Undicesima edizione del Porto d’Arte Contemporanea con Achille Perilli e Umberto Manzo. Un progetto nato nel 2015 che continua a trasformare uno dei luoghi simbolo della costa cilentana in uno spazio espositivo a cielo aperto. E da Acciaroli parte una proposta: portare questa esperienza a Napoli in occasione dell’America’s Cup 2027.
Ad Acciaroli il confine tra mare, paesaggio e arte contemporanea diventa sempre più sottile. Il porto, luogo per sua natura destinato agli arrivi e alle partenze, torna a trasformarsi in uno spazio d’incontro tra linguaggi artistici, territorio e cultura mediterranea.
Sabato 4 luglio 2026 ha preso il via l’XI edizione del Porto d’Arte Contemporanea, quest’anno con protagonisti Achille Perilli e Umberto Manzo, la curatela di Massimo Sgroi e la direzione artistica di Valerio Falcone. Il progetto, sostenuto dal sindaco di Pollica Stefano Pisani, gode del Matronato del Museo Madre – Fondazione Donnaregina per le arti contemporanee di Napoli e del patrocinio della Regione Campania, della Provincia di Salerno e del Comune di Pollica.
Non una galleria tradizionale, dunque, ma un museo che entra fisicamente nel paesaggio e dialoga con esso. Le opere incontrano il porto, le barche, il mare, i residenti e i visitatori, diventando parte di un luogo che continua, nello stesso tempo, a svolgere la propria funzione quotidiana.

È questa l’intuizione alla base del Porto d’Arte Contemporanea, nato nel 2015 da un’idea di Valerio Falcone e considerato un’esperienza unica nel suo genere in Europa. Il progetto mette in relazione l’identità storica di Acciaroli e Pollica con il Mediterraneo e con i linguaggi dell’arte contemporanea, proponendosi come un museo diffuso e a cielo aperto capace di creare connessioni tra territori e culture.
Nel corso delle sue edizioni il porto cilentano ha accolto artisti, critici e intellettuali di primo piano. Riccardo Dalisi, Mimmo Paladino, Sandro Chia, Christian Leperino sono soltanto alcuni dei nomi che hanno preceduto i protagonisti dell’edizione 2026, Achille Perilli e Umberto Manzo.
L’elemento più interessante resta proprio il rapporto tra l’opera e il luogo. L’arte non viene semplicemente portata ad Acciaroli: viene collocata dentro Acciaroli, nel suo spazio forse più riconoscibile, quello del porto. Il Mediterraneo smette così di essere soltanto lo sfondo dell’esposizione e ne diventa parte integrante.

In un Cilento che durante l’estate richiama visitatori soprattutto per il mare e il paesaggio, il Porto d’Arte aggiunge un’altra ragione per fermarsi: incontrare l’arte contemporanea senza dover necessariamente entrare in un museo. Si arriva, si parte, si passeggia lungo il porto. Ma ci si può anche fermare davanti a un’opera e guardare quel luogo con occhi diversi.
Da Acciaroli a Napoli: l’idea per l’America’s Cup
Proprio al termine dell’incontro è stata lanciata una proposta che prova a spingere l’esperienza maturata ad Acciaroli oltre i confini del Cilento: individuare a Napoli uno spazio nel quale presentare il Porto d’Arte Contemporanea in occasione dell’America’s Cup del 2027.
L’idea sarebbe quella di affiancare al grande appuntamento velico internazionale un progetto culturale capace di raccontare attraverso l’arte il rapporto tra mare, Mediterraneo, comunità e creatività, dando visibilità anche alle esperienze nate lungo le coste della Campania.
L’occasione è di quelle difficilmente ripetibili. L’America’s Cup nasce nel 1851, quando la goletta statunitense America vinse una regata intorno all’Isola di Wight contro la flotta britannica. Il trofeo prese successivamente il nome dell’imbarcazione vincitrice ed è oggi considerato il più antico trofeo sportivo internazionale ancora disputato, precedente persino alle Olimpiadi moderne.
Nel 2027 Napoli ospiterà la 38ª America’s Cup, per la prima volta in Italia. Il programma prevede nella primavera e nell’estate del 2027 la selezione degli sfidanti e quindi il confronto per la Coppa, con il grande scenario del Golfo di Napoli e di Bagnoli al centro dell’evento. Già dal 24 al 27 settembre 2026 Napoli ospiterà una regata preliminare.
E lo sguardo potrebbe andare ancora più lontano. L’edizione 2029 non è stata assegnata a Napoli, ma Sport e Salute ha espresso pubblicamente l’obiettivo di lavorare affinché la città possa ospitare nuovamente la competizione. Una prospettiva che, se maturasse, allargherebbe ulteriormente lo spazio per costruire iniziative culturali capaci di accompagnare il grande evento sportivo.
Del resto, lo stesso accordo istituzionale per l’America’s Cup punta a valorizzare non soltanto Napoli, ma le ricadute culturali, paesaggistiche e marittime sull’intero territorio campano. È proprio dentro questa prospettiva che un’esperienza come quella di Acciaroli potrebbe trovare spazio.
Portare il Porto d’Arte Contemporanea ad affacciarsi sul grande scenario napoletano dell’America’s Cup potrebbe così diventare un modo per far salire a bordo dell’evento anche il Cilento, trasformando un’esperienza nata ad Acciaroli in una delle voci culturali attraverso cui raccontare al mondo il Mediterraneo campano.
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