Nel 2018 per salvare un palazzo storico di Felitto in decadenza ho deciso di fare un investimento altrettanto importante, rilevando il Palazzo Migliacci, meglio noto come ‘A casa re’ cientu stanz’, diventato luogo di ritrovo per artisti e scrittori. Questo sito è adatto per l’organizzazione di mostre e convegni, nonché di workshop per la conoscenza delle erbe officinali e delle nostre tradizioni.
Autore: Bartolo Scandizzo
Oltre ad aver organizzato 6 edizioni della Sagra del Fusillo Felittese, ho ideato e promosso le prime sei edizioni di “Sapori d’Autunno”, la realizzazione di corsi di inglese e di computer per formare giovani guide turistiche e realizzato numerosi incontri culturali che animassero la vita del paese.
Mia nonna era di Bologna. Quindi, mio padre è stato a Bologna tantissime volte. Però mio padre e mia mamma, i miei genitori, hanno vissuto a Vicenza, molto vicino a Verona e Venezia, perché mio padre era un membro dell’esercito
È sempre un piacere presenziare alla crescita di un’azienda del territorio che dà lavoro a decine i giovani che, altrimenti, avrebbero preso la via tracciata da intere generazioni … quella di cercare spazio di vita e di soddisfazione professione altrove dal luogo dove erano stati destinati. Lo è ancora di più, quando ad esserne protagonista è un amico di vecchia data come Rosario Pingaro che ho conosciuto giovane ambizioso soprattutto di poter lasciare segni della sua presenza nel tessuto economico e sociale a Capaccio Paestum. Il luogo dove suo nonno, Rosario Pingaro come lui; e suo padre, Vincenzo; impegnato nella trasformazione di…
I Felittesi Sono tutti così cortesi, ti fanno sentire la benvenuta nel loro mondo e ti fanno sentire a casa.
Nostro nonno ha lavorato sodo. Quando è arrivato qui e ha firmato sul libro dell’immigrazione a New York, aveva solo 30 dollari.
Alla fine nella sua vita ha avuto due case, una al mare che si affacciava letteralmente sul mare; ha avuto tre figli che hanno avviato delle attività di successo. È praticamente partito da zero.
Dopo l’annuncio dell’Angelo, Maria si mette in viaggio, in fretta e con entusiasmo, verso la casa di Elisabetta. Al suo arrivo, saluta la cugina e il bambino nel grembo di Elisabetta sussulta. L’Evangelista intreccia così la nascita di Giovanni Battista con quella di Gesù che, ancora prima di nascere, si incontrano attraverso le rispettive madri
La mia prima laurea è in matematica, mentre la seconda è in amministrazione aziendale. All’inizio ho lavorato come insegnante presso la American Peace Corps School, un’associazione di volontariato. Sono andata in Africa ad insegnare. In seguito, sono diventata una manager di alcuni progetti all’estero. Poi ho lavorato nell’ambito della microfinanza che faceva prestiti alle piccole imprese.
Quando i consumatori scelgono prodotti del territorio, sostengono varietà di frutta, ortaggi, cereali e legumi talvolta dimenticate dalla grande distribuzione e dalle coltivazioni intensive su larga scala. Questo approccio incoraggia gli agricoltori a preservare semi antichi, a coltivare specie autoctone e a rispettare la stagionalità, anziché puntare su varietà standardizzate e geneticamente uniformate
CITTÀ METROPOLITANA DI NAPOLI – Nella chiesa di San Biagio Maggiore in via San Biagio dei Librai la Fondazione Giambattista Vico il giorno 28 dicembre alle ore 18.30 ospiterà la mostra dell’artista Nera D’Auto Guerra e amore nel vuoto l’altro di noi. All’inaugurazione dell’esposizione sarà presente il presidente emerito della Fondazione Giambattista Vico professor Vincenzo Pepe. In occasione del vernissage ci sarà un intermezzo musicale animato dalla chitarra napoletana e dalla voce di Antonio Vitale. Con una performance l’artista ha partecipato alla 59esima Biennale di Venezia, quindi alla Cripty Gallery di Londra. alla Biennale di Viareggio e al Museo archeologico di Eboli. Per il 2025 ha in programma…
Tra il 1985 e il 1986 questa area era di proprietà della diocesi. Fu proposta un’azione negatoria (una cosa legale). Alcune persone volevano comprare tutti questi lotti edificabili. Uno dei membri dell’associazione vide l’annuncio sul giornale. Quindi, qualcuno se ne accorse e disse: “Aspettate un attimo, quell’area appartiene ai felittesi: le persone che vengono da Felitto”. Molto tempo fa c’era una cappella qui, che poi è stata abbattuta. Nel 1986 questo festival si è ingrandito.
Mio nonno viveva in Italia. Forse quando è venuto qui ha lavorato nelle miniere, ma non ne sono certa perché non ero ancora nata, e non mi è stato raccontato molto. Mia nonna mi ha solo detto che scriveva articoli per un giornale.



