Antonio è arrivato a Sydney circa tredici anni fa.
«Sono arrivato tramite un amico di Milano, Roberto, che era stato qui per fare un’esperienza. Io sono venuto con lui, ma poi lui è tornato in Italia e io sono rimasto».
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Mentre ci accompagna in una visita guidata nella sua bellissima casa, racconta la sua storia con naturalezza. Oggi vive con Pietro, il compagno della sua seconda vita, ma il suo percorso non è stato semplice.
Arrivato giovane in Australia, Antonio Scandizzo ha vissuto a Melbourne, dove ha lavorato e costruito la sua famiglia. Come molti emigranti della sua generazione, ha mantenuto per tutta la vita un legame profondo con il paese d’origine, Rofrano, dove è tornato più volte negli anni.
Nato a Rofrano nel 1939, a vent’anni lascia l’Italia. Prima lavora per qualche mese in Francia, poi viene chiamato dalla sorella già emigrata in Australia. Arriva a Melbourne dopo un viaggio di un mese in nave e trova lavoro in una fabbrica di materassi dove resterà per tutta la vita, diventando capo operaio. Una storia di lavoro, famiglia e legame costante con il paese d’origine.
Arrivata giovanissima in Australia, Maria ha lavorato prima in una fabbrica di lana, poi in una sartoria e in una fabbrica di carta. A Melbourne ha conosciuto il marito, con cui ha costruito una famiglia. Dopo più di sessant’anni vissuti in Australia continua però a mantenere un legame profondo con l’Italia, con il suo paese d’origine e con Rofrano, dove negli anni ha trovato amicizie e affetti.
Teresa Losinno in Ventieri, dall’Italia all’Australia con la nave Achille Lauro La storia dell’emigrazione italiana…
«Mi chiamo Anastasia Rinaldi, sono nata a Napoli. Sono multiculturale: mia madre e le mie sorelle sono bulgare, mentre io e mio padre siamo italiani. Vivo in Australia da cinquant’anni.»
Chi lavora la terra sa che i tempi non sono immediati.
La farm rappresenta un progetto di lungo periodo, destinato a trasformare un terreno selvatico in spazio agricolo produttivo e abitato.
«Mio padre era venuto nel 1958. Poi mia sorella e mio fratello, Giuseppe e Maria, nel ’59. Dopo siamo arrivati noi: mia madre Carmela, mio fratello Antonio, mia sorella Felicetta e io, che ero il più piccolo. C’era anche un fratello più grande, Pasquale, che faceva il militare e arrivò dopo.»
Oggi si va negli spazi “infiniti” della campagna che separa la metropoli dalla fascia costiera. Saremo ospiti di Giuseppe Mazzeo,
C’è un turismo che non cerca solo bellezza, ma appartenenza. Un turismo che nasce dal…


