Nell’elenco dei presbiteri diocesani, stilato il 9 settembre 2025, figuravano sedici sacerdoti giubilati. Per quindici di loro è stata riportata la dicitura “in quiescenza”; per uno soltanto, invece, quella di “senza incarico”.
Autore: Don Luigi Rossi
Le tre letture proposte hanno una feconda relazione tra loro. Nella prima si descrive l’effetto dell’azione del Verbo che, come la pioggia, ritorna al cielo dopo aver irrorato la terra e assicurato agli uomini, come si legge nel salmo, la gioia del raccolto
La liturgia della Parola di questa domenica è attraversata da un unico filo conduttore: l’accoglienza.
“Non abbiate paura: valete più di molti passeri”
Esodo 19,2-6a; Romani 5,6-11; Matteo 9,36-10,8
Se la vita a volte appare un deserto nel quale siamo condannati a vagare, allora la prima lettura si trasforma in un messaggio di speranza: il dono dell’acqua e della manna consente di affrontare i pericoli e avere la forza per entrare nella Terra Promessa
Nella prima lettura Dio, pronto a manifestare misericordia e pietà, si rivela a Mosè per comunicargli che è disposto a perdonare anche chi conserva ancora un cuore duro. Il Vangelo ne presenta il volto autentico, riflesso in quello di Gesù, impegnato nel dialogo con Nicodemo
Liturgia della Parola: ATTI 2,1-11; I CORINZI 12,3B-7.12-13; GV 20,19-23
Dalla Risurrezione alla missione: il Signore glorificato affida ai fragili la forza del suo amore
L’angoscia per un futuro incerto e un presente segnato da disagi, dolore e morte genera una paura costante, accentuata dall’assenza di una figura capace di rassicurarci e di guidarci verso la luce oltre il tunnel. Ci percepiamo fragili, quasi vasi di creta, costretti a contendere le briciole dell’esistenza con chi appare più forte.
Viviamo in anni di profonde trasformazioni sociali, economiche e culturali. In un tempo segnato da instabilità, paure diffuse e ricerca di punti fermi, anche il panorama della classe dirigente spesso non offre esempi rassicuranti. Astuzia, arroganza, pretesa impunità e senso di superiorità sembrano talvolta prevalere sul servizio autentico al bene comune. Nella società dell’immagine, dominata da slogan e leadership effimere, cresce il successo di presunti “guru” ai quali si delega persino il compito di pensare.
Il passo evangelico dei discepoli di Emmaus è una pagina lirica che assorbe il lettore, attratto dalla scena per la densità delle emozioni descritte, per le parole pronunciate, per i gesti, per i volti che riflettono l’evoluzione del cuore, che lentamente passa dalla tristezza alla gioia.



