“…Le cose seducenti passano, e la misura che, senza misericordia, le fa apparire mutevoli è in quel tempio, di una impassibilità agghiacciante. Tutto il resto che ci commuove non verrà se non dalla malinconia…” Sono i versi che Ungaretti dedicò a Paestum, incantato dal tempo sospeso del quale i templi ne sono gli oracoli muti. Ho sempre pensato che la bellezza fosse un mistero divino, e che in essa vi fosse qualcosa di inafferrabile o quasi di sinistro… Guardare quei testimoni di un’era, ieratici e muti, vederli riflettere i colori del giorno, la pietra rosa del tramonto o la luce…
Trending
- VENTESIMA DOMENICA PER ANNUM
- Festa dell’Assunta
- Rofrano, la memoria riapre porte e portoni
- Castel San Lorenzo. La XXIX Festa del Vino D.O.P. riaccende la storia della Val Calore
- Nera D’Auto, attraversare la storia senza farsene travolgere
- PER VITO CAPONIGRI
- Capaccio Paestum, le 16 firme sul PUC che pesano come macigni
- AI Act, dal 2 agosto 2026 cambia il modo in cui incontriamo l’intelligenza artificiale: riconoscere l’artificiale diventa parte della trasparenza digitale



