L’incontro promosso dalla rivista Quaderni Meridionali , lo scorso 13 giugno presso il Palazzo del Plenipotenziario di Mantova, è stato dedicato a una delle vicende più straordinarie e meno conosciute del Mezzogiorno: il Tesoro di Sant’Eufemia.
Il professor Mario Garofalo, direttore di Quaderni Meridionali, ha sottolineato come la storia del Tesoro rappresenti «uno snodo decisivo per comprendere il rapporto tra il Mezzogiorno, l’Italia unita e l’Europa». «Raccontare il Tesoro di Sant’Eufemia – dichiara Garofalo – significa restituire dignità a una vicenda che intreccia raffinatezza artistica, memoria civile e responsabilità istituzionali. Il Sud è un protagonista centrale della storia nazionale, uno dei soggetti più antichi e autorevoli. Portare questa storia al centro del dibattito contemporaneo vuol dire interrogare il presente: capire come gestiamo oggi il patrimonio culturale, come lo raccontiamo, a chi lo rendiamo accessibile».
Il lavoro della rivista nasce dall’esigenza di legare la ricerca storica alla discussione pubblica. Quaderni Meridionali si pone l’obiettivo di “costruire ponti tra il mondo accademico e la società, tra la storia e l’attualità. Il Tesoro di Sant’Eufemia ci obbliga a chiederci che cosa abbiamo perduto, che cosa possiamo ancora recuperare e in che modo il Mezzogiorno possa tornare a essere laboratorio di pensiero per l’intero Mediterraneo».
Il convegno di Mantova ha riportato al centro del dibattito pubblico un ritrovamento di valore inestimabile, emerso casualmente nel 1865 in un uliveto calabrese e oggi in gran parte conservato al British Museum di Londra. Il Tesoro rappresenta l’apice della raffinatezza artistica dell’antica Terina e costituisce un documento critico per comprendere le profonde contraddizioni dell’Italia post-unitaria, segnata da vuoti normativi che permisero la dispersione di un patrimonio culturale unico.
Gli importanti contributi scientifici dei relatori hanno offerto una riflessione profonda sulla necessità di riappropriarsi di una memoria storica spesso relegata ai margini. L’incontro è stato introdotto dalla Professoressa Pina Mareschi, filologa e membro del Comitato Scientifico della rivista, mentre la Professoressa Rossana Villella ha relazionato sul suo prezioso lavoro di ricercaconfluito nel secondo volume di Quaderni Meridionali in un contributo dal titolo “L’antica Terina e il Tesoro di Sant’Eufemia”. L’incontro, a cui ha preso parte il Professor Mario Garofalo, ha permesso al numeroso pubblico di ripercorrere le affascinanti vicende storiche della colonia magno-greca che muovono dalle origini leggendarie dell’antica Terina fino al fortuito ritrovamento del tesoro e alla la dispersione dei reperti.
«Per Quaderni Meridionali, raccontare il Tesoro di Sant’Eufemia significa dare voce a pagine della storia meridionale rimaste troppo a lungo dimenticate o lette attraverso interpretazioni parziali» afferma il professor Garofalo. «Riaffermare l’importanza di questo tesoro significa riconoscere che il Mezzogiorno è stato, ed è tuttora, uno dei grandi protagonisti della storia del Mediterraneo. La storia del Sud va seguita fino in fondo, fino a occupare il posto che le spetta nella nostra memoria collettiva».
Il convegno di Mantova ha rappresentato un esemplare momento di incontro tra Nord e Sud, una preziosa occasione per riflettere sul valore della memoria, sulla tutela del patrimonio culturale e sull’identità dei territori.
“Dopo aver declinato le nostre riflessioni nel fervore del Nord, tracciando rotte e scambi che hanno confermato la vitalità del nostro sentire, sentiamo ora il richiamo della terra madre. I Quaderni Meridionali tornano a casa”, si legge oggi in una nota affidata ai social dal Direttore Mario Garofalo.
Gli incontri organizzati da Quaderni Meridionali proseguono nel Sud Italia, in una tre giorni che si svolgerà a Licusati.
Venerdì 10, sabato 11 e domenica 12 luglio nuovi autorevoli autori di Quaderni Meridionali si avvicenderanno nel prossimo ciclo di Incontri Meridionali. Nella giornata inaugurale saremo a Licusati per moderare l’incontro con i protagonisti, dialogare con loro e riportare le loro riflessioni muovendo dalle parole con cui Mario Garofalo introduce il secondo volume di Quaderni Meridionali: “L’obiettivo resta quello di restituire la questione meridionale alla sua natura più autentica: una domanda scomoda e necessaria sul modo in cui, in questo Paese, si distribuiscono potere, risorse, diritti, dignità, piuttosto che una formula definitiva in cui rinchiuderla. Una domanda che riguarda il Sud, certamente, e che riguarda, in modo inseparabile, l’Italia intera”.
ANTONELLA CASABURI





