A 90 anni se n’è andato “U Mastrone”, come molti lo chiamavano a Roccadaspide. Il ricordo di una coppia inseparabile, di una generosità mai ostentata e di un’amicizia diventata legame di famiglia.
Antonio Rubano, da molti chiamato “U’Mastrone”, ha raggiunto Antonietta, sua moglie e compagna di una vita.
Si sono ricongiunti nel “mondo” del “non essere”, dopo essere stati una coppia inseparabile, dove io li ho conosciuti, via Giuseppe Verdi, a Roccadaspide, dove abitavano da quando erano rientrati dalla Svizzera, paese nel quale avevano trascorso una parte importante della loro giovinezza.
Al ritorno a Roccadaspide andarono a vivere nella casa accanto a quella dei miei suoceri, Maria Piecoro e Giuseppe Chiacchiaro, che li hanno preceduti sulla via del “dopo di noi”.

Quando entrai nella casa di Ginetta da aspirante “sposo”, dovetti superare un doppio “esame” di empatia: quello dei suoi genitori e quello di due genitori acquisiti, Antonietta e Antonio.
Negli anni in cui abbiamo vissuto a Varese ci vedevamo di rado. Ma quando decidemmo di tornare nella terra dei padri, i rapporti tornarono ad essere frequenti e naturali, come se quella distanza non fosse mai esistita.
I nostri figli, già adolescenti e impegnati negli studi a Roccadaspide, passavano spesso a salutare i nonni e anche quegli zii acquisiti che erano ormai diventati parte della famiglia.
Ci fu poi un momento nel quale Antonio, con l’accordo di Antonietta, superò se stesso nella generosità.

Con Ginetta avevamo acquistato la casa nella quale, dopo oltre trent’anni, viviamo ancora oggi. All’improvviso diventò necessario eseguire importanti lavori di consolidamento e ammodernamento. Il problema era semplice da spiegare e difficile da risolvere: non disponevamo in quel momento di tutte le risorse necessarie per affrontare le spese.
Antonio non ebbe esitazioni…
Si assunse lui l’onere di anticipare quanto occorreva. Noi avremmo restituito con calma, un po’ alla volta.
Non ci furono contratti, garanzie o complicazioni. C’era qualcosa che allora valeva molto di più, la fiducia.
È uno di quei gesti che restano impressi perché raccontano meglio di tante parole chi fosse Antonio e quale fosse il rapporto che ci legava.
Negli ultimi anni lo incontravo spesso seduto davanti al negozio di Nello oppure davanti al “garage” di Antonio Chiacchiaro, nonno di Gina.
La vista si era molto indebolita e dovevo farmi riconoscere prima che riuscisse a capire chi avesse davanti. Poi, quando mi riconosceva, i suoi occhi sembravano velarsi ancora di più, questa volta per l’emozione.
Quando gli porgevo il giornale UNICO, invece, tutto diventava immediatamente chiaro. Si voltava verso i suoi compagni di seduta e annunciava con orgoglio:
«È compare Bartolo!»
Poche parole, ma dentro c’erano familiarità, amicizia, affetto e una lunga storia condivisa.
Non è passato molto tempo dalla scomparsa di Antonietta.
Antonio l’ha seguita.
Se esiste un luogo nel quale coloro che ci hanno lasciato possono incontrarsi, mi piace pensare che Antonio e Antonietta, Maria e Peppino si siano già ritrovati e continuino, insieme, a seguire la vita dei figli e dei nipoti.
Noi, certamente, non potremo dimenticare ciò che è stato.
La scomparsa di Antonio completa il ciclo terreno di una coppia che ha saputo interpretare fino in fondo il ruolo di marito e moglie, di genitori e di nonni, lasciando dietro di sé quella forma silenziosa di ricchezza che non si misura in ciò che si possiede, ma nell’affetto e nella riconoscenza delle persone.
Resteranno il suo ricordo e quello di Antonietta nei cuori dei figli Pasquale e Massimo, delle nuore Anna Rosa Domini e Angela Caporaso, dei nipoti Antonio, Luigi, Valerio e Antonia, del fratello Vincenzo, delle cognate Rosa, Marianna e Maria Rosaria, dei parenti, degli amici e di quanti hanno avuto la fortuna di condividere con loro un tratto di strada.
Antonio Rubano aveva 90 anni. Le esequie si terranno lunedì 10 agosto 2026, con partenza alle 10:15 dalla Sala Mortuaria dell’Ospedale di Roccadaspide e prosecuzione verso la Chiesa della Natività B.M.V., dove sarà celebrato il rito funebre.
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