Tra terra, memoria e futuro: nella campagna alle porte di Melbourne, Giuseppe Mazzeo sta trasformando otto ettari di una vecchia fattoria in un progetto di vita per la sua famiglia. Un sogno che parte dall’Australia ma conserva radici profonde a Rofrano.
La giornata comincia con una corsa di dieci chilometri nel favoloso parco pubblico attrezzato di Dandenong, il sobborgo di Melbourne dove sorge la villa di zia Maria e zio Filippo, che ci ospitano in questa prima parte del nostro viaggio in Australia.
Qui poter godere di grandi spazi verdi e di attrezzature per lo sport all’aria aperta non è un’eccezione.
È quasi la norma.
I pensieri vagano liberi mentre il passo procede sicuro lungo il tracciato che punta diritto verso il sole nascente.
Al rientro mi attendono una doccia e una ricca colazione, sufficienti a preparare me e Gina alla lunga giornata che abbiamo davanti.
Oggi lasciamo la metropoli e andiamo verso gli spazi che a noi sembrano quasi “infiniti” della campagna australiana, tra Melbourne e la fascia costiera.
Saremo ospiti di Giuseppe Mazzeo, avvocato di successo, che ci ha invitati a visitare la farm acquistata con un progetto preciso: farla rinascere nel giro di pochi anni e trasformarla in qualcosa che vada ben oltre una semplice proprietà agricola.
Otto ettari da far rinascere
Sono otto ettari ancora in parte da liberare da una vegetazione che, quando viene lasciata crescere, qui sembra non concedere tregua.
Alberi giganteschi, capaci di resistere perfino al vento poderoso che corre dalla terra verso il mare e poi ritorna indietro.
Buona parte del lavoro è già stata fatta.
Il resto attende l’intervento dei mezzi che dovranno restituire ordine agli spazi, lasciando posto al nuovo vigneto e recuperando ciò che resta delle vecchie coltivazioni di frutta.
Tra i ruderi delle stalle, i depositi e i macchinari agricoli ossidati dal tempo, l’antica abitazione continua invece a resistere.
È proprio lì che Giuseppe e la sua famiglia hanno ricavato, sistemando gli ambienti alla meglio, camere, spazi di relax e perfino un ufficio.
Un dettaglio che racconta bene il contrasto tra i due mondi abitati da Giuseppe.
Da una parte la farm, il vento, la terra e gli alberi.
Dall’altra il suo studio professionale, all’ottavo piano di un palazzo nel cuore della city di Melbourne.
E grazie alla tecnologia i due luoghi, apparentemente lontanissimi, possono ormai convivere nella stessa giornata.
La memoria della vecchia fattoria
Seguiamo Giuseppe lungo il perimetro della proprietà.
Ci sono ancora grandi pini, vecchi meli e altre piante da frutto che raccontano il passato produttivo di questa terra.
I macchinari utilizzati un tempo per la selezione dei frutti, ormai consumati dagli anni, aspettano di essere rimossi e smaltiti in sicurezza. Lo stesso destino toccherà a ciò che resta di alcuni capannoni agricoli.

Ma non tutto verrà cancellato.
Ed è questo uno degli aspetti più interessanti del progetto.
La nuova farm dovrà nascere senza perdere completamente la memoria della vecchia.
Alcuni alberi resteranno.
Le coltivazioni storiche continueranno a lasciare traccia di sé.
Accanto alla futura villa ci saranno ancora i segni dell’agricoltura praticata da chi ha vissuto qui prima della famiglia Mazzeo.
E poi arriverà il nuovo vigneto, destinato a dialogare con quelli già presenti e produttivi nei dintorni.
Non una tabula rasa, dunque.
Piuttosto una nuova pagina scritta sopra una storia precedente.
Un pranzo nel vento
Il pranzo all’aperto ci riunisce intorno a un tavolo apparecchiato senza formalità.
La compagnia è quella giusta e le pietanze generose vengono condite da storie e ricordi, vicini e lontani.
Giuseppe è galvanizzato.
Mentre noi guardiamo ciò che esiste, lui sembra già vedere quello che ancora non c’è.
Vede l’oasi felice che questa terra potrà diventare.
Attorno, la famiglia ha già iniziato ad appropriarsi emotivamente degli spazi. C’è chi si muove ormai con la naturalezza di un autentico “farmista”, chi compare e scompare dentro orizzonti che sembrano non finire mai, chi con un gesto silenzioso — una mano cercata e stretta durante il pranzo — riesce a trasformare la giornata in qualcosa di ancora più intimo.
Sono quei piccoli gesti che non hanno bisogno di spiegazioni.
E il vento, per quanto sferzante, non riesce a portarseli via.
Una poesia in mezzo alla terra
È in questo clima che chiedo a Connie di leggere una poesia sulla mia famiglia allargata, scritta in occasione del mio settantesimo compleanno.
Per qualche minuto la vita sembra condensarsi in poche righe.
Le parole scorrono mentre davanti agli occhi abbiamo quella grande distesa di terra che un giorno potrebbe diventare un luogo nel quale anche il tempo troverà finalmente il modo di rallentare.
Forse è proprio questo il privilegio di certi posti:
offrirti abbastanza spazio da permettere ai ricordi di tornare senza essere chiamati.

E allora la farm smette definitivamente di essere soltanto un terreno.
Diventa un progetto familiare.
Un luogo da inventare per mettere insieme vite, esigenze, affetti e futuro.
Una farm pensata per la famiglia
È questa l’idea che ha mosso Giuseppe Mazzeo, uno dei tanti rofranesi approdati in Australia, a dare una forma nuova a destini cominciati molto lontano da qui.
Otto ettari da dissodare, modellare, liberare e far rinascere.
Uno spazio nel quale i figli possano muoversi liberi come farfalle, tra gli alberi conservati a testimonianza della memoria della terra e quelli nuovi che verranno piantati.
Accanto alla futura abitazione resteranno i segni delle vecchie coltivazioni, mentre il vigneto introdurrà una nuova stagione produttiva.
Ma sarebbe riduttivo leggere tutto questo soltanto come un investimento immobiliare o agricolo.

La vera costruzione è un’altra.
È uno spazio nel quale una famiglia prova a immaginare il proprio futuro.
Da Rofrano fino alla “fine del mondo”
Il nostro rapporto con Giuseppe, del resto, nasce da un’altra storia di emigrazione.
Fu Bill Mazzeo a farmelo incontrare e conoscere durante il mio precedente viaggio in Australia, nel 2017.
Anche Bill era partito da Rofrano giovanissimo.
Prima aveva imparato il mestiere di meccanico a Laurito, dove si recava ogni giorno partendo dal paese.
Poi arrivò la decisione che ha segnato la vita di migliaia di uomini e donne delle nostre comunità interne:
partire per cercare fortuna.
Bill andò a cercarla fin quasi alla “fine del mondo”.
E la trovò in Australia.
Decenni dopo, guardando Giuseppe progettare una nuova vita dentro questi otto ettari, viene naturale pensare a quanto siano cambiate le traiettorie dell’emigrazione.
Una generazione arrivava qui per costruire da zero il proprio futuro.
Quella successiva può permettersi di tornare alla terra non per necessità, ma per scelta.

E forse anche questa è una forma di riscatto.
La terra dei padri resta Rofrano.
La terra adottiva è dall’altra parte del mondo.
In mezzo ci sono generazioni, viaggi, lavoro, successi e legami che continuano a tenere insieme i due emisferi.
Ed è proprio a Giuseppe che avevo dedicato questi versi:
Giuseppe Mazzeo
Uomo che abita il tempo
per essere vivo, dono divino,
rincorre il futuro, ricorda il passato,
vive il presente in ogni frangente.
Marito affettuoso, fedele,
di Ann compagno e confidente,
nel mondo immerge l’essere suo,
poi riemerge senza cedere passo.
Padre di figlio, eterno compagno,
anche di figlia di rara dolcezza,
amico prezioso e puntiglioso,
vive l’esistenza con chiara eloquenza.
La terra dei padri ha nome Rofrano,
quella adottiva è nell’altro emisfero:
due mondi diversi eppure lontani
che egli abita con sana passione.
La legge conosce e pure comprende,
difende gli altri con sentimento,
entra nel vivo, scandaglia processi:
l’avvocato sa farsi strumento.
Di essere amico non si accontenta,
oltre l’ostacolo lancia il suo cuore;
da vero amico, paziente, coltiva
frutti maturi e sane passioni.
Ama quel borgo che l’ha generato,
poi la Costiera: Atrani e Tramonti;
cammina sentieri insieme agli dèi,
si tuffa nel mare di miti e poeti…
E oggi, dentro questa farm ancora da inventare, quei versi sembrano acquistare un significato nuovo.

Perché Giuseppe continua davvero a fare ciò che gli avevo attribuito nella poesia:
rincorre il futuro, ricorda il passato e prova a vivere pienamente il presente.
Questa volta con otto ettari di terra davanti.
E un sogno abbastanza grande da riempirli.
#GiuseppeMazzeo #Australia #Melbourne #Dandenong #Rofrano #FarmLife #Fattoria #ItalianiInAustralia #EmigrazioneItaliana #ItalianiNelMondo #Famiglia #Radici #Memoria #Futuro #Vigneto #Agricoltura #CampagnaAustraliana #VitaInAustralia #Amicizia #Poesia #BillMazzeo #Laurito #CostieraAmalfitana #Natura #Sogni #ProgettoDiVita #UnicoSettimanale




