Dal 13 al 18 agosto Castel San Lorenzo torna a celebrare vino, cucina e musica negli spazi della Nuova Val Calore. Un luogo che non è soltanto la sede della festa, ma conserva la memoria della storica Cantina Sociale che per decenni ha rappresentato il punto di riferimento economico e identitario dell’intera valle. Sul palco tributi a Rino Gaetano e Renato Zero, musica popolare, contastorie e la comicità dei Villa PerBene.
CASTEL SAN LORENZO. Musica, intrattenimento, piatti della tradizione e, naturalmente, vino saranno i grandi protagonisti della XXIX Festa del Vino D.O.P., in programma a Castel San Lorenzo dal 13 al 18 agosto 2026.

Per sei giorni l’area della Nuova Val Calore tornerà ad accogliere residenti e visitatori a partire dalle ore 20.30, mentre a Ferragosto la manifestazione vivrà anche un appuntamento a pranzo.
Ma fermarsi al programma degli spettacoli significherebbe raccontare soltanto una parte della storia.
Perché il luogo nel quale oggi si fa festa è esso stesso parte della storia del vino di Castel San Lorenzo e dell’intera Valle del Calore.
Quando la Valle del Calore si identificava con la sua Cantina
Per chi ha vissuto questo territorio nella seconda metà del Novecento, dire Cantina Sociale di Castel San Lorenzo significava indicare molto più di un luogo nel quale si conferiva e si trasformava l’uva.
La storica Cooperativa Val Calore, fondata nel 1960, diventò nel corso dei decenni uno dei principali punti di aggregazione economica dell’agricoltura dell’area.
UNICO ne ha raccontato più volte la storia, anche nei momenti difficili della sua dissoluzione.

I numeri ricordati sulle nostre pagine spiegano da soli la dimensione raggiunta dall’esperienza cooperativa: oltre 1.300 soci, circa 550 ettari vitati e una produzione arrivata a 1 milione e 200 mila bottiglie. Una struttura che aveva finito per esercitare quasi naturalmente una funzione di riferimento per l’intero settore vitivinicolo della valle.
Ma i numeri non raccontano tutto.
Nell’intervista pubblicata da UNICO nel 2018, l’allora sindaco Giuseppe Scorza, che ricordava di essere stato socio della Cantina insieme a suo padre, parlava della Val Calore come di un’esperienza capace di costruire una vera cultura enologica nella provincia di Salerno e in Campania. Soprattutto ricordava come, per oltre quarant’anni, la Valle del Calore avesse finito per identificarsi con la sua Cantina.
Era economia, certamente.
Ma era anche comunità.
Il salone della Cantina ospitava iniziative pubbliche e perfino rappresentazioni teatrali: nell’archivio storico di UNICO si ritrovano, ad esempio, le cronache dell’estate 2000, quando proprio negli spazi della Cantina Sociale venivano rappresentate commedie di Eduardo De Filippo.
La Cantina, insomma, non raccoglieva soltanto uva.
Raccoglieva persone.
La fine della Cooperativa e le nuove cantine
Poi quella storia si interruppe.

La vecchia Cooperativa Val Calore entrò in crisi e arrivò alla dissoluzione. UNICO, nel 2017, raccontava una realtà vitivinicola ormai profondamente cambiata e la nascita o il consolidamento di numerose aziende private: Rizzo, Chiara Morra, Cardosa, Mucciolone, Scairato, Russo, Tabano, Bios e altre ancora.
Fu il passaggio da un territorio nel quale una grande cooperativa rappresentava quasi da sola il settore a un sistema formato da più produttori, ciascuno impegnato a costruire una propria identità.
La fine della Val Calore lasciò però una ferita.
Scorza, nell’intervista a UNICO, ricordava non soltanto l’orgoglio di quella esperienza, ma anche il rammarico per quanto era stato perduto e soprattutto la scomparsa di quella capacità della Cooperativa di tenere insieme il territorio.
Poi la Val Calore ha provato a rinascere
La storia, però, non si è fermata alle porte dello stabilimento chiuso.
Nel novembre 2017, 58 soci diedero vita alla Nuova Val Calore Srl Società Agricola e, all’inizio del 2018, la nuova società acquistò gli spazi e i fabbricati dell’ex Cantina Sociale. Oggi la struttura dichiara circa 300 soci produttori e oltre 15 mila metri quadrati di superficie.
Già nel 2020 UNICO descriveva quella ripartenza come una sfida tutt’altro che semplice: la nuova realtà avrebbe dovuto riconquistare la fiducia dei produttori e confrontarsi con le numerose cantine nate o cresciute dopo la fine della vecchia cooperativa.

E forse proprio per questo assume un valore particolare il fatto che la Festa del Vino sia tornata negli ultimi anni negli spazi della Val Calore. Nel 2024 il ritorno della manifestazione nella sede di via Donato Riccio veniva presentato come un ritorno “a casa”, proprio per il valore simbolico che quella struttura conserva nella storia enologica castellese.
La XXIX edizione del 2026 parte dunque da qui.
Non soltanto da un bicchiere di vino, ma da una storia che ha attraversato almeno tre generazioni di viticoltori della Valle del Calore.
Sei giorni di spettacoli
Su questa memoria si innesta un programma artistico volutamente leggero e diversificato.
L’apertura del 13 agosto sarà affidata alla Statale 14, con un tributo alle musiche di Rino Gaetano.
Il 14 agosto sarà la volta di Tonino Battagliese Live; dalle ore 22.30 la scena passerà alla narrazione di Domenico Monaco Contastorie.
A Ferragosto, durante il pranzo del 15 agosto, l’accompagnamento musicale sarà curato da I ValCalore.
Il 16 agosto arriveranno i Francos Zero, con il loro tributo a Renato Zero, mentre dalle 22.30 saliranno sul palco Peppe Cirillo & Antiqua Saxa.
Il 17 agosto la serata sarà aperta da Felice D’Amico e proseguirà alle 22.30 con il Comedy Show dei Villa PerBene.
La chiusura del 18 agosto sarà invece affidata a The Kiepò – Tarantella Road, con le sonorità della musica popolare e della tradizione.
Il vino come memoria e futuro
Ed è forse proprio questo il significato più interessante della Festa del Vino di Castel San Lorenzo.

Il vino qui non è soltanto un prodotto da degustare.
È stato reddito delle famiglie, lavoro dei contadini, cooperazione, conflitto, crisi e ripartenza.
Ha accompagnato l’ascesa e la caduta della vecchia Cantina Sociale e la successiva moltiplicazione delle aziende vitivinicole che oggi operano sul territorio.
Ed è anche il prodotto attorno al quale Castel San Lorenzo ha costruito una parte importante della propria riconoscibilità, forte della DOC ottenuta nel 1991.
Per questo tornare a mangiare, bere, ascoltare musica e incontrarsi proprio negli spazi della Val Calore ha un significato che supera quello di una normale manifestazione estiva.
Dove un tempo arrivavano i carri e i trattori carichi d’uva, oggi arrivano famiglie, giovani e visitatori.
È cambiato il mondo.
È cambiato il modo di produrre e vendere il vino.
È cambiata persino la Cantina.
Ma il filo che lega Castel San Lorenzo al vino non si è spezzato.
E la XXIX Festa del Vino D.O.P., oltre agli spettacoli e alla convivialità, può servire anche a ricordare questa storia.
Per informazioni e prenotazioni sono disponibili i numeri 329 4427739 e 389 0383771.
Meta description: Dal 13 al 18 agosto torna la XXIX Festa del Vino D.O.P. di Castel San Lorenzo. Musica, cucina e la storia della Cantina Sociale Val Calore, simbolo per decenni dell’intera valle.




