo italo-greco e con una spiritualità millenaria che ancora oggi si respira tra le strade del centro storico.
Le serate musicali saranno anticipate, nel pomeriggio, da due momenti di incontro e riflessione. La centrale Piazza San Giovanni diventerà il salotto dei talk culturali, ospitando il 21 agosto il cantautore Francesco Di Bella, tra le più riconoscibili voci della canzone d’autore italiana, con l’incontro “La Forma del Vento”, e il giorno successivo la figura storica della cultura hip hop, funk e soul, Tonico 70, nell’incontro “Soglie Sonore” moderato da Matteo Zagaria di Emersa. Due appuntamenti per riflettere sulla musica non solo come momento di intrattenimento ma come strumento di ascolto consapevole, memoria e impegno civile.
Con l’arrivo della sera, l’energia si sposterà sul palco dell’Area Enel X Way in Via Pastena, pronto ad accogliere i live di nomi di punta della scena underground come Gioia Lucia, Amore Audio, Studio Murena, Lauryyn, Giovanni Ti Amo e Uso Crepa.
Il festival si contraddistingue per la scelta della residenzialità diffusa. La comunità locale aprirà le porte delle proprie case ad artisti e ospiti: un’accoglienza che punta a rafforzare il legame tra il festival e il territorio, trasformando l’ospitalità in occasione di incontro e di esperienza totale. L’organizzazione ha allestito inoltre un’area camping dedicata al pubblico che desideri pernottare e vivere a pieno l’esperienza RUFRA.
Nel corso della due giorni la tradizione culinaria locale si farà street food, proponendo anche opzioni vegane e senza glutine, per valorizzare le materie prime, le arti e i prodotti locali. Tra le specialità tradizionali, meritano di essere segnalati gli “scibbunirofranesi”, un caratteristico fritto di patate e farina modellate a forma della lettera greca α o dei perni delle porte antiche.
Il programma sulla pagina Instagram dedicata si presenta ricco e articolato, tra attività proposte dalla dottoressa Francesca Pluda, gli stand di promozione territoriale, l’esperienza culturale e i concerti.
Al RUFRA Festival di Rofrano seguirà, dal 25 agosto al 4 settembre, il B.E.A.T. (acronimo di Bridging Europe Across Tunes), un progetto di scambio giovanile internazionale promosso dall’ Associazione Cilento Youth Union. La musica, come strumento di unione, inclusione sociale e partecipazione attiva tra i giovani europei, porterà circa quaranta giovani europei nel borgo di Rofrano.
Attraverso progetti innovativi e connessioni europee, le iniziative nate a Rofrano dimostrano come le aree interne d’Italia, spesso minacciate dallo spopolamento e dall’isolamento geografico, possano trasformarsi in laboratori d’avanguardia culturale, dove la tutela delle radici storiche diventa il motore principale per attrarre nuove energie e generare uno sviluppo locale sostenibile e partecipato.
ANTONELLA CASABURI




