Istituzioni Movimenti Innovazioni. Le green Community e le sfide dei territori
Le “aree interne” dell’Italia peninsulare e insulare sono tornate “prepotentemente” alla ribalta per una frase inserita in un rapporto che vedrebbe il governo nazionale deciso a “lasciar” andare alla “deriva” quelle che fanno fatica a tenere il passo “demografico”.
Contestualmente, è uscito il “Rapporto Montagne d’Italia 2025” stampato da “RUB3ETTINO” per conto dell’UNCEM (Unione Nazionale Comunità Montane).
Da un lato c’è la presa d’atto che chi non ce la fa a tenere il passo e mantenere viva la fiammella della speranza di un’inversione di tendenza; dall’altro c’è il Rapporto Montagne Italia 2025 che dimostra una certa vitalità in alcune zone dove le azioni intraprese cominciano a far invertire un’inversione di tendenza.

È stato Vincenzo Luciano, presidente UNCEM Campania, che ha fatto scendere dalla Val Susa il presidente Nazionale UNCEM, Marco Bussone, per fargli raccontare sia le nuove prospettive legislative che riguardano i territori montani sia l’inversione di tendenza che è registrata in alcune aree montane di diverse zone d’Italia … in particolare nelle regioni del Nord della penisola.

Ad accogliere Bussone nella sala del centro sociale del comune di Aquara c’è il sindaco, Antonio Marino; il vice presidente della comunità montana Alburni, Antonio Sicilia; IL presidente della CM Calore Salernitano, Carmine Casella; Ettore Bellelli, presidente della Coldiretti Regionale della Campania; Massimiliano Caruso, presidente della ProLoco di Aquara; Francesco Picarone, presidente della commissione bilancio della Regione Campania … sono attesi Giuseppe Coccorullo, presidente del Parco Nazionale del Cilento Vallo di Diano e Alburni; e Nicola Caputo, assessore regionale all’agricoltura.
Luciano, che è il padrone di casa, apre i lavori con parole di speranza ricordando che recenti dati raccontano una inversione di tendenza ricordando che “i nuovi residenti nelle aree montane sono oltre 100.000 unità. Ecco perché non bisogna disperare che le azioni sostenute da investimenti cospicui fatti dai governi nazionali nei decenni passati cominciano a dare i primi risultati.”

A salutare e ringraziare i presenti è Il sindaco di Aquara, Antonio Marino; che è il presidente della BCC di Aquara, dopo esserne stato il direttore fin dalla sua fondazione. Marino rivendica che nel suo comune ha adottato una strategia suddivisa in 14 punti per trattenere e attrarre forze giovani in grado di immettere linfa nuova della società Aquarese … poi ricorda che anche a livello provinciale con l’aeroporto di Salerno Costa D’Amalfi, con i suoi 370.000 passeggeri transitati in un anno, può essere annoverato tra gli “attori” positivi per rendere attrattiva l’intera area a sud di Salerno.
A questo punto, Luciano chiama immediatamente in causa Bussoni per la presentazione del “Rapporto Montagne Italia 2025”.
L’uomo della Val Susa invita gli addetti a distribuire il “corposo” volume di 778 pagine ricche di dati che testimoniano l’effettivo impatto che gli enti montani hanno sulla quotidianità di chi vive in aree distanti dai grandi circuiti produttivi e del calo dei numeri sotto l’aspetto demografico.
“Il rapporto è un aiuto per sindaci e amministratori perché li mette nelle migliori condizioni per fare le scelte che ogni giorno si dispiegano sulle loro scrivanie … a cominciare dalla presenza degli stranieri! Senza la manodopera della forza lavoro degli stranieri non si potrebbe produrre il parmigiano.”
Bussone indica in tre quinquenni i flussi migratori: “la stagione dell’accoglienza: dal 2009 al 2013; quello intermedio, con la stagione del ripiegamento: dal 2014 al 2018; la stagione del risveglio, quello più recente, dal 2019 al 2023 che annuncia segnali inattesi!
È di centomila unità il saldo migratorio positivo! A nord dell’Italia è più marcato, con l’indice che cala man mano che si scende verso il centro Italia fino al sud dove permane ancora negativo. In Campania è leggermente al di sotto della parità …”
La sfida che lancia Bussone è quella di lavorare per effettuare uno scatto in avanti nei nostri comuni montani che potrebbe fare la differenza. Questo è possibile de “i comuni lavoreranno insieme per creare servizi e lavoro a partire con gli operai forestali e con nuova forza lavoro!”
Segherie, impianti a biomasse, indennità compensativa in agricoltura, strategie di green community possono dare risposte alle crisi che attanagliano le aree interne di montagna, prima di tutto … “si tratta di formare le comunità a percepire l’importanza di investire proficuamente risorse umane ed economiche; si deve parlare con i giovani e dare loro il ‘potere’ di scegliere consapevolmente; in qualche modo si dovrà ‘assediare la pianura’ capitalizzando la risorsa acqua che sgorga dalle sorgenti montane …”
Bussone richiama all’attenzione dei presenti la grande valenza che ha il “Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza” con il quale sono stati finanziati 36 progetti di “Strategie territoriali di Green Community per un importo di 135 milioni di Euro!
Bussone ricorda anche che la ‘politica’ fece la “scelta giusta (era il 1971) istituendo le Comunità Montane e fece altrettanto bene quando le regioni le ‘difesero’ dalla loro estinzione”; ora ha il dovere di alimentare il vento del riscatto perché è giusto presidiare le aree montane ed è ancora più importante non sguarnire i presidi umani che resistono ad alta quota.

“L’errore più grave che possiamo fare in questo momento “positivo” per le Aree di Montagna sarebbe quello di dare per scontati e acquisiti gli esiti che pure sono testimoniati dalle statistiche. Essi sono appesi ad un filo che si dovrà rinforzare dando risposte originali compiendo un paziente e faticoso lavoro di ricucitura di antropologie diverse che stanno ripopolando, da qualche tempo, le montagne.
È la sfida delle politiche della montagna che può essere contenuta nei mezzi ma non può essere modesta nelle ambizioni. La sfida al cui esito positivo dobbiamo tutti lavorare!”
Un applauso convinto chiude l’intervento di Bussone e si apre il dibattito a cui parteciperanno di protagonisti locali chiamati in causa dal presidente dell’UNCEM nazionale…
Luciano dà la parola ad Antonio Sicilia della C.M. Alburni ed ex sindaco di Corleto Monforte, che ringrazia Bussone e si dichiara d’accordo con il fatto che le “Aree interne sono da rivitalizzante e non accompagnare al “fine vita” a cui sembrano sia destinate!
Poi tocca a Carmine Casella, sindaco di Felitto e presidente della Comunità Montana Calore Salernitano, che sottolinea la necessità di ringiovanire l’età media dei dipendenti consegnando a quelli più anziani il compito di formare i nuovi assunti. “Ma è necessario anche assumerne di nuovi, altrimenti il carico di lavoro diventa una ‘zavorra’ difficile da far avanzare nella direzione che qui è stata ribadita nel migliore dei modi. Inoltre ei sindaci delle aree interne sono oramai del tutto disillusi …”, ribadisce Casella.
Anche per Ettore Bellelli, presidente della Coldiretti Regionale, le “Aree interne sono una priorità”. Ribadisce che “dai territori montani ricaviamo prodotti di qualità che il mondo ci invidia. Ma ricordo anche che gli agricoltori di montagna sono le sentinelle ambientali suonano la sveglia per lanciare l’allarme del dissesto idrogeologico che si trasforma in catastrofi!” Infine, ribadisce la necessità di “mettere in atto il ‘Piano Invasi’ per far fronte alla riduzione delle riserve d’acqua per usi agricoli”.
Infine prende la parola Francesco Picarone, presidente della Commissione Bilancio in seno al Consiglio Regionale della Campania.
Picarone dà atto a Bussone di aver messo sul tavolo un lavoro di analisi positiva proiettata alla progettualità che ne dovrebbe scaturire. Riconosce che le “Comunità Montane” sono state ‘prosciugate’ di personale!
Picarone, però, rivendica il fatto che “sotto le due presidenze di Vincenzo De Luca i fondi ordinari sono stati ripristinati e che, mentre in altre regioni le CM venivano chiuse, in Campania sono state riabilitate e rimesse in carreggiata”.
Ma la Campania è andata oltre rispetto alle aree interne … “Sono state finanziate la messa in sicurezza di tutta la rete delle strade rurali; sanità e trasporti nelle zone disagiate sono state attenzionate come gli ospedali e le botteghe di comunità. I contratti di fiumi dalla sorgente alla foce sono stati sottoscritti per dare un criterio alla gestione delle acque”,
Luciano chiude l’incontro dando la parola a Massimiliano Caruso, ing. Che lavora per la ex Whirpool, in provincia di Varese, che vive con la famiglia ad Aquara ed è anche Presidente della locale Pro loco. Caruso si divide tra Varese e Aquara per “recuperare e far rivivere le tradizioni da presentare a chi vorrà risalire la Valle del Calore per coglierne le peculiarità essenziali della sua storia e delle sue tradizioni.”
Nella scaletta degli invitati c’è anche il nome del presidente del Parco Nazionale del Cilento Vallo di Diano e Alburni, Giuseppe Coccorullo … Luciano, più volte chiama in causa il Parco, ma l’ente che negli ultimi 30 anni ha dominato la scena economica, ambientale e sociale delle aree interne dove ha competenze diffuse e dove ha investito alcune centinaia di milioni di Euro nel corso della esistenza in vita, non ha ritenuto di prendervi parte … pertanto il parco è stato nominato solo per l’assenza del presidente o chi per lui!



