Il mito da Saturno ad Attis e Adone

La bellezza, i profumi ed i sapori della natura dal solstizio di inverno all’equinozio di primavera

LIUCCIO GIUSEPPINO I Viaggi del Poeta
Cilento - venerdì 11 gennaio 2019
Ciclamini
Ciclamini © n. c.

Con festa dell’Epifania, si chiudono di fatto le festività natalizie ed entriamo nel cuore dell'inverno. Questo mi consente di fare qualche considerazione su questa stagione, così come si evince dall'osservazione della natura e dai miti che la caratterizzano.

È un tema avvincente, di cui mi sono già occupato in altre occasioni e sul quale ritorno volentieri, nel segno della cultura classica, che ha connotato e feconda ancora la mia formazione.

Filosofi, astronomi, maghi e sacerdoti si sono appassionati nel corso dei secoli allo studio dell'evoluzione della vita della natura nell'alternarsi delle stagioni

E, dove e quando non poteva la razionalità e la scienza, si ricorreva al mito che ha creato culti religiosi ed ha fecondato l'arte nella prismaticità multimediale delle sue manifestazioni: letteratura (poesia e narrativa), pittura, musica, teatro e, nei tempi più recenti, cinema ed audiovisivi in genere

Oggi, con mente più disincantata e libera da sovrastrutture mitologiche e religiose, ma ancora con anima e cuore gonfi di emozioni, osserviamo la natura che si rinnova e rigenera di vita nuova, reiterando e santificando le proprie leggi.

E, ad una attenta analisi, riscopriamo e valorizziamo anche la stagione, l'inverno, apparentemente meno esaltante e tradizionalmente ancorata al pregiudizio di letargo/morte e ne subiamo il fascino dei COLORI, ne scopriamo l'intensità dei PROFUMI, ne gustiamo i SAPORI, nella consapevolezza che la natura Magna Mater ci regala, generosa, l'esaltazione di tutti i sensi anche da dicembre a marzo, nei tre mesi che intercorrono dal solstizio d'inverno all'equinozio di primavera.

E i miti di Saturno e Giano nel matrimonio/vita tra notte più lunga e giorno più breve nell'alternarsi del mistero luce e tenebre trasmigrano nei culti del Natalis Solis Invicti di Roma e del Bambino nato nella mangiatoia con coro angelico e luce di Stella Cometa della cristianità.

Cosi come ricorrono in quella della Pasqua di Resurrezione i miti/culti di Proserpina, di Attis e di Adone per non parlare dell'Uovo Primigenio.

E la natura è pronuba di queste straordinarie scoperte, se ne osserviamo la vita con occhio attento e ne ascoltiamo gli echi di voci e suoni misteriosi di piante e fiori e ne annusiamo odori e ne gustiamo sapori.

Scopriremo allora una ricchezza insperata.

E ci conquisteranno le macchie di colori di pungitopo e catekus nel rosso squillante, come di felci e mortelle nel verde lustro di fresca rugiada, e ancora, apprezzeremo il profumo gentile dei ciclamini riservati, dei mandorli allo spruzzo tenero della prima fioritura o delle mammole occhieggianti nei fossati a caccia di primo sole, ma assaporeremo anche il succo pastoso di arance e mandarini:

Ma quel che più conta ne cercheremo, inebriandoci con forti emozioni, l'anima antica nei miti carichi di mistero e poesia di cui sono portatori.

E ci convinceremo sempre più che la Natura, nel suo ruolo di Magna Mater generosa, non cessa mai di stupirci riservandoci scoperte/rivelazioni sempre nuove

E ci daremo spiegazioni convincenti alla lettura di stupende pagine di letteratura, all'ammirazione di tele colorate di Pittori famosi, all'ascolto di noti spartiti musicali, alla visione di scene teatrali e/o cinematografiche, convincendoci sempre più, sulla scia delle teorie di filosofi, che la natura è e resta la prima fonte di ispirazione dell'Arte.

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