L’Epifania è la festa che manifesta al mondo la vera identità di Gesù e rende universale il messaggio del Natale. Attraverso il cammino dei Magi, la liturgia invita ogni credente a riconoscere i segni di Dio nella storia, a interrogarsi sul proprio atteggiamento di fede e a diventare testimone credibile di salvezza. Non solo memoria di un evento passato, ma impegno quotidiano a essere luce e segno della presenza di Cristo nel mondo.
Autore: Don Luigi Rossi
Il Verbo che pone la tenda tra noi
La seconda domenica dopo Natale invita a una sosta contemplativa davanti al mistero dell’Incarnazione: la Parola eterna sceglie di abitare la nostra storia.
Dalla Sapienza che scende nel Siracide al Prologo di Giovanni, passando per Paolo, Dio si fa vicino all’uomo per renderlo figlio nel Figlio.
Il 2025 lascia in eredità l’ombra di un’epoca segnata dall’aggressività, dal cinismo del potere e da competizioni egoistiche che hanno ferito il tessuto umano. L’augurio per il nuovo anno è quello di ritrovare fiducia: innanzitutto in noi stessi, per costruire un futuro condiviso, capace di riscoprire la mitezza, la pace e la responsabilità verso gli altri.
La liturgia della Parola accompagna i credenti al cuore del mistero dell’Incarnazione, presentando Maria e Giuseppe come testimoni di una fede che nasce dall’ascolto, attraversa il dubbio e si compie nell’obbedienza. Il Sì silenzioso di Giuseppe diventa modello per accogliere un Dio che sorprende e chiede di fidarsi, aprendo orizzonti nuovi di salvezza.
Primo presidente del Parco Nazionale, botanico ed etnobotanico di respiro mediterraneo, La Valva ha trasformato la tutela dell’ambiente in una visione culturale capace di unire storia, biodiversità e comunità. La sua lezione, ancora attuale, mostra come il paesaggio sia un dialogo millenario tra uomo e natura, e perché comprenderlo significhi proteggere il futuro del territorio.
Che cosa dobbiamo fare? Domanda rivolta al Battista e che anche noi ci poniamo. L’interrogativo coinvolge tutte le categorie sociali. Il Precursore raccomanda di rimanere nel proprio stato, pronti a donare, perfino la propria tunica, per riscaldare il corpo e colmare la solitudine interiore del fratello.
La devozione popolare ha esaltato la relazione materna con Lei, la donna che nel Magnificat ha indicato direzione e tragitto del viaggio: la celebrazione del Dio dei poveri, degli ultimi, degli umili, degli oppressi; l’esaltazione dell’impossibile che diviene storia grazie al tocco rigeneratore del dito di Dio.
Solennità dell’Immacolata, commento al Vangelo di don Luigi Rossi** Siamo già alla seconda domenica di Avvento: un tempo che prepara alla venuta di Qualcuno, annuncia l’approssimarsi di un avvenimento decisivo, apre la nostra prospettiva di vita verso un futuro capace di redimere un presente segnato da tanti problemi. L’esperienza quotidiana ci fa percepire quanto ne abbiamo bisogno: si radica un clima interiore fatto di attesa, ansia, stupore.La liturgia, per questo, ci invita alla vigilanza, a un atteggiamento di accortezza che ci renda pronti a cogliere il momento opportuno. Il Signore è discreto: non forza la nostra volontà, ma desidera intessere…
La ricorrenza della giornata della memoria ricorda la nerissima pagina dell’olocausto. Tentare di comprendere risulta impossibile, comunque è necessario conoscerne la portata, anche se racconta l’indicibile. Certamente non è una vicenda ineluttabile. Fu pensato e realizzato in una società che sperimentava uno stadio avanzato di civilizzazione, reso possibile ricorrendo alla tecnica e giustificato da orientamenti culturali che combinavano fattori ordinari e specifiche strategie di potere diffuse capillarmente. Come dimenticare i crimini perpetrati? Le selezioni alla banchina, pile umane di uomini e donne ammassati l’uno sull’altro in attesa di essere inceneriti, esecuzioni di massa, cremazioni a cielo aperto…
Ignazio di Antiochia ha indirizzato agli Efesi una lettera, oggetto della seconda lettura del breviario della scorsa domenica. Egli rivolge un caldo invito al “venerabile collegio dei presbiteri, degno di Dio, è così armonicamente unito al vescovo, come le corde alla cetra. In tal modo nell’accordo dei vostri sentimenti e nella perfetta armonia del vostro amore fraterno, s’innalzerà un concerto di lodi a Gesù Cristo. Ciascuno di voi si studi di far coro”. Sarebbe interessante conoscere il pensiero del presule della diocesi di Vallo su questo argomento anche per prevenire ulteriori stonature a causa dell’irrimediabile allentarsi delle corde…
La liturgia della Parola della festa del Battesimo di Gesù si apre col Libro di consolazione attribuito al profeta Isaia. Egli conforta il popolo esiliato, al quale prospetta la liberazione come ritorno in patria grazie a un nuovo esodo, glorioso e prodigioso, che pone fine alla schiavitù. Ciò diventa possibile se si è disponibili a rinnegare l’empietà e vivere con sobrietà, giustizia e pietà. È una situazione, quella vissuta dagli Ebrei tanti anni fa, molto simile alla condizione nella quale oggi è precipitata l’umanità. La paura, generata dalla pandemia, e l’egoismo del possesso determinano una diffusa ingiustizia, sempre più insopportabile.…
La liturgia di questa domenica presenta l’icona della maternità. L’evangelista intreccia la nascita di Giovanni il Battista con quella di Gesù, anello di congiunzione è l’incontro tra Maria ed Elisabetta, preludio della Salvezza donata a ogni creatura. Dal passo del vangelo trasuda la gioia di due donne, modello per noi cristiani, come Maria chiamati a portare Dio agli altri. Ciò è possibile se anche in noi, come in Lei, battono all’unisono due cuori: il nostro e quello misericordioso di Dio. Impariamo, perciò, a respirare il respiro del Padre per partecipare della Salvezza. Dopo l’annuncio, Maria si reca da Elisabetta; varca…



