“Non abbiate paura: valete più di molti passeri”
La paura nella nostra esistenza è una delle emozioni più frequenti e paralizzanti. Infatti abbiamo paura del futuro, del giudizio degli altri, della malattia, del fallimento, persino di testimoniare la nostra fede in un mondo che rema controcorrente. Gesù con insistenza per tre volte ripete: «Non abbiate paura». Di chi? Di che cosa?
«Non abbiate paura di loro, poiché nulla vi è di nascosto che non sarà svelato». La paura spinge a nascondersi, a indossare maschere per essere accettati. Abbiamo paura che la nostra coerenza cristiana ci faccia sembrare fuori posto. Ma la verità ha una forza propria: non può rimanere sepolta. Gesù invita a vivere nella trasparenza, a gridare ciò che abbiamo ascoltato nel silenzio della preghiera, perché la verità di Dio vincerà sempre la menzogna.

Ancora più radicale è l’invito: «Non abbiate paura di quelli che uccidono il corpo, ma non hanno potere di uccidere l’anima». Cristo non promette una vita senza fatiche, persecuzioni o sofferenze. Chi segue il Vangelo può incontrare opposizioni. Ma Gesù ricorda una precisa gerarchia di valori: il corpo è prezioso, ma l’anima, la comunione intima con Dio, la capacità di amare, sono l’unica cosa che nessuno potrà strapparci. Il male può toccare la superficie, ma non può rubare la nostra identità di figli di Dio.
Il terzo «non temete» pronunciato da Gesù evoca un’immagine poetica e consolante: «Due passeri non si vendono forse per un soldo? Eppure nemmeno uno di essi cadrà a terra senza il volere del Padre vostro. Perfino i capelli del vostro capo sono tutti contati». Se Dio si prende cura di creature così piccole come i passeri, potrebbe dimenticarsi di noi?
Spesso pensiamo che a Dio non importino i nostri problemi quotidiani, le nostre piccole ansie. Gesù assicura che Dio ci conosce nei minimi dettagli: ha contato persino i capelli del nostro capo. Ogni lacrima, ogni fatica, ogni gioia sono scritte nel suo cuore. Quindi: «Non abbiate dunque paura: voi valete più di molti passeri!»
Non avere paura non significa essere spavaldi o non provare alcun timore; significa fidarsi, sapere che, anche nella tempesta più buia, non siamo soli. Il Signore ci chiede di compiere un passo di fede: consegnare a Lui le nostre paure più profonde e chiedere il coraggio di vivere da cristiani liberi, gioiosi e fiduciosi nella sua Provvidenza.
Sia questo il nostro impegno e la nostra preghiera per la settimana che ci attende.




