Di Rosalia Pepe
La testimonianza di Rosalia Pepe
Ho frequentato l’Istituto Magistrale di Piaggine negli anni Ottanta e, per noi giovani che vivevamo nei paesi dell’entroterra, quella scuola rappresentò una vera salvezza.
Un ruolo fondamentale lo svolgeva anche il servizio delle Autolinee Pecori.
Ogni mattina il pullman partiva dalla piazza di Bellosguardo, punto di ritrovo di tanti studenti diretti a Piaggine.
Alla guida c’era il proprietario delle autolinee, ma per tutti noi era semplicemente zio Antonio.

Quando qualcuno tardava ad arrivare alla fermata, suonava il clacson per invitarlo ad accelerare il passo.
Era un gesto semplice, quasi affettuoso, che oggi fa sorridere e racconta bene il clima familiare di quegli anni.
Io ero particolarmente fortunata, perché abitavo proprio nella piazza, a pochi passi dalla fermata.
Ricordo con affetto anche il bar di Piazza Porcili, dove, prima dell’inizio delle lezioni, ci fermavamo per fare colazione o per ascoltare una canzone al jukebox.
Poco distante c’era la salumeria, tappa quasi obbligata per gustare un buon panino con la mortadella.
Erano piccoli momenti di spensieratezza, capaci di rendere speciali le nostre giornate e di alleviare la fatica degli spostamenti quotidiani.

Fin da bambina avevo desiderato fare la maestra e frequentare il Magistrale rappresentò il primo passo verso quel sogno. Molte di noi, grazie a quella scuola, ebbero la possibilità di realizzare il desiderio di lavorare con i bambini e di costruire una propria indipendenza.
Dopo il diploma, però, la mia vita prese inizialmente una strada diversa. Scelsi di dedicarmi alla riabilitazione, un lavoro che ho svolto per molti anni con passione, impegno e dedizione, sempre accanto alle persone più fragili.
A un certo punto sentii, tuttavia, che il sogno coltivato fin da ragazzina continuava a vivere dentro di me. Decisi quindi di rimettermi a studiare.
Grazie al diploma magistrale, dopo aver conseguito la specializzazione e superato due concorsi, quel sogno si è finalmente realizzato: sono diventata insegnante.
Oggi lavoro nella scuola e mi occupo di didattica speciale. Ho portato tra i banchi l’esperienza maturata nel campo della riabilitazione, mettendola al servizio degli alunni che hanno maggiormente bisogno di attenzione, ascolto e cura.
Chi mi conosce sa che il mio cuore è sempre stato dalla parte della disabilità e dell’inclusione.
Accompagnare i bambini nella loro crescita, trasmettere conoscenze e valori e contribuire alla costruzione del loro futuro mi ha donato una gioia profonda, facendomi sentire pienamente realizzata sia come professionista sia come persona.
Tra i ricordi più belli degli anni trascorsi a Piaggine porto con me anche quello del mio professore di latino, Rosario Rizzo … Aveva una memoria straordinaria: a distanza di molti anni, ogni volta che lo incontravo, ricordava perfettamente i nostri nomi e i nostri volti.
Era uno di quegli insegnanti capaci di lasciare un segno non soltanto per ciò che insegnano, ma soprattutto per l’umanità che riescono a trasmettere.
Per questo porterò sempre nel cuore quella piccola scuola, che rappresentò un’opportunità preziosa per tanti giovani dei nostri paesi.
L’Istituto Magistrale non ci lasciò soltanto un diploma.
Ci insegnò a credere nei nostri sogni e ci offrì gli strumenti per costruire il nostro futuro.
Ognuno di noi ha poi seguito una strada diversa, ma quella scuola resterà per sempre una parte importante della nostra storia.
Il mio percorso è stato lungo e non sempre lineare, ma alla fine mi ha condotta proprio dove desideravo arrivare fin da bambina: accanto agli alunni, nella scuola, dalla parte di chi ha più bisogno.




