Poesie di Giuseppe Liuccio

LIUCCIO GIUSEPPINO I Viaggi del Poeta
Cilento - mercoledì 19 febbraio 2020
Scorcio paesaggistico del Parco Nazionale del Cilento
Scorcio paesaggistico del Parco Nazionale del Cilento © Unico

Le mie poesie di oggi ricordano ed esaltano l’impegno politico e civile con la speranza di risvegliare la ripresa della riscossa affievolita nell’animo dei miei conterranei.


LA CHIAMAVANO TOFA I CILENTANI

La chiamavano tofa i cilentani

La conchiglia soffiata per giustizia

A contrastare assalti di predoni

A dissodar terre di padroni

Sazi d’ozio, di boria e latifondi.

S’è franta l’eco a letti di torrenti

Poveri d’acque, ricchi di sudori


VENGO DAL SUD


Son nato nella terra dei briganti
bestemmiati

Amati.

Sotto la sferza del padrone

Ha riso

Mio padre.

Nutrito di sudore

in grembo a mia madre

Ho pianto

alle bocche sguaiate dei pozzi

bevendo giustizia

nei sogni

gustando domani

migliori di ieri


CI SARANNO TUTTI

Ci saranno tutti

Il giorno della verità:

l’accetta disperata

le trincee degli alberi

l’urlo smorzato in gola

al poliziotto

la rosa di sangue al petto

del sindacalista

i cocci dei vetri al davanzale

del latifondista.

E ci sarò la terra,

creata da Dio,

la terra,

capo di accusa


ACHTUNG

Achtung! Achtung!

Taglia la nebbia

Il grido laceranre

Alla stazione del Nord.

Rimblza sui cenci

Di speranza

All’angolo della sala d’aspetto

Di seconda classe.

Achtung! Achtung!

Laggiù al paese

I grilli cantano alle stelle

La litania di sempre,

Un cuore freme

Tra cespiti di mandorli fioriti,

Achtung! Achtung
La voce metallica

Accompagna

Il sibilo del treno

Senza amore

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