Un filo invisibile fatto di fede, storia e tradizioni locali lega indissolubilmente la figura di Santa Rosa da Lima a quella di San Toribio di Mogrovejo. Fu infatti proprio l’inflessibile Arcivescovo di Lima, instancabile difensore dei diritti degli indigeni contro i soprusi dei conquistadores, ad amministrare il sacramento della Cresima alla giovanissima Isabel Flores de Oliva, confermandone il nome mistico di “Rosa”.
Il profondo legame dei due Santi d’oltreoceano si riflette nel cuore del Cilento, dove i festeggiamenti uniscono idealmente due borghi: Alano di Castellabate, frazione cilentana che celebra ogni anno la Festa di Santa Rosa da Lima, e Cannalonga, borgo alle falde del Monte Gelbison che venera il San Toribio di Mogrovejo.
Il 23 agosto il mondo cattolico festeggia Santa Rosa da Lima, Patrona di Lima, del Perù, dell’America latina e delle Filippine, di fioristi, giardinieri e sposi, viene invocata contro la febbre, il mal di stomaco, le eruzioni vulcaniche e i litigi familiari. Nel Cilento la devozione per Santa Rosa è fortemente sentita alla Contrada Alano di Santa Maria di Castellabate. Qui sorge una Chiesa a Lei dedicata, che custodisce la statua della Santa e le Sue veneratissime reliquie. Per la profonda devozione degli abitanti della frazione Alano di Santa Maria di Castellabate nei confronti di Santa Rosa da Lima, patrona principale della zona, il 13 agosto 1983 la Chiesa fu consacrata a Santa Rosa da Lima. La piccola Chiesa che custodisce le reliquie con un’immagine della Santa nel momento della sua morte attira ogni anno numerosissimi fedeli, ed è l’unica nella Diocesi di Vallo della Lucania e una delle poche dell’Italia Meridionale in cui la Santa viene venerata.
Il suo nome era Isabella ma, bellissima come una rosa, si narra che la sua culla sia stata trovata circondata da petali di rosa. All’età di cinque anni emise il voto di perpetua verginità e fu cresimata da San Toribio de Mogrovejo, futuro patrono di Cannalonga, che in Perù si dedicava alla cura delle anime e che le diede l’appellativo di “Rosa di Santa Maria”, ad indicare il fortissimo legame che Ella aveva con la Vergine, soprattutto sotto il titolo di Regina del Rosario. Col dono divino di vari carismi, come quello di compiere miracoli, della profezia e della bilocazione, Santa Rosa già in vita aveva fama di santità. Santa penitente, condivise la sofferenza con i poveri, gli indios emarginati e maltrattati, e morì a Lima, a soli 31 anni, il 24 agosto giorno di San Bartolomeo. L’ultima notte, quella del 23 agosto, rinnovò i suoi voti religiosi, ripetendo più e più volte: “Gesù, sii con me”. Il suo corpo fu portato nella Cappella della Vergine del Rosario, a cui la monaca era legatissima, e avvenne il miracolo che tutti poterono vedere: la Madonna della statua che la Santa tante volte aveva pregato le sorrise.
ANTONELLA CASABURI




